Gallino (Agcom): ‘Audizioni gioco responsabile concluse, tra qualche settimana il documento finale’

Davide Gallino, direttore servizi media di Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, ha affrontato molti temi di comunicazione sul gioco pubblico durante il corso di formazione per giornalisti organizzato da Piue e Adnkronos.

 

Dal gioco responsabile a quello illegale, per passare dall’atto di indirizzo pronto a breve fino ad arrivare alle problematiche che emergono dai social e dai mercati predittivi. Davide Gallino, direzione servizi media di Agcom, ha trattato tutti questi temi con grande chiarezza, come è suo fare, intervenendo nel corso di formazione per giornalisti, organizzato da PIUE (Pubblicisti Italiani Uniti per l’Europa) e Adnkronos. Il tema era proprio “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”.

Come nel corso dei suoi interventi all’Italian Gaming Expo and Conference dello scorso 14-15 aprile a Roma, Gallino ha analizzato il complesso quadro normativo in cui la comunicazione del gioco opera: “I primi cambiamenti nella pubblicità relativa al gioco sono arrivati nel 2018 con il Decreto Dignità dal quale sono state introdotto alcune linee guida che valgono ancora oggi. Il cerchio si chiude con il D.lgs 41 del 2024 che riordina il settore dei giochi a distanza. In particolare l’articolo 15 apre alle campagne informative sul gioco sicuro e responsabile senza trasformarle in pubblicità.

Le principali problematiche nascono da lì e, soprattutto, perché non esiste una normativa comunitaria comune, perché sostanzialmente nel 2013 la Commissione Europea ha rimandato tutto ai singoli stati membri. Questo ha generato confusione e servirebbe un riordino sia a livello nazionale ed europeo per avere maggiore chiarezza. In tutta Europa assistiamo a cicli storici, prima ci sono delle aperture, poi dei divieti. Il tema è fondamentale perché della spesa di 22 miliardi di euro dei giocatori, circa 11,5 tornano all’erario e questo deve far riflettere”.

Attesa per l’atto di indirizzo sulla comunicazione sul gioco responsabile. Gallino ha comunicato che, “da poco abbiamo terminato le audizioni che hanno coinvolto associazioni, operatori ed altri soggetti, anche dall’estero. Una volta fatta la sintesi di tutto quello che abbiamo recepito e che sembra andare nella direzione corretta della pubblicità responsabile su cui stiamo lavorando, pensiamo di poter elaborare il documento finale entro qualche settimane. Dopo l’approvazione del consiglio procederemo alla pubblicazione delle nuove linee guida”, ha spiegato.

Un focus importante è stato sul gioco illegale e sul quale l’ufficio di Davide Gallino svolge delle azioni di vigilanza nel corso degli anni. “Il lavoro viene sempre svolto ma dobbiamo intensificare queste azioni. Dietro i social c’è una fioritura di account o di persone reali o di intelligenza artificiale, che cercano di attirare i giocatori. Questi soggetti beneficiano degli introiti pubblicitari che il gioco illegale gli riversa e ciò gli permette di essere presenti sul mercato. Purtroppo la comunicazione illegale convive con quella del gioco legale. Per questo il giornalista così come il cittadino comune, possono essere disorientati e devono imparare a riconoscere questi aspetti”.

Interessante l’analisi sui mercati predittivi: “La discussione è all’ordine del giorno nel mondo e, ovviamente anche in Italia. Sono bookmaker o piattaforme di trading? Di sicuro l’85% delle scommesse fatte sui portali principali sono relative allo sport e questo è un altro tema che deve far riflettere. Dobbiamo anche chiederci se le scommesse in questione si possono rivendere o no e forse capire cos’è il fenomeno di cui stiamo parlando”.

Passaggi anche sui testimonial ma bisognerà aspettare l’atto di indirizzo Agcom per capire se potranno essere utilizzati o no. Sulle scommesse live Gallino ha auspicato soluzioni citando il caso degli internazionali di tennis “dove alcuni spettatori potrebbero aver cercato di molestare i giocatori nell’intento di condizionare le puntate. Queste dinamiche andrebbero evitate”, ha concluso il direttore dei servizi media di Agcom.