Arrivata al Casinò di Campione una richiesta di risarcimento danni e spese legali per 282mila euro totali da parte dei tre ex Sindaci del collegio sindacale dopo il decadimento dell’arbitrato della casa da gioco da 80 milioni di euro.
Con data 27 aprile 2026 è arrivata al Casinò di Campione una “richiesta di rifusione spese legali e risarcimento danni. In nome e per conto dei nostri assistiti, Laura Edvige Bordoli, Ugo Venanzio Gaspari e Francesco Rezzonico”, a firma dei legali Massimo Ambrosetti e Laura Venni. Oltre 282mila euro è la richiesta complessiva di tutti e tre gli ex Sindaci del collegio sindacale tra i 17 amministratori che subirono l’ingente richiesta.
“Con la presente intendiamo formalizzare quanto segue in relazione all’estinzione del procedimento arbitrale in oggetto comunicata in data 24 aprile 2026”. I legali parlano della pretesa risarcitoria, tra l’altro definita come un “arbitrato di abnorme valore pecuniario” di ben 80 milioni di euro che ha riguardato i tre assistiti.
“È doveroso stigmatizzare l’avvio e l’esito dell’iniziativa giudiziaria intrapresa dalla Vostra Società – proseguono i legali nella lettera – dopo aver promosso, con marcato clamore mediatico, un arbitrato di abnorme valore pecuniario — con una pretesa risarcitoria quantificata in oltre 80 milioni di euro — e aver costretto i nostri assistiti ad un’articolata e onerosa difesa tecnica, il procedimento si è concluso con l’estinzione per il mancato versamento del fondo spese richiesto dalla Camera Arbitrale di Milano. Tale condotta configura un’ipotesi di palese abuso dello strumento processuale”.
Questi i motivi della richiesta risarcitoria: “La Vs. società, prospettando responsabilità gravissime e sollecitando l’attenzione degli organi di stampa — con conseguente ampio e pregiudizievole risalto mediatico dato alla vicenda, ha trascinato in giudizio i Sindaci della società il cui mandato è terminato nel 2014 ed incardinato un giudizio arbitrale, pur in assenza di una clausola compromissoria idonea a radicare la competenza arbitrale nei confronti dei componenti del Collegio Sindacale e nonostante il decorso del termine prescrizionale, circostanze che la Vostra Società non poteva non considerare”.
Secondo i legali il Casinò di Campione ha fondato la domanda di arbitrato “sull’assunto dell’erroneità di valori patrimoniali che essa stessa ha presentato come corretti al Tribunale di Como in sede di domanda di ammissione al concordato preventivo e che riproduce nei propri bilanci annuali ed ha altresì attribuito ai Sindaci responsabilità relative a doveri di controllo contabile e valutazione che, per legge, non rientrano nelle loro competenze istituzionali. L’iniziativa temeraria ha arrecato ai professionisti nostri assistiti un gravissimo pregiudizio all’immagine e alla reputazione professionale (c.d. danno reputazionale), esponendoli ingiustamente a discredito e pubblico biasimo ancor prima di qualsiasi accertamento nel merito delle pretese attoree”.
Poi la missiva prosegue con il calcolo specifico delle spese legali, delle consulenze necessarie e dei danni di immagine quantificando in € 92.625,33 a testa per Laura Edvige Bordoli e Francesco Rezzonico e € 98.725,33 per Ugo Venanzio Gaspari.
Per concludere: “In difetto, i nostri assistiti ci hanno già conferito mandato per agire senza ulteriore preavviso nelle sedi giudiziarie competenti, anche per il risarcimento integrale di tutti i danni ulteriori, patrimoniali e non patrimoniali, con aggravio di spese a Vostro esclusivo carico.”






