Gioco illegale: +14% e 91,6 miliardi raccolti online, l’Eca chiede all’Ue più strumenti

Una ricerca di Gambling Compliance International presenta dati pazzeschi per il mercato nero del gioco online in Europa ma per la Commissione Ue basta il Digital Services Act.

 

Secondo alcune stime presentate all’Unione europea dall’Eca, l’European Casino Association, il gioco illegale online nel 2025 avrebbe raggiunto i 91,6 miliardi di euro. Cifra spaventosa se correlata a quella che circola dai dati del settore in Italia e che attesta la raccolta complessiva (anche retail) senza licenza a 30 miliardi. E per questo l’industria europea dei casinò regolamentati sta facendo pressione su Bruxelles affinché Europol abbia un ruolo più incisivo nella lotta contro il mercato nero.

Più 14% year over year

L’occasione è stata una tavola rotonda al Parlamento europeo, dove l’Eca ha presentato una ricerca che indica un altro anno di rapida crescita per gli operatori non autorizzati. Il rapporto stima che il mercato illegale sia aumentato di circa il 14% rispetto all’anno precedente, conferendo ulteriore urgenza al dibattito già in corso sui futuri poteri di Europol.

La Commissione europea ha proposto riforme che amplierebbero le responsabilità operative di Europol e rafforzerebbero la sua capacità di condividere e analizzare i dati nelle indagini transfrontaliere. L’Eca vuole che il gioco d’azzardo online illegale diventi una chiara priorità all’interno di questo mandato più ampio.

Le norme sono in ritardo

Erwin van Lambaart, presidente dell’Eca, ha sostenuto che le autorità nazionali faticano a tenere il passo con gli operatori che prendono di mira regolarmente clienti in diverse giurisdizioni europee, rimanendo al di fuori della portata delle autorità di regolamentazione locali.

Ha sostenuto che un maggiore coordinamento tra Europol, la Commissione europea, l’Anti-Money Laundering Authority, l’autorità antiriciclaggio, le unità di intelligence finanziaria e gli organi di contrasto nazionali faciliterebbe la trasformazione delle informazioni in azioni coordinate. Senza questo livello di cooperazione, ha avvertito, gli operatori illegali continueranno ad espandersi a scapito delle attività autorizzate, delle entrate fiscali dei governi e della tutela dei giocatori.

Il rapporto Gambling Compliance International

Il rapporto, redatto da Gambling Compliance International stima che il gioco d’azzardo illegale abbia privato gli Stati membri dell’UE di circa 22,9 miliardi di euro di entrate fiscali, mentre oltre 6.200 operatori senza licenza prendono di mira attivamente i consumatori europei.

I risultati suggeriscono inoltre che i siti web illegali generano ormai la maggior parte delle entrate del gioco d’azzardo online nell’UE-27, mentre gran parte dei contenuti relativi al gioco d’azzardo visualizzati dagli utenti europei promuovono operatori che non possiedono licenze locali.

Van Lambaart ha sostenuto che i casinò autorizzati investono ingenti risorse in misure di gioco responsabile e controlli antiriciclaggio, mentre molti operatori illegali, spesso con sede al di fuori dell’Unione Europea, sono soggetti a pochi di questi obblighi pur rimanendo facilmente accessibili online.

I legislatori a sostegno della cooperazione

La discussione parlamentare è stata ospitata dall’eurodeputato Lukas Mandl e ha riunito rappresentanti della Commissione europea, di Europol, dell’AMLA, di Eurojust, delle autorità nazionali di regolamentazione del gioco d’azzardo e di specialisti del settore.

Mandl ha descritto il gioco d’azzardo online illegale come una questione transfrontaliera che incide sulla tutela dei consumatori, sulla criminalità organizzata e sull’integrità del mercato interno dell’UE. Ha manifestato il proprio sostegno affinché Europol disponga di risorse e autorità sufficienti per assistere gli Stati membri in modo più efficace, aggiungendo che le prove presentate dalla Corte dei conti europea (ECA) confluiranno nei futuri lavori parlamentari.

Social media, pericolo numero uno

L’attenzione si è spostata anche sui social media. Cresce la pressione sul ruolo delle piattaforme online nella promozione di siti web di gioco d’azzardo non autorizzati.

Molti operatori del settore del gioco d’azzardo sostengono che gli operatori illegali continuino a raggiungere i consumatori attraverso il marketing di affiliazione e i contenuti sui social media che rimangono online troppo a lungo. Piattaforme come YouTube e Twitch sono state spesso citate in questo dibattito.

La Commissione europea nicchia

La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha indicato il Digital Services Act (DSA) come il principale meccanismo dell’UE per contrastare la promozione del gioco d’azzardo illegale. Anziché annunciare nuove misure di applicazione, ha sostenuto che la legislazione impone già alle piattaforme di fornire sistemi per la segnalazione di contenuti illegali e obbliga le principali piattaforme e i motori di ricerca a valutare e ridurre la diffusione di materiale illecito, inclusa la pubblicità di servizi di gioco d’azzardo non autorizzati.

La risposta è stata generata dalle domande dell’eurodeputata tedesca Sabine Verheyen che ha fatto riferimento a una precedente ricerca commissionata dalla Commissione europea dei mercati (ECA), che stimava che il 71% delle attività di gioco d’azzardo online rivolte agli utenti europei avvenisse tramite siti web non autorizzati, aggiungendo un ulteriore dato a un dibattito sempre più acceso su come l’Europa dovrebbe rispondere all’espansione del mercato illegale.