Il Sole 24 Ore: ‘Riordino gioco fisico, stop del Governo’

Il quotidiano economico dà notizia dello stop del Governo al riordino del gioco fisico: gli scenari in vista della scadenza della delega e delle concessioni retail.

 

“Il gioco fisico resterà senza riforma: stop del Governo”. Questo il titolo dell’articolo de Il Sole 24 Ore che dà notizia di avere appreso che, scrive il giornalista Marco Mobili, “l”idea di riscrivere le regole per i punti scommesse, le sale bingo e gli apparecchi da intrattenimento torna nei cassetti. La bozza del decreto attuativo della delega fiscale predisposta dal Mef, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore, non ha ottenuto il via libera della Presidenza del Consiglio: la scelta sarebbe quella di mandare a scadenza la delega senza intervenire sulla riforma del gioco fisico. Con il risultato immediato che l’attuazione della riforma del gioco pubblico resta a metà, visto che il Governo ha rivisto soltanto la disciplina del gioco da remoto”.

Secondo il quotidiano economico, “tra i nodi principali che hanno portato allo stop della riforma del gioco fisico ci sarebbe il tema delle distanze dei punti gioco dai cosiddetti luoghi sensibili” ma l’ipotesi messa in campo dal Mef (100 metri lineari per i locali specializzati e certificati, 200 lineati per i punti gioco generalisti) “non è stata ritenuta congrua dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio”.

L’articolo odierno non giunge in verità come un fulmine a ciel sereno, visto che da settimane si parla di rinvii nell’approdo del decreto attuativo della Delega fiscale sul gioco fisico in Consiglio dei ministri. Tuttavia, si evidenzia che la questione non è stata ancora affrontata formalmente dal Consiglio dei ministri e che tra i tanti dossier urgenti o meno urgenti sul tavolo del sottosegretario Alfredo Mantovano c’è anche quello sul gioco fisico. La Delega fiscale, i cui tempi di attuazione erano stati prorogati con legge, scade ad agosto, c’è dunque ancora tempo per sciogliere i nodi, certamente stretti, del riordino del gioco fisico, e non è detto che l’ultima soluzione possibile sia quella di lasciarla scadere: tecnicamente la si può ulteriormente prorogare, sempre che ovviamente ci sia la volontà politica di procedere in tal senso.

C’è da aggiungere, e non è cosa di poco conto, che se salta il riordino del gioco fisico saltano anche tutti i bandi di gara a esso collegati e questo renderebbe necessaria l’ennesima proroga tecnica da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli che esporrebbe l’Italia a una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea. Senza contare le minori entrate per le casse dello Stato, stimate, tra scommesse, bingo e apparecchi, in circa 2 miliardi di euro, a cui aggiungere anche quella possibile dei gratta e vinci.