Scommesse senza concessione, la Cassazione annulla la condanna: ‘Da chiarire la responsabilità del gestore’

Annullata la condanna: i giudici chiedono di chiarire se il gestore fosse consapevole dell’attività illegale.

La Corte di Cassazione interviene sul caso di un centro scommesse privo di concessione a Caltanissetta e annulla la condanna nei confronti del gestore, disponendo un nuovo processo per chiarire un punto decisivo: la sua effettiva responsabilità. Con questa sentenza , la Terza Sezione penale ha accolto in parte il ricorso presentato dall’imputato, rappresentato dallo studio Agnello, rinviando gli atti ad altra sezione della Corte d’appello.

Secondo quanto emerge dalla decisione, i giudici hanno ritenuto insufficiente la motivazione della sentenza impugnata in relazione all’elemento soggettivo del reato. In particolare, non è stato adeguatamente chiarito se il gestore fosse consapevole di operare senza le necessarie autorizzazioni, requisito essenziale per configurare il dolo richiesto nei casi di esercizio abusivo dell’attività di raccolta scommesse. Una lacuna che ha reso necessario l’annullamento con rinvio.

La Cassazione ha invece respinto gli altri motivi di ricorso, ritenendo corretta l’applicazione della normativa regionale siciliana sulle distanze dai luoghi sensibili e dichiarando inammissibili alcune censure non sollevate nei precedenti gradi di giudizio. Resta quindi confermato il quadro normativo che disciplina l’attività di gioco e l’obbligo di operare con le necessarie autorizzazioni.

Il procedimento torna ora davanti ai giudici di merito, che dovranno riesaminare il caso concentrandosi sulla consapevolezza dell’imputato rispetto alla natura abusiva dell’attività svolta. La decisione non chiude quindi la vicenda, ma riapre il giudizio su un aspetto centrale per stabilire se il gestore possa essere ritenuto penalmente responsabile.