Il membro del Progress Party, Himanshu Gulati, ha lanciato l’attacco contro Norsl Tipping, il monopolista norvegese che nel 2027 rimarrà l’unico in Europa dopo che anche la Finlandia cadrà tra appena 6 mesi.
“Alcune delle regole e delle restrizioni che abbiamo sono, a mio avviso, contrarie al buon senso. Da anni sostengo all’interno del mio partito che, in caso di cambio di governo, il modello di concessione delle licenze nel settore del gioco d’azzardo debba essere la questione di politica culturale più importante per il Partito Repubblicano del Popolo (FRP)”. Non siamo in Italia, dove vige un sistema concessorio criticato in maniera bizzarra da alcuni partiti politici nelle ultime discussioni parlamentari sul riordino del gioco pubblico, ma in Norvegia. E quello che dice Himanshu Gulati, membro di spicco del Progress Party, partito di opposizione nel parlamento norvegese, apre uno spiraglio per cercare di abbattere uno degli ultimi monopoli sul gioco ancora in vigore in Europa.
Gulati è intervenuto alla conferenza annuale della Norwegian Trade Association of Online Gambling, dove ha esposto le sue argomentazioni sul perché il regime monopolistico non sia più sostenibile: “Voglio che venga adottato un modello di licenze”, ha affermato il politico del Partito del Progresso, che dopo un’impennata di popolarità si attesta ora intorno al 30% nei sondaggi d’opinione, quindi con meno possibilità di essere eletto alla prossima tornata elettorale.
Secondo il deputato norvegese c’è “bisogno di un dibattito sulla politica del gioco d’azzardo che sia più basato sui fatti e sulla conoscenza. Anche se in questo Paese abbiamo opinioni e posizioni diverse sul modello monopolistico o sulle licenze, dobbiamo essere in grado di trovare una base fattuale e una realtà comune a cui fare riferimento.”
Gulati ha poi messo in discussione la realtà dei finanziamenti allo sport attraverso l’attuale operatore monopolista statale, Norsk Tipping, e si è chiesto se quanto viene fatto sia ancora sufficiente o se il modello in vigore non sia più affidabile per sostenere efficacemente lo sport. “La politica norvegese in materia di gioco d’azzardo è strettamente legata alle entrate dello sport, delle squadre e delle associazioni di volontariato – ha proseguito l’esponente del Progress Party – dobbiamo poter avviare un dibattito basato sui fatti per capire se il modello che abbiamo adottato per tutti questi anni sia ancora quello che genererà più fondi per questo scopo, dato che il flusso di giocatori è così basso, considerando che molte persone giocano comunque sui siti di gioco d’azzardo. Inoltre, queste aziende sono pienamente autorizzate a farlo.”
Il problema è anche il controllo sui danni del gambling, sia sul lato delle ludopatie che del gioco illegale: “Escludendo le aziende che vantano decenni di esperienza nella definizione di meccanismi di tutela dei giocatori e nella lotta al match fixing nelle scommesse, si genera un danno incredibile agli utenti che sono cittadini norvegesi. E il nostro Paese è l’unico a mantenere un monopolio totale su tutte le forme di gioco d’azzardo, dopo che la Finlandia ha votato per la liberalizzazione del suo mercato a partire dal 2027”, ha concluso Gulati.






