Il Movimento 5 Stelle sottolinea in un’interrogazione rivolta al Governo come la detassazione delle scommesse ippiche a quota fissa abbia provocato una contrazione delle entrate erariali.
Si torna a parlare di ippica nelle aule del Senato con l’interrogazione (4-03304) a risposta scritta a firma dei senatori del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, Sabrina Licheri e Gisella Naturale, presentata il 5 agosto e rivolta al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.
I senatori pentastellati premettono che” il trotto e il galoppo rappresentano una filiera del comparto agricolo nazionale di enorme valore culturale e storico. La gestione del settore risulta caratterizzata da metodi a giudizio degli interroganti illogici che avvantaggiano alcuni operatori a scapito di altri, causando la chiusura di numerose strutture e minacciando il futuro della filiera”.
Secondo i firmatari “la detassazione delle scommesse ippiche a quota fissa, introdotta dalla legge di bilancio per il 2025, ha provocato una contrazione delle entrate erariali di oltre 11 milioni di euro rispetto al 2024, avvantaggiando solo i concessionari. Il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste non ha dato alcun riscontro formale a una proposta di riforma delle scommesse presentata il 24 gennaio 2025 da 24 rappresentanti del settore, violando palesemente i termini di risposta previsti dall’art. 328, comma 2, del codice penale”.
Inoltre viene sottolineato che “a fronte di uno stanziamento pubblico di 37.273.250 euro per il 2025, l’amministrazione ha distribuito i fondi tramite una nuova classificazione degli impianti priva di criteri predeterminati, violando gli obblighi di trasparenza (decreto legislativo n. 33 del 2013). La direzione competente si è rifiutata di rivelare i calcoli di ripartizione dei fondi, ignorando tre recenti sentenze del Tar (primo semestre 2026) che accoglievano i ricorsi delle società per difetto di trasparenza”.
Altro tema centrale secondo i senatori pentastellati riguarda la ripartizione che “ha generato sperequazioni inaccettabili, con differenze di contributo superiori al 35 per cento tra impianti con classificazione identica; dall’esame delle procedure per l’assegnazione dei fondi premiali emergono alcuni punti di attenzione che meriterebbero un opportuno approfondimento: 1) posizione delle società beneficiarie (stato di salute e regolarità amministrativa di alcune realtà risultate assegnatarie dei contributi); 2) verifiche di conformità (posizione di alcuni soggetti relativamente al rispetto dei requisiti previsti e al monitoraggio delle autorità preposte); 3) rapporti pendenti con gli enti pubblici (situazioni di contenzioso o pendenze economiche tra alcuni beneficiari e la pubblica amministrazione); 4) requisiti autorizzativi e di sicurezza (necessarie autorizzazioni e licenze d’esercizio previste dalla normativa per le strutture posizionate in graduatoria); a stagione 2026 inoltrata, nessun contratto è stato sottoscritto con le società di corse, bloccando i pagamenti per un intero semestre e causando disfunzioni senza precedenti; risultano, inoltre, sprechi per progetti promozionali falliti e spese dubbie per cene di gala istituzionali a Londra e Parigi”.
I senatori pertanto chiedono “se i ministri in indirizzo intendano rendere pubblici i calcoli e le modalità di distribuzione dei fondi, ottemperando agli obblighi di trasparenza e ai giudicati del Tar Lazio.”
“Se intendano chiarire le motivazioni delle erogazioni a società in liquidazione, sottoposte a misure antimafia o prive di agibilità, ed eventualmente investire le competenti autorità in caso di rilevato uso illecito dei fondi.”
“Se si intenda disporre una verifica ispettiva interna sull’operato della Direzione competente per gli anni 2024, 2025 e 2026.”
“Se intendano adottare iniziative urgenti di competenza per evitare il tracollo finanziario dell’intera filiera ippica nonché esercitare il potere di autotutela (art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990) annullando e revocando i fondi concessi alle società nelle gravi situazioni di irregolarità descritte.”
“Se si intenda segnalare all’Autorità nazionale anticorruzione la mancata pubblicazione preventiva dei criteri di riparto.”
“Se si intenda, infine, garantire la tempestiva sottoscrizione dei contratti della stagione corrente per evitare ulteriori danni da ritardo procedimentale.”







