Ige 2026, Adm, Anj e Dgoj e le best practices europee sul gioco responsabile

La quarta tavola rotonda di Italian Gaming Expo and Conference Roma 2026 ha coinvolto i regolatori europei per parlare delle buone pratiche del gioco responsabile e il sogno di una regolamentazione paneuropea. 

Roma – Regolatori a confronto nel panel “Best Pratcice sul gioco responsabile e il sogno di una regolamentazione paneuropea” che si svolge oggi, martedì 14 aprile, nel corso dell’Italian Gaming Expo & Conference, Ige 2026, in agena al salone delle Fontane di Roma. A introdurre i lavori è Giuseppe Rodano, chief sustainable gamblig officer playtech, che ha presentato subito i tre relatori presenti, ovvero Isabelle Falque-Pierrotin, presidente dell’Autorité Nationale de Jeux, Mikel Arana, direttore generale della Dirección General de Organización del Juego, l’autorità di regolamentazione spagnola, e un volto molto noto, Mario Lollobrigida direttore giochi dell’Agenzia delle dogane e monopoli. 

Rodano a inizio lavori ha sottolineato che a confronto ci saranno “gli enti regolatori di tre mercati maturi, di dimensioni simili in termini di popolazione e di mercato, e con un modello normativo simile, con una piccola differenza in Francia, dove il gioco online non è ancora regolamentato. Tuttavia, l’obiettivo comune è l’impegno molto forte per la tutela dei giocatori. Vedremo come, nonostante l’obiettivo comune dei tre enti regolatori con approcci leggermente diversi, non si tratti di una semplice esercitazione.

“I tre paesi – prosegue Rodano – hanno adottato un approccio leggermente diverso. Iniziamo dalla Spagna, che è un caso molto interessante, perché è l’unico Paese in cui l’autorità di regolamentazione ha adottato un algoritmo centralizzato di apprendimento automatico che tutti i concessionari o licenziatari devono utilizzare per identificare i giocatori a rischio. In Francia, la salute pubblica e l’applicazione della legge sono fortemente radicate, così come la lotta contro il mercato illegale, ma anche l’applicazione delle norme in materia di gioco responsabile. L’Italia, infine, con la prima legge fondamentale, consente l’applicazione dell’intelligenza artificiale per la tutela dei giocatori”.

Il primo tra i regolatori a prendere la parola è stato Mikel Arana della Dgoj che riguardo al mercato spagnolo spiega: “Abbiamo sviluppato un algoritmo che supporta fino a 60 variabili diverse. Tuttavia, prima che entri in vigore, la sua attuazione dipende da due procedure distinte. La prima consiste nelle informazioni che ci aspettiamo dall’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, perché, come abbiamo detto, si tratta di un sistema piuttosto complesso. La seconda è una valutazione da parte di esperti internazionali, che abbiamo commissionato due mesi fa, per verificare che l’algoritmo che abbiamo sviluppato sia sufficientemente valido da poter essere utilizzato da tutti gli operatori.

Subito dopo a prendere la parola è stata Isabelle Falque-Pierrotin dell’Anj che ha raccontato l’esperienza del regolatore francese: “Fino a ora non disponiamo di un sistema centralizzato basato sui dati, perché, con il nuovo quadro normativo introdotto nel 2020, credevamo che la prima risposta, la prima soluzione, fosse la conformità degli operatori. Abbiamo quindi lavorato molto sulla conformità, aiutando gli operatori a rispettarla. In particolare, con questo nuovo obbligo nei loro confronti, identificando e accompagnando gli operatori a rischio. Disponiamo di un nuovo strumento: ogni anno l’operatore deve presentare all’autorità di regolamentazione il proprio piano d’azione per il gioco responsabile. Noi proponiamo miglioramenti e indicazioni. Instauriamo quindi un dialogo continuo con gli operatori al fine di migliorare le loro pratiche”.

“Ovviamente – prosegue Pierrotin – la questione del gioco responsabile è ora più importante per gli operatori rispetto a prima. Ma crediamo che non sia sufficiente. Perciò stiamo entrando in una nuova fase, ispirata forse dal modello spagnolo, che prevede lo sviluppo di un algoritmo centralizzato basato sul nostro sistema di sicurezza, poiché registriamo in tempo reale tutte le transazioni di gioco online. Questo algoritmo sarà quindi reso pubblico a maggio. Si basa sulla letteratura scientifica e sull’indice canadese. Ci fornirà un riferimento oggettivo sugli sforzi necessari da parte del settore per identificare gli operatori a rischio. Si tratta quindi di un nuovo strumento, che andrà ad affiancare gli strumenti già a nostra disposizione”.

Ulteriore analisi del direttore generale dei giochi dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Mario Lollobrigida anche sul gioco responsabile: “Come sappiamo la norma primaria ci dice di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale. Abbiamo tutte le transazioni a livello centrale e su tutti i conti di gioco vediamo quello che succede. Vedere grazie a Sogei tutto quello che fanno i giocatori soprattutto per tutelarli credo che sia un’attività che possiamo fare sin da subito per operare un controllo proattivo sui concessionari.

Dopo che i giocatori sono stati identificati cosa farà Adm? “I concessionari ci hanno presentato loro progetti sul gioco responsabile, approcci e azioni nei confronti dei players che non stanno avendo comportamenti conformi. Gli strumenti possono essere pop up dedicati, suggerimenti di auto limitazioni di spesa, chiamate dal call center fino al blocco del conto gioco. Possiamo flaggare i players anche noi se il concessionario non lo fa e ci devono consegnare dei report su come hanno agito. Dobbiamo verificare che l’azione c’è stata e che non rimanga sulla carta. Abbiamo tre strumenti, controllo puntuale del concessionario, segnalazione dei giocatori e nostri controlli sui players”.

Quanto sarà prescrittiva Adm sulla gestione del gioco responsabile e come avverrà la verifica? “Abbiamo già analizzato con un team di esperti di intelligenza artificiale i progetti dei 46 concessionari e abbiamo individuato i livelli minimi di protezione, le misure avanzate e le best practices adottate. Finito questo lavoro redigeremo delle linee guida per tutti i concessionari per spostarli sulle migliore pratiche anche a seconda della dimensione dei concessionari. Speriamo di poter avanzare il livello generale ad uno standard comune. Abbiamo dato le pagelle a tutti e tutti sono sufficienti ma speriamo di crescere verso voti molto più alti”.