L’eurodeputato maltese richiama la posizione del suo partito e avverte sui possibili effetti di un prelievo europeo sul settore. Il tema resta al centro del confronto sul futuro bilancio dell’Unione.
Il dossier sulla possibile tassa europea sul gioco online non si chiude. Da Bruxelles, l’eurodeputato maltese David Casa torna a battere i pugni sul tavolo: il Partito Nazionalista di Malta non ci sta, e lo dice senza giri di parole.
“Un futuro governo del Partito Nazionalista porrebbe immediatamente il veto a qualsiasi tassa europea sul gioco online”, dichiara Casa, intervenendo nel dibattito sulle nuove risorse proprie dell’Unione europea. Una posizione netta, che riflette le preoccupazioni di un Paese per il quale il comparto non è un settore qualunque: il gioco online pesa sull’economia maltese in termini di occupazione e Pil in misura che pochi altri settori possono vantare.
Il timore di Casa, e di Malta più in generale, è che un’imposta comune finisca per fare il gioco sbagliato: penalizzare gli operatori regolamentati, spingere i player più attrezzati verso giurisdizioni extraeuropee e, nel frattempo, lasciare campo libero al mercato illegale. Un effetto boomerang che, secondo l’eurodeputato, renderebbe la misura non solo dannosa per l’isola, ma controproducente per l’intera Unione.
Il contesto in cui si inserisce la presa di posizione è quello della trattativa sul prossimo bilancio pluriennale Ue. La Commissione europea sta esplorando l’ipotesi di nuove risorse proprie per finanziare le ambizioni di spesa dell’Unione, e tra i settori finiti nel mirino c’è anche quello del gioco online. Nessuna proposta legislativa definitiva è ancora sul tavolo, ma il dibattito ha già preso forma, a Bruxelles come nelle capitali nazionali più esposte. Malta, su questo fronte, sa di giocare in difesa. Ma intende farlo fino in fondo.






