Borrelli sulle scommesse clandestine e le corse illegali di cavalli: ‘Altro che clandestine, sono pubbliche’

Dalle dirette social con kalashnikov allo scontro politico in Aula: riflettori su zoomafie e criminalità.

Le scommesse clandestine e le corse illegali di cavalli arrivano in Parlamento e accendono lo scontro politico dopo gli ultimi episodi denunciati alla Camera dei deputati, dove il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli  punta il dito contro un fenomeno che, secondo lui, non sarebbe più nascosto ma ormai sotto gli occhi di tutti. Al centro del dibattito le immagini diffuse sui social di una corsa accompagnata da scooter, spari in aria e persino dall’esibizione di un kalashnikov, simbolo di un sistema criminale che continua a prosperare tra scommesse illegali, intimidazioni e controllo del territorio.

A intervenire per prima in Aula  la deputata di Fratelli d’Italia Eliana Longi, che ha parla di “grande indignazione” ma anche di soddisfazione per il lavoro svolto dalla questura, dalla squadra a cavallo e dal servizio veterinario. “Sono stati denunciati i due conduttori, sequestrati i due cavalli e spiccate ingenti sanzioni”, dichiara, rivendicando l’efficacia delle modifiche legislative introdotte contro le corse clandestine e i maltrattamenti sugli animali.

Nel suo intervento Longi ha indicato il quartiere di San Cristoforo come uno dei punti nevralgici delle attività illegali legate alle corse e alle scommesse clandestine, spiegando che vengono effettuati “controlli costanti e sequestri” per tentare di fermare un fenomeno radicato da anni.

Più duro ancora l’intervento di Borrelli, che contesta l’uso stesso della parola “clandestine”. “Mai poi che clandestine, che sono fatte pubblicamente, su pubblica via, in diretta social, mentre sparano in aria tra l’applauso della gente e con i kalashnikov”,  afferma in Aula, denunciando un sistema criminale ormai visibile e tollerato.

Secondo quanto emerso nel dibattito parlamentare, dietro le gare illegali si muoverebbe un giro milionario di scommesse clandestine gestito da reti criminali che utilizzano le corse non soltanto per il profitto economico, ma anche come strumento di potere e consenso sociale. Le immagini dei cavalli lanciati sull’asfalto tra auto e scooter, condivise in tempo reale sui social network, mostrano infatti una dimensione che va oltre il semplice maltrattamento animale e si inserisce in un quadro di controllo criminale del territorio.

Borrelli ricorda inoltre il ruolo degli attivisti animalisti e in particolare di Enrico Rizzi, che avrebbe consegnato alle autorità nomi e video dei presunti responsabili della corsa illegale. “Solo dopo la pubblicazione e la capacità dell’attivista Rizzi di rendere noto il tutto, si è attivata la filiera istituzionale”, sottolinea il deputato Avs.

Il confronto politico alla Camera riaccende così i riflettori su un fenomeno che continua a intrecciare zoomafie, scommesse illegali e criminalità organizzata, mentre cresce la pressione affinché le istituzioni rafforzino controlli e strumenti investigativi contro un business che, nonostante arresti e sequestri, continua a sopravvivere anche grazie alla sua esposizione pubblica sui social.

Credit foto : Facebook