Ddl detenzione domiciliare, decade l’emendamento Dori su ludopatia

Alla Camera si ferma il tentativo di estendere ai giocatori d’azzardo patologici la misura alternativa al carcere.

È decaduto in Commissione Giustizia alla Camera l’emendamento presentato dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Devis Dori, che puntava a includere la ludopatia tra le patologie per cui è prevista la detenzione domiciliare. Il disegno di legge, già approvato dal Senato, disciplina la possibilità di scontare la pena presso il proprio domicilio per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che stiano seguendo un percorso di recupero.

L’emendamento di Dori chiedeva di estendere lo stesso beneficio anche a chi soffre di disturbo da giocopatologico, intervenendo su più punti del testo, dagli articoli 94-ter e 94-quater fino alla rubrica e al titolo del provvedimento, per inserire il riferimento esplicito alla ludopatia accanto alle dipendenze già contemplate.

La proposta non è arrivata al voto nel merito. È decaduta per l’assenza del presentatore al momento dell’esame, una circostanza procedurale che ne ha impedito la discussione in aula. Il tentativo si inserisce in un dibattito più ampio, portato avanti da tempo da parte politica e associazioni, sull’equiparazione della ludopatia alle altre dipendenze patologiche riconosciute dal sistema sanitario e giudiziario.

Il ddl prosegue quindi il proprio iter alla Camera nella versione già licenziata da Palazzo Madama, senza l’estensione ai giocatori d’azzardo patologici che Dori aveva provato a introdurre.