Ige 2026, gaming online: focus su innovazione, regolamentazione e sostenibilità

Gli ultimi 12 mesi sono stati intensi per il settore, ci hanno permesso di mettere a fuoco la tattica per affrontare il bando e prepararci al nuovo mercato. Abbiamo visto il mercato modificarsi da 300 a 50 brand, il bando è stato impegnativo e per alcuni aspetti potrebbe sembrare che ci limita nel raggio di azione ma dall’altro lato ci dà una grande opportunità perché se da un lato porta regole più ferree dall’altro ci offre l’opportunità di essere riconosciuti come industria più autorevole, affidabile e trasparente. Questo bando lo sfrutterei per posizionare il settore in una sfera più autorevole.” Con queste parole Davide Diodato, Ceo di Quigioc.it, apre i lavori dell’ultima tavola rotonda di Ige 2026 in agenda oggi, mercoledì 15 aprile al Salone delle Fontane dal titolo “Gaming Online 2026 tra innovazione, regolamentazione e sostenibilità del mercato. Un ultimo panel moderato da Christian Tirabassi, sniore partner di Ficom Leisure. 

Arcangelo Lenoce, head of business Development Habanero System sottolinea anche lui che gli ultimi 12 mesi “sono stati di studio e sono stati utili per cogliere le criticità e trasformarle in opportunità; in quanto fornitori di prodotto viene spontaneo credere che la nostra prima missione è supportare i clienti nel fornire prodotti sostenibili. Le richieste dei giocatori sono cangianti in un mercato che per sua natura cambia. Allo stesso tempo, dunque, speriamo che il regolatore dia anche a noi stessi l’opportunità di assumere quell’importanza che dovremmo avere, partendo dalla semplificazione del sistema di fornitura del prodotto che ancora non ha visto attenzione da parte del regolatore”.

Arcangelo Lenoce aggiunge in un secondo intervento che “il periodo è critico perché i cambiamenti in atto richiedono una vera scelta di campo del fornitore che deve decidere se continuare a investire nel mercato italiano. Nel 2025 ci sono state aperture importanti come il mercato del Brasile e del Perù e noi siamo entrati in Grecia, in Nord America e siamo cresciuti molto in Sud Africa. Quindi ci sono delle scelte da fare sulle nuove sfide del mercato”.  Infine c’è da considerare “l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di produrre giochi; ancora non abbiamo visto niente ma io personalmente sto osservando delle cose che prima non avevo visto anche dal puto di vista dell’interattività”.

Piermario Tedeschi, managing director Digital Angels ha analizzato le nuove tecnologie, su tutte l’intelligenza artificiale che nel settore del gioco “ha premesso di produrre contenuti migliori e ha permesso di incrementare il traffico”.

Christian Tirabassi analizza anche lui la situazione attuale con “operatori più forti che nella testa del regolatore possono assicurare maggiore stabilità; siamo all’inizio di un ciclo con meno operatori visto che sci sono state tante acquisizioni. L’obiettivo è portare avanti un’offerta migliore di gioco. Questa dinamica è stata accelerata da questa gara che dà il via a un nuovo ciclo e vale anche su tanti altri segmenti, come quello delle affiliazioni e quello dei fornitori.

“Veniamo da un anno complesso – ha aggiunto Manuel Mazzuccato, online director Wmg Gaming -. Sfidante. Siamo ancora nel cammino, perché le norme non sono ancora completamente definite. Passare da centinaia di clienti a 46 ha ridefinito strategie ed equilibri. L’Ai sta comunque facendo la parte del leone in una serie di dinamiche industriali, noi provider stiamo cercando di implementarla nella vita di tutti i giorni nell’ambito della produzione del prodotto. La sfida dei prossimi anni è l’omnicanalità”.

Fabio Bufalini, country director Italy di Stake, rimarca come “la nuova gara abbia cambiato un po’ la visione del mercato italiano. Stake non poteva non entrare in Italia, un mercato enorme. Si deve arrivare a comunicare in modo appropriato il brand. Dobbiamo noi tutti operatori e media fare il salto di qualità per rafforzare l’industria”.

Infine, Lucas Zavarise, government & regulatory affairs manager GLI, dichiara: “È molto importante capire che affinché un mercato sia sostenibile, deve prima di tutto avere una regolamentazione equa e applicabile. Siamo in un momento chiave per l’industria. Abbiamo mercati in Europa che stanno regolamentando in modo più severo, ma d’altra parte abbiamo regolamentazioni che stanno nascendo in quasi ogni regione del globo, e questo porta con sé delle opportunità, ovviamente. E in quei luoghi, noi come operatori e fornitori possiamo giocare un ruolo fondamentale nel plasmare le loro regolamentazioni e consigliarli fin dall’inizio del processo normativo, per assicurarci di avere un futuro per l’industria, rispettando ovviamente l’utente finale e la pressione sociale che esiste anche sui regolatori”.