Scommesse sportive, al Senato il Ddl sulla riforma del calcio: previsto un contributo del 2% alla Figc

Presentato al Senato il disegno di legge S.1902 sulla riforma del sistema calcio italiano. Tra le misure, un contributo del 2% sulle scommesse calcistiche destinato alla Figc per finanziare vivai, impianti, calcio femminile e programmi di prevenzione del gioco patologico.

Un contributo del 2% sulle scommesse calcistiche da girare direttamente alla Figc. È una delle misure più attese dal mondo del gioco pubblico contenute nel disegno di legge S.1902, presentato dal senatore Paolo Marcheschi  di Fratelli D’Italia, e ora all’esame del Senato della Repubblica. Il provvedimento punta a una riforma organica del sistema calcistico italiano e, tra le sue disposizioni, introduce un meccanismo che lega in modo diretto il comparto delle scommesse al finanziamento dello sport.

La misura, se approvata, entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027 e si applicherebbe a tutte le scommesse raccolte sul territorio nazionale, sia in agenzia che online,  purché aventi a oggetto competizioni organizzate dalla Figc o dalle leghe professionistiche e dilettantistiche affiliate.

A fondamento della proposta c’è il cosiddetto “right to bet”, un principio già consolidato in diversi ordinamenti europei: una quota delle risorse generate dalle scommesse su eventi sportivi viene restituita allo sport che ne costituisce l’oggetto. La logica, illustrata nella relazione allegata al testo, è rafforzare la sostenibilità economica del calcio italiano attraverso un meccanismo redistributivo, senza attingere a risorse pubbliche aggiuntive.

Il Ddl stabilisce criteri precisi per la destinazione delle somme raccolte. Almeno il 50% andrebbe a finanziare i settori giovanili, la realizzazione e l’ammodernamento degli impianti, i centri federali territoriali e i programmi di formazione tecnica. Il 30% sarebbe invece destinato a iniziative di prevenzione del gioco patologico e a progetti sociali contro l’abbandono dello sport. Il restante 20% sosterrebbe il calcio femminile e le scuole calcio dilettantistiche.

La relazione tecnica allegata al provvedimento ha provato a quantificare l’impatto economico della misura. Prendendo come riferimento una raccolta annua di circa 16 miliardi di euro sulle scommesse sportive, di cui circa il 70% riconducibile a eventi calcistici,  il contributo del 2% genererebbe risorse per circa 224 milioni di euro l’anno. Per evitare effetti sul gettito erariale, il testo prevede contestualmente una riduzione dell’imposta unica sulle scommesse sportive.

Il contributo sulle scommesse è però solo uno dei capitoli del Ddl S.1902. Il provvedimento tocca anche la ripartizione dei diritti audiovisivi del calcio professionistico, introduce incentivi per l’impiego di giovani calciatori italiani, interviene su alcuni aspetti del lavoro sportivo, fissa limiti ai compensi degli agenti e contiene altre disposizioni orientate al riequilibrio economico del settore. L’iter è ancora nelle fasi iniziali: il testo dovrà essere assegnato alla commissione competente, potrà subire modifiche in sede emendativa e solo al termine del percorso parlamentare potrà, eventualmente, diventare legge.