Sts e riordino terrestre: ‘Amareggiati per il ’no’ del Governo, settore in crisi serve ripartire subito’

Il Sindacato Totoricevitori Sportivi ha commentato in una nota l’evoluzione della bozza di decreto del riordino normativo del gioco fisico col ‘no’ della Presidenza del Consiglio che ha fermato i lavori complicando tutto in vista della scadenza del 29 agosto.

 

“Ci avviciniamo infatti a rapidi passi al 29 agosto, data di scadenza della delega che deve regolare il riordino del gioco terrestre. Se in due anni non si è riusciti a giungere a un testo condiviso, non ci aspettiamo di certo che il risultato arrivi in poche settimane. Un’altra occasione mancata”. Comprensibile la posizione pessimista di Sts, Sindacato Totoricevitori Sportivi che, in una nota, hanno analizzato lo stato dell’arte della riforma tanto attesa.

L’analisi

“Dopo tanta attesa, è arrivata la delusione – analizzano da Sts – la bozza di decreto per il riordino normativo del gioco fisico, a lungo limata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con i tecnici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che aveva passato anche il vaglio della Conferenza Unificata, ha infine incontrato l’ostacolo della Presidenza del Consiglio. Con un “no”, il testo è stato rinviato al mittente e ora i tempi per giungere al traguardo del Parlamento sono davvero ridotti al lumicino”.

La posizione del Sindacato

“Siamo profondamente amareggiati per questa ennesima occasione mancata. Diciamocelo senza mezzi termini: non possiamo pensare a un futuro per le nostre ricevitorie senza una riforma normativa seria finalizzata a salvaguardare l’offerta di gioco terrestre a 360 gradi. In un modo o nell’altro, è necessario cambiare le regole che oggi disciplinano (male) il nostro segmento e dobbiamo farlo il più presto possibile”, hanno commentato.

Le mosse da compiere

Secondo Sts va riavvolto “il nastro e ricominciare sin da subito. Non c’è davvero tempo da perdere perché il gioco fisico è in crisi e necessita di interventi legislativi urgenti volti a risollevare i volumi di raccolta e, con essi, la redditività delle nostre ricevitorie. Il nostro Sindacato persevererà dunque in quel prezioso lavoro, fatto di incontri, invio di documentazione, ricerca di dialogo con i concessionari e con le istituzioni, volto a far recepire in un futuro provvedimento normativo le istanze dei tabaccai ricevitori. La formula per conciliare l’interesse della filiera terrestre con quelli dell’Erario e della salute pubblica (beninteso, togliendo di mezzo il distanziometro e i limiti orari) non è impossibile: creiamola tutti insieme e mettiamola in pratica!”, hanno concluso.