Tutto confluisce nella riformulazione unica del Governo con l’aula della Camera dei Deputati che respinge coi voti compatti della maggioranza tutte le mozioni concernenti iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici.
La Camera dei Deputati ha respinto tutte le mozioni delle opposizioni con un voto compatto della maggioranza: nulla da fare quindi per i documenti concernenti iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici di Merola ed altri n. 1-00570, Francesco Silvestri ed altri n. 1-00577, Giachetti ed altri n. 1-00578, Zanella ed altri n. 1-00581 e Sottanelli ed altri n. 1-00587. Lo schema si ripete con 140-150 voti contrari, 17-18 astenuti e 80-90 favorevoli su circa 260 votanti.
Il Governo ha espresso parere contrario e quindi tutto confluisce nella riformulazione unica che la maggioranza ha sostenuto di aver condiviso e dove vengono ricompresi tutti i temi di carattere generale trattati anche dalle mozioni dell’opposizione. Come vedremo nella discussione in aula è evidente che tante proposte e nette contrarietà al gioco legale di alcuni partiti politici.
Si va avanti con le indicazioni del Governo con la sintesi del documento letto dalla sottosegretaria al Mef, Lucia Albano e rimane in piedi la scadenza del 26 agosto. La maggioranza stessa ha auspicato la conclusione dei lavori del riordino del gioco terrestre ma la presidenza del consiglio, per ora, non ha accettato la delega e la riforma rimane nell’empasse che il settore ha appreso nei giorni scorsi.
Roberto Giachetti, Italia Viva: “Riordino per superare il regime di proroga”
“Chiediamo che venga completato il riordino del gioco terrestre entro i termini fissati per superare il regime delle proroghe. Chiediamo di potenziare gli strumenti per il contrasto ai disturbi da gioco d’azzardo. Va valutato anche l’utilizzo di nuove tecnologie come l’AI per tutelare i più deboli e combattere le patologie. Il comparto va protetto affinché rimanga nei perimetri della legalità dello Stato e tutelare i minori oltre al contrasto di ogni fenomeno di illegalità. Auspichiamo che al di là del parere assai singolare del governo ci sia da parte dell’aula un voto favorevole”.
Devis Dori, Alleanza Verdi e Sinistra: “Incertezza regolatoria, prioritario il divieto totale di pubblicità”
“Purtroppo il mercato dei giochi continua ad espandersi ed è uno dei più dinamici arrivando al 7,3% del Pil e questo dato spaventa. Il libro nero della Cgil segnala una raccolta di 165 miliardi nel 2025 che è pari al doppio della spesa pubblica per l’istruzione. L’impatto economico per i giocatori è enorme visto che hanno speso 22 miliardi di euro. L’online ha superato i 100 miliardi di raccolta con un +10% e c’è una maggiore diffusione di gioco soprattutto online. A livello normativo si ravvede un’incertezza regolatoria dopo che sono state superate alcune norme come la legge Balduzzi e manca da anni il riordino del gioco pubblico.
Il gettito andrebbe ponderato con maggiori investimenti sulla cura delle famiglie vittime di questo sistema e serve un maggiore contrasto ad usura e riciclaggio tra micro e macro criminalità. Sì, perché, dietro il business si cela una fitta rete di società e fondi di investimento in paradisi fiscali che sfrutta un sistema opaco con le mafie che fanno affari in un mercato in cui convivono gioco legale e illegale.
Come Avs avevamo inserito alcuni impegni che sono stati stracciati dal governo in un calderone generico che cita alcuni elementi di carattere generale ma elimina tutti i punti specifici. Per noi è prioritario ripristinare il divieto totale della pubblicità e la redazione di un bilancio sociale del gioco pubblico che evidenzi tutte le criticità del settore e sensibilizzi sul tema. Esprimiamo il rammarico perché il Governo non ci fa entrare nel merito, la reputiamo un’occasione persa”.
Giulio Cesare Sottanelli, Azione: “Riordino e testo unico sulle norme del gioco pubblico per presidiare il mercato e proteggere i cittadini”
“In 78 anni di aggiornamenti il quadro legislativo sul gioco pubblico si è dovuto adeguare ma oggi non abbiamo un testo unico e questo crea delle incertezze sia dal lato delle imprese che devono operare e sia per chi deve controllare, lo Stato. Per questo ci auguriamo che il riordino venga completato entro il 26 agosto.
Il 14 aprile è arrivata la prima relazione del Mef sul 2025. I dati parlano di 11,4 miliardi che sono andati all’erario e 143 in vincite su 164 miliardi di euro di raccolta totale.
Molte concessioni operano in regime di proroga e ci auguriamo che vengano definite per dare certezza e regole e completare la compliance per la tutela di tutti i deboli che rischiano di essere colpiti dall’azzardo. Ma la gente gioca lo stesso ma deve farlo dove lo Stato può garantire le norme e fare da presidio contro ludopatia e illegalità. Vanno estirpati tutti i siti pirati dove non ci sono regole e spesso atterrano anche i minori. L’illegalità vale 30 miliardi e vanno intercettati perché lo Stato perde 1,5 miliardi oltre alla protezione dei consumatori che giocano su siti e luoghi non autorizzati.
Alcuni elementi non sono negoziabili: no al gioco nei luoghi sensibili come nelle scuole ma non deve accadere neanche la ghettizzazione dei giocatori che più si nascondono e più danno campo libero alle loro pulsioni. La tessera sanitaria è un primo passo che va esteso ma negli smartphone il problema della protezione dei minori è enorme.
Non abbiamo condiviso l’abolizione dell’osservatorio del gioco d’azzardo con l’azzeramento dei fondi per esso.
Concludo con un focus per l’ippica, un gioco tra i più innocui sotto l’aspetto delle ludopatie e che ha dietro una filiera molto importante che va tutelata”.
Andrea Quartini, Movimento 5 Stelle: “Riduzione dell’offerta e no compartecipazione enti locali al gettito”
“Vedere il governo non assumere posizioni chiare su questo tema preoccupa. Il declassamento delle mozioni ad ordine del giorno è scandaloso perché il tema è sentito come serio e grave da troppi cittadini. In passato anche la presidente del Consiglio si schierò contro l’azzardo oggi sta mostrando la sua vera faccia. Il Governo tutela il gettito e si schiera coi poteri forti.
L’azzardo non è un gioco perché l’abilità non conta nulla è tutto casuale. Diamogli il nome che merita non parliamo di gioco.
Il gioco responsabile è un ossimoro, non esiste. Dopo la prima puntata si perde il controllo come dopo il primo bicchiere: non esiste più nulla di consapevole e lo Stato deve intervenire. Il Governo cerca di regolare ma non vi riesce. La somma che va all’erario è ormai strutturale. Lo stesso sottosegretario Freni diceva che il gioco è utile allo Stato ma noi chiediamo una riduzione della raccolta.
Non siamo d’accordo con la compartecipazione degli enti locali al gettito”.
Fabrizio Sala, Forza Italia – “No al populismo, il settore esiste e va normato con poche regole chiare”
“Provo imbarazzo per la trattazione di questi temi quando si scende nell’ignoranza. La sintesi che fa il Governo è condivisibile. L’assenza di conoscenza si chiama populismo. Questo è un tema scivoloso per tutti i Governi ma è un fenomeno che esiste e quindi va normato. Se parliamo di riordino del settore dobbiamo pensare non all’aumento del gettito ma dobbiamo pensare ai settori iper normati come questo che rischiano di lasciare spazio agli imprenditori che non vogliono sottostare ad un ginepraio di regole. Servono poche norme chiare per favorire la legalità e gli investimenti.
Il riordino è già in corso. Il Governo ha mostrato coraggio escludendo molti operatori perché non tutti possono lavorare e questo è un tema impopolare se vogliamo. Esiste questa giungla normativa che non ci consente di raggiungere tutti gli obiettivi.
Non possiamo normare escludendo gli enti locali ed è ovvio che vadano coinvolti per le loro funzioni e proprio per questo possono e devono partecipare anche agli utili. Quando le sentenze dei tribunali fanno norma e governano al posto del parlamento allora abbiamo fallito.
Dobbiamo dire chiaramente no al proibizionismo ma neanche all’allargamento dell’offerta. Respingiamo la visione ideologica del settore, diciamo sì a tutti i temi sensibili ma no alla demonizzazione di un mercato legale che lo Stato può e deve controllare. Nella riformulazione del Governo questi temi sono presenti. Dove lo Stato arretra arrivano le mafie”.
Andrea De Bertoldi, Lega: “Abolire il gioco e liberalizzare le droghe leggere? La sinistra ci dica dove sono le coperture”
“Esprimo il voto favorevole alla riformulazione del Governo di buon senso che va contro a tante ricostruzioni ideologiche. La Sinistra è proibizionista col gioco ma è libera in senso assoluto ad esempio per le droghe leggere. E questo va contro lo Stato etico che tanto sbandierano. Il gioco è una espressione, un momento col quale il cittadino può trovarsi a convivere. Quando il collega dei 5Stelle ha richiamato al “primo bicchiere” che è vero può dare luogo a delle degenerazioni ma cosa facciamo? Vietiamo il vino, il prosciutto o il salame perché può portare all’obesità? Questa è una visione di uno Stato Hegeliano. Noi siamo liberali per rispettare i piaceri della vita regolando per evitare le degenerazioni. C’è anche chi fa troppo sport e potrebbe non far bene, chi beve un bicchiere di vino ma c’è anche chi gioca una scommessa con piacere. Non possiamo porre limiti alla mente umana.
È facile fare demagogia ma bisognerebbe anche dire come ovviare all’abolizione del gioco d’azzardo legale in tema di copertura, magari con una patrimoniale? Non lo condividerei ma almeno la Sinistra sarebbe coerente così come dovrebbe esserlo con le droghe leggere”.
Virgino Merola, Partito Democratico: “Scommettiamo che non ci sarà nessun riordino?”
“Noi abbiamo presentato questa mozione sulla riforma del gioco fisico in vista della scadenza della proroga di fine agosto, ed è anche un modo, nel nostro testo, per chiedere chiarezza al Governo e alla maggioranza. Questa necessità è ulteriormente confermata da quanto oggi il Governo ha proposto con questa generica riformulazione rispetto alle mozioni che abbiamo presentato come opposizione.
E quindi, a proposito di scommesse, possiamo scommettere che sarà alle porte un’altra proroga, invece dell’attuazione e del completamento della riforma. Ci sarà un’altra proroga, perché questa riformulazione generica è il risultato delle divisioni della maggioranza su questo tema. È già stato un errore separare la riforma del gioco online da quello fisico, quindi noi vi sfidiamo ad avere la chiarezza di dirci se siete in grado di evitare un’ulteriore proroga o se vi accingete a dare un’altra e ulteriore proroga. Sarebbe una scelta grave, oltre che incoerente, rispetto alla situazione che vivono migliaia di famiglie e persone fragili, sarebbe una scelta grave rispetto al dato, già evidente, di una dipendenza dal gioco d’azzardo e sarebbe un’iniquità per gli operatori del settore il rinvio ulteriore delle gare per le concessioni.
I colleghi dell’opposizione intervenuti hanno già evidenziato il dato eclatante di un gettito di 11 miliardi rispetto a ricavi di oltre 164 miliardi. Le opposizioni hanno presentato mozioni. I testi degli altri partiti sono per noi largamente condivisibili, perché permettono di evidenziare un punto di vista comune, che veniva e viene offerto alla discussione parlamentare. La domanda, a questo punto, non è retorica, ma necessaria: qual è il punto di vista della maggioranza? Avete la possibilità di avere una proposta condivisa come maggioranza e Governo su questo?
Oggi ci state dicendo di no. E quindi, ripeto, facciamo una scommessa insieme: vediamo se il 26 agosto – a proposito dei termini che vi stanno a cuore, so che avete a cuore il 4 settembre – la vostra stabilità è in grado di evitare un danno ulteriore di mancate riforme al nostro Paese. Questa riformulazione, ha già detto bene il collega Fornaro, è una mancanza di rispetto nel metodo, un’ulteriore mancanza di rispetto nel metodo, ma nel merito dimostra quello che ho appena detto. Una riformulazione vaga e generica, che non usa parole chiare e non ha il coraggio di intervenire sui nodi che abbiamo posto con le nostre mozioni, con la mozione del Partito Democratico. Le vostre riformulazioni sono in pratica un silenzio, l’incapacità di prendere posizione su quanto proponiamo. Sappiamo che le parole hanno conseguenze, siamo abituati anche in quest’Aula a vedere quanta irresponsabilità ci sia da parte della maggioranza in alcune parole usate, ma anche i silenzi hanno delle conseguenze, e la vostra riformulazione equivale a un silenzio, all’incapacità di affrontare i nodi da sciogliere che non permettono ulteriori ambiguità.
E i nodi sono quelli di affrontare il tema senza demagogia e senza populismo. Perché ricordiamo tutti le affermazioni populiste della Presidente Meloni e del Vicepresidente Salvini, quando erano all’opposizione, contro il gioco d’azzardo; e ricordo anche, a proposito di pragmatismo, che giace una proposta di legge della collega Comaroli della Lega, che ho sottoscritto insieme al collega Vaccari, dove si propone il divieto di pubblicità per quanto riguarda i giochi. Voi state facendo un continuo attacco alla cosiddetta nostra ideologia, nascondendo il fatto che alla prova del Governo non siete in grado di tradurre il vostro populismo in forme concrete e realizzabili.
I nodi da sciogliere – li ripetiamo – sono in primo luogo ridurre i punti di gioco fisico, secondo un progressivo programma di ridimensionamento: sono troppi e non permettono un adeguato contrasto alla dipendenza patologica dall’azzardo. Su questo non abbiamo sentito nulla.
Secondo punto: il ruolo degli enti locali, in particolare dei comuni, non va ridimensionato, ma valorizzato. L’autonomia locale, per quanto riguarda la definizione delle distanze, degli orari e della scelta dei luoghi sensibili, va garantita fissando criteri generali nella normativa. Il concetto di distanza giuridica non può sostituire quello di distanza fisica.
Infine, su questo punto una parola chiara, in particolare rivolta ai colleghi di Forza Italia che sono intervenuti. La compartecipazione ai ricavi dell’azzardo non è accettabile ed è pericolosa. Non si possono mettere i comuni nella condizione di essere cointeressati al gioco d’azzardo. L’unica compartecipazione degna di questo nome e che ci piacerebbe discutere, ma di cui non vediamo traccia, è una compartecipazione all’Irpef – che nelle vostre proposte, guarda un po’, non prevedete assolutamente -, perché si tratta di mantenere un indirizzo generale – e non di segmentare le tasse – che permetta ai comuni di affrontare i problemi sociali posti dalla lotta alla dipendenza patologica.
Noi vi chiediamo di essere chiari sul divieto di gioco ai minori con mezzi efficaci, che ci sono, e su questo di assumere una posizione coerente e anche capace, dal punto di vista tecnologico e delle misure che oggi ci sono, volta a mantenere questo limite. Questo non è proibizionismo, questo è porre un limite a una situazione in cui l’azzardo può compromettere i minori. Chiediamo che ci siano controlli e procedure per limitare le giocate. Chiediamo semplicemente che, quando le giocate sono reiterate, ci sia un limite, una regola che sia fatta rispettare per salvaguardare il cittadino che rischia di cadere nella dipendenza o di aumentarla. Chiediamo che ci sia, quindi, un divieto di pubblicità anche indiretta, anche per quanto riguarda il telemarketing.
Poi c’è un punto non secondario, che voglio accentuare: crediamo che sia importante in questo settore, molto esposto al riciclo mafioso, aumentare la lotta alla mafia con normative ancora più cogenti, per evitare l’infiltrazione mafiosa.
Lungi da noi qualsiasi ipotesi di proibizionismo, ma ridurre il danno, per quanto riguarda le dipendenze, è un obiettivo concreto e fattivo, al di là di ogni demagogia e di ogni posizione di parte.
Luciano Ciocchetti, Fratelli d’Italia: “Non esiste vuoto normativo, Governo in prima linea per la tutela dei problematici”
“Intendiamo richiamare con chiarezza un punto dirimente del dibattito su questa materia. Il Parlamento ha già esercitato la propria funzione di indirizzo sul riordino del settore dei giochi pubblici attraverso l’articolo 15 della legge n. 111 del 2023, definendo un quadro organico consapevole e pienamente legittimato entro cui deve muoversi l’azione del Governo. Non siamo, dunque, in assenza di indirizzo politico, al contrario di quello che alcune mozioni hanno raccontato e secondo alcuni interventi che abbiamo ascoltato questa mattina. Siamo dentro una proposta definita, approvata da questo Parlamento, ampia e ponderata, che ha affidato al Governo il compito di dare attuazione a un disegno complessivo basato sul bilanciamento tra interessi pubblici differenti ma ugualmente rilevanti. In questo equilibrio, la tutela della salute e la prevenzione del disturbo del gioco d’azzardo costituiscono un obiettivo fondamentale e quando si fa polemica sull’abolizione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, avvenuto con la legge 30 dicembre 2024, n. 207, non si ricorda, o si ricorda in maniera assolutamente non precisa, che è stato portato all’interno della Presidenza del Consiglio dei ministri, all’interno di un rafforzamento dell’Osservatorio permanente per le tossicodipendenze con l’Osservatorio per il contrasto della diffusione delle altre dipendenze patologiche e comportamentali. Dunque, è presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, nel Dipartimento per le politiche antidroga, che è presieduto dal Sottosegretario Mantovano, con un rafforzamento, quindi, delle politiche e dell’attenzione, da parte del Governo e da parte di tutte le istituzioni del Paese, verso un percorso di maggiore forza e maggiore autorevolezza anche in questo campo, assorbendo e ampliando le competenze del precedente Osservatorio che era istituito presso il Ministero della Salute.
È stato istituito il Fondo unico per le dipendenze perché sappiamo bene, come sanno bene i colleghi, che quando ci troviamo di fronte a dipendenze ci troviamo di fronte a più patologie dipendenti. Siamo dentro una comorbilità forte e significativa e per questo la scelta che il Governo ha fatto, e che questo Parlamento ha accolto, è stata quella di portare sotto la guida della Presidenza del Consiglio dei ministri l’Osservatorio per il contrasto anche di queste patologie. Il decreto Dignità, con legge di conversione n. 96 del 2018, ha introdotto un severo divieto su qualsiasi forma di pubblicità. È stato detto che dobbiamo rafforzarlo, ma c’è già una legge dello Stato che vieta assolutamente ogni forma di pubblicità relativa ai giochi d’azzardo.
Sulla ludopatia e sulle dipendenze lo Stato offre supporto gratuito tramite il Servizio sanitario nazionale e i Servizi sanitari regionali, perché sono materie inserite nei livelli essenziali di assistenza. Esiste il telefono verde nazionale, il 155, il servizio gioco responsabile, l’helpline “Non fare della tua vita un gioco” e tante comunicazioni in questo senso.
Vorrei anche dire che i servizi per le dipendenze e anche le comunità si sono aperte alle prese in carico non solo per chi ha dipendenza da droga, ma anche alle dipendenze digitali e ludopatiche. E, oltretutto, nel Piano per la salute mentale che il Governo, che il Parlamento ha approvato ultimamente – 80 milioni l’anno per i prossimi tre anni – c’è un rafforzamento significativo dei dipartimenti di salute mentale, che sono i dipartimenti.
Voglio anche ricordare, perché sembra quasi che qui dentro non abbia governato nessuno nella storia e, quindi, tutti oggi parlano come se questo gioco d’azzardo, il gioco pubblico sia avvenuto all’improvviso durante questo Governo. Vorrei ricordare che tutto nasce dal famoso decreto Bersani, le famose “lenzuolate”, il decreto legislativo del 23 dicembre 1998 n. 504, con l’obiettivo di limitare il gioco gestito dalle mafie perché questo era il problema: il gioco illegale che imperversava in tutte le nostre strade di tutto il nostro Paese, che era gestito dalla criminalità organizzata e dalle mafie. Tutti i Governi, tutti i Governi, anche quelli guidati dal MoVimento 5 Stelle, hanno portato avanti la legalizzazione dei cosiddetti “giochi pubblici” o denominati “giochi d’azzardo”. Sono state progressivamente legalizzate e regolamentate varie vicende di gioco, con l’obiettivo di contrastare l’immensa diffusione del gioco illegale, gestito dalle varie mafie.
Il quadro normativo – come abbiamo detto – è definito nell’articolo 15 della legge n. 111 del 2023. Adesso, chiaramente, il Governo dovrà definire un decreto legislativo attuativo di quella legge e questo comporta la necessità – come è scritto nella riformulazione che il Governo ha proposto – della individuazione di un percorso di intesa con la Conferenza Stato-regioni, con i comuni, gli enti locali e con tutte le parti che sono, in qualche modo, interessate dal punto di vista istituzionale ad occuparsi di questo problema, per definire regole univoche su tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda i luoghi fisici, come sappiamo, questo Parlamento è già intervenuto per la definizione di un percorso per i giochi online, che sono la vera questione che abbiamo di fronte, più che i luoghi fisici, perché oggi – come veniva ricordato da qualche collega – è facile, in qualsiasi ora, collegarsi attraverso il proprio smartphone e giocare anche su siti che sono di altri Paesi e che non fanno parte del gioco legale riconosciuto ai concessionari nel nostro Paese.
Il problema, certamente, è legato a definire comunemente le questioni che sono riferite ai distanziamenti, le questioni che sono legate alla definizione di tutti gli strumenti che già esistono e che sono sicuramente molto più efficaci, legati all’autoesclusione, a definire chiaramente a livello nazionale, d’accordo con le amministrazioni locali e d’accordo con le regioni, gli orari di esercizio, le distanze dai luoghi sensibili, i requisiti richiesti ai concessionari e operatori. Quindi proseguire, in attuazione dei principi e criteri direttivi recati dalla legge 9 agosto 2023, n. 111, un’azione volta alla tutela della salute pubblica, delle famiglie, dei consumatori e dei soggetti maggiormente vulnerabili. Riguardo alla protezione dei minori, ricordo, hanno già per legge un divieto di poter giocare sia nei luoghi fisici, sia nei giochi online. Addirittura, per poter giocare online, è stato stabilito da questo Parlamento che bisogna presentare lo SPID o la CIE, perché senza non è possibile poter giocare. Dobbiamo, quindi, sicuramente rafforzare i controlli perché i minori possano non giocare e possa questo divieto essere effettivamente realizzato in tutto il Paese.














