L’aggiornamento dell’analisi olandese denuncia milioni di visualizzazioni per inserzioni non autorizzate e chiede maggiori controlli.
Meta torna al centro del dibattito sul contrasto al gioco illegale online. Un nuovo aggiornamento dell’attività di monitoraggio condotta dall’associazione olandese Kva (Keurmerk Verantwoorde Affiliates) insieme a Vnlok, l’associazione degli operatori autorizzati dei Paesi Bassi, evidenzia la presenza di migliaia di annunci di gioco non autorizzato sulle piattaforme Facebook e Instagram.
L’analisi, pubblicata il 27 maggio e basata sui dati raccolti attraverso la Meta Ad Library, si concentra in particolare sul mese di marzo 2026. Secondo il report, sarebbero stati individuati oltre 15.000 annunci riconducibili a operatori privi di autorizzazione, capaci di generare complessivamente circa 75,8 milioni di visualizzazioni.
Si tratta dell’ultimo aggiornamento di un monitoraggio avviato già nei mesi scorsi da Kva e Vnlok. Le due organizzazioni avevano infatti già denunciato a inizio anno la massiccia presenza di pubblicità di gioco illegale sui social network del gruppo Meta, sostenendo che la maggior parte delle inserzioni rilevate fosse riconducibile a soggetti non autorizzati ad operare nel mercato regolamentato olandese.
Nel nuovo report viene inoltre proposta una stima dei ricavi pubblicitari che Meta potrebbe aver ottenuto attraverso queste campagne. Secondo gli autori dell’analisi, il valore annuale delle inserzioni contestate potrebbe oscillare tra 7,3 e 13,6 milioni di euro.
Le conclusioni dello studio tornano quindi ad accendere i riflettori sul ruolo delle grandi piattaforme digitali nel controllo delle inserzioni pubblicitarie e nella lotta contro il gioco illegale. Le associazioni olandesi chiedono infatti sistemi di verifica più efficaci e procedure di rimozione più rapide per impedire che operatori non autorizzati possano raggiungere milioni di utenti attraverso Facebook e Instagram.
Al momento non risultano azioni legali promosse direttamente da Kva o Vnlok nei confronti di Meta. Le accuse contenute nel report rappresentano però una nuova pressione nei confronti del colosso statunitense, già oggetto di attenzione da parte delle autorità di regolazione europee e nazionali sul tema della pubblicità e della tutela degli utenti online.
Credit foto: Immagine generata con Ai







