Tar Lazio: altri 3 ricorsi accolti, annullata la proroga onerosa del Bingo 2023-2024

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto i ricorsi di 6 società contro la proroga onerosa del bingo: illegittimi gli atti Adm che dovrà ricalcolare i canoni che erano saliti a 2.800 euro.

 

Kaefor Entertainment S.r.l., Solfin Europe S.r.l., B-Uniq S.r.l., Mb S.r.l., Megaris Bingo S.r.l. e Se.Ma. sono queste le società che si sono viste accogliere tre ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che interviene nuovamente sul sistema delle concessioni bingo e accoglie i ricorsi presentati da alcuni operatori del settore, annullando i provvedimenti con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva disciplinato la proroga onerosa per il biennio 2023-2024.

La decisione riguarda in particolare gli atti amministrativi che imponevano ai concessionari il pagamento di un canone maggiorato per proseguire l’attività dopo la scadenza delle concessioni, prevista dalla normativa nazionale. Da 2.800 euro al mese ora ADM dovrà riesaminare e rideterminare l’importo dovuto dai concessionari in proroga in conformità ai criteri indicati (indennità non forfetaria, basata su fatturati/utilità effettiva), con possibile adozione di provvedimenti provvisori in attesa dell’istruttoria.

Secondo i giudici amministrativi, la questione non si limita a un aspetto economico, ma tocca il principio di legittimità dell’intero meccanismo di proroga adottato. Il TAR ha infatti rilevato un contrasto con il diritto europeo, richiamando la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che stabilisce limiti stringenti all’estensione automatica delle concessioni senza gara pubblica.

In particolare, la proroga prevista dalla legge italiana non rientrerebbe tra le eccezioni consentite dalla direttiva europea, rendendo quindi illegittima la sua applicazione così come strutturata. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale ha disposto l’annullamento delle note e degli avvisi emanati dall’ADM nel maggio 2023, con cui erano stati definiti importi e modalità di pagamento per gli operatori.

Si tratta di un passaggio rilevante che si inserisce in un quadro già segnato da numerose contestazioni nei confronti delle proroghe automatiche, spesso ritenute in contrasto con i principi di concorrenza e trasparenza. Come detto la decisione non comporta però l’azzeramento totale degli obblighi economici per i concessionari. L’amministrazione dovrà infatti intervenire nuovamente per ridefinire i criteri di calcolo, che dovranno essere più coerenti con i principi europei, prevedendo importi proporzionati ai ricavi e ai vantaggi effettivamente ottenuti dagli operatori.