Il Main Event delle World Series of Poker 2026 si conclude con il successo di Lucas Jamalon, neo laureato appena 22enne, che batte Lauri Saaskilahti nell’heads up finale per 10 milioni di dollari di prima moneta.
Partito da chip leader, salito al comando dopo il primo giorno col doppio delle chips del più diretto inseguitore e i gettoni degli altri cinque in gara, ha chiuso l’heads up continuando a confermare la sua leadership. Lucas Jamalon, a soli 22 anni, si laurea nuovo campione del mondo: di poker vincendo il Main Event delle WSOP 2026.
Young champion
Dopo il successo di Joe Cada nel 2009 registra anche il record di secondo campione più giovane della storia di questo torneo meraviglioso.
Nella notte ha negato il primo titolo di campione del Main Wsop al finnico Lauri Saaskilahti conquistando 10 milioni di euro e lasciando, si fa per dire, 6 milioni come runner up. I due chiudono una maratona infinita finendo nei primi due posti su ben 9.208 players.
Saaskilahti, aveva fino a poche ora fa 138.000 dollari di vincite nei tornei live, ora è milionario. Si è presentato alla finale con l’obiettivo di dare filo da torcere a Jumalon, e ci è quasi riuscito.
Impeccabile, però, la concentrazione di Jumalon che si era appena laureato alla Grand Canyon University. Non si è assistito al solito zompettio euforico ad ogni mano vinta. Solo alla fine è esploso dichiarando a Pokernews: “È una sensazione di pura euforia. Mi sento come se mi sveglierò domani e mi chiederò: ‘Giochiamo di nuovo oggi?’ Affronto tutto con questa mentalità. Amo questo gioco così tanto, mi ha dato tantissimo e mi ha fatto conoscere persone fantastiche. Non potrei essere più grato.”
Al tavolo finale di quest’anno c’erano giocatori di grande esperienza. Tra questi, due veterani americani come Michael Gagliano, vincitore di quattro braccialetti, e Greg Mueller, vincitore di tre braccialetti, oltre al promettente professionista di Houston Han Feng, che secondo alcuni spettatori era il più tecnicamente preparato al tavolo finale, e allo specialista del cash game Jamie Shaevel, alla sua ottava apparizione a premio in un Main Event.
Il payout
| Place | Player | Prize | Country |
|---|---|---|---|
| 1 | Lucas Jumalon | $10,000,000 | United States |
| 2 | Lauri Saaskilahti | $6,000,000 | Finland |
| 3 | Greg Mueller | $3,750,000 | Canada |
| 4 | Michael Gagliano | $2,750,000 | United States |
| 5 | Han Feng | $2,250,000 | United States |
| 6 | Rami Hammoud | $1,750,000 | Canada |
| 7 | Jamie Shaevel | $1,500,000 | United States |
| 8 | Mario Boos | $1,250,000 | France |
| 9 | Evagoras Evagorou | $1,000,000 | Cyprus |
Il neolaureato e il padre di famiglia, due outsider

Eppure, sembrava destino che l’heads-up finale si riducesse a Jumalon e Saaskilahti, due giocatori decisamente meno esperti, entrambi con precedenti vincite massime in carriera nell’ordine delle cinque cifre. I due lo avevano predetto già all’inizio del torneo, dopo essersi scontrati nel Day 5 con centinaia di giocatori ancora in gara.
Da una parte un laureato fresco di lode, dall’altra un padre di famiglia quarantenne che ha subito ammesso di non poter essere “troppo deluso, secondo posto, sei milioni, sono soldi che cambiano la vita”. Ma il finlandese guarda già oltre: “Finanziariamente il mio obiettivo a lungo termine è quello di costruire un patrimonio che duri per generazioni.”
Nessuno dei due giocatori ha iniziato con un atteggiamento passivo. Jumalon ha aggredito in modo simile a quanto aveva mostrato nei primi due giorni al tavolo finale. Ma Saaskilahti è stato tutt’altro che passivo, anche in alcuni casi in cui aveva mani deboli.
In heads up la battaglia mentale è stata importante. In un colpo, con il big blind a 4.000.000, Saaskilahti ha rilanciato 10.000.000 dal bottone con A10, solo per essere costretto a decidere se chiamare con tutto il suo stack di 131.000.000 quando Jumalon, che era in svantaggio con A9, è andato all-in.
Saaskilahti ha riflettuto per un minuto prima di decidere che era il momento di rischiare, solo che stava rischiando con la mano migliore. Si sentiva fiducioso riguardo al flop quando entrambi i giocatori hanno trovato una coppia d’assi perché aveva il kicker più forte. Ma il nove al turn ha portato Jumalon a una sola carta dalla vittoria del Main Event. E poi Un quadri al river ha regalato il piatto a Saaskilahti.
Proprio così, una carta al river ha cambiato completamente le sorti del torneo. Il vantaggio in chip di Jumalon, per la prima volta al tavolo finale, è stato messo in dubbio.
Ma la speranza del ribaltone per il finnico è durata poco.
Il colpo cruciale
La mano più importante del tavolo finale si è verificata pochi minuti dopo che Saaskilahti aveva quasi raddoppiato il suo vantaggio in chip.
Sul board c’era: 4♣A♠K♠J♠6♠ e nel piatto c’erano 100.000.000. Jumalon, con la Q♠ in mano, ha puntato 180.000.000, lasciando il suo avversario con soli otto big blind. Lauri aveva J♦3♦in mano e dopo un lungo tank visto l’enorme valore della decisione che doveva prendere, si è convinto che il futuro winner potesse essere in bluff. Alla fine ha chiamato e si è ritrovato in svantaggio di 12 a 1 chip e il torneo era ormai compromesso.
Pochi istanti dopo, Saaskilahti ha avuto la possibilità di raddoppiare. È andato all-in preflop con asso-sette e leggermente in vantaggio su re-sei. Ma un sei al flop e un secondo uno al turn hanno chiuso la mano e il torneo a Jumalon, che si è aggiudicato il braccialetto e il premio di 10.000.000 di dollari.
Gli Usa fanno poker di successi consecutivi al Main
Jumalon, il quarto americano consecutivo a vincere il Main Event, ha mantenuto la leadership in chip in ogni mano al tavolo finale. L’orgoglio di Spokane ha compiuto una rimonta al tavolo finale che ha ricordato quella di Joe McKeehen nel 2015
Jumalon si unisce a nomi del calibro di Mizrachi, Phil Hellmuth, Johnny Chan e Doyle Brunson tra coloro che hanno vinto il torneo di poker più prestigioso.
Cosa ci farà ora con 10 milioni? Sempre a Pokernews ha detto che “ci vorranno alcuni giorni per realizzare tutto ma non farò niente di troppo avventato”. Il ragazzo sembra avere la testa sulle spalle.







