Riforma necessaria per superare norme frammentate, favorire investimenti tecnologici e rafforzare la tutela dei giocatori.
La riforma del gioco fisico come passaggio cruciale per il futuro dell’industria. È questo il messaggio lanciato da Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente di Agic, in occasione dell’apertura dell’Italian Gaming Expo & Conference, in corso oggi e domani a Roma.
Secondo Maggi, il settore sconta un forte ritardo normativo: le concessioni attualmente in vigore sono infatti scadute nel 2016 per il comparto betting e nel 2022 per gli apparecchi da intrattenimento. “Parliamo di un’altra era geologica rispetto alla velocità di evoluzione del settore”sottolinea, evidenziando la necessità di un intervento strutturale.
Uno dei nodi principali resta la frammentazione normativa sul territorio. Le diverse leggi regionali e comunali, con orari di apertura e chiusura variabili anche all’interno della stessa provincia, rendono complessa la gestione per gli operatori e disomogenea l’offerta.
La riforma, nelle intenzioni dell’associazione che rappresenta oltre il 70% del mercato italiano, servirebbe non solo ad aggiornare il quadro normativo, ma anche a creare le condizioni per nuovi investimenti. “Con nuove gare e concessioni gli operatori avrebbero un orizzonte di nove anni, fondamentale per programmare interventi in tecnologia e innovazione”, spiega Maggi.
Un aspetto centrale riguarda anche la tutela del giocatore. Gli investimenti previsti punterebbero infatti a rafforzare i sistemi di controllo, migliorare la certificazione dei punti vendita e sviluppare strumenti di prevenzione contro il gioco patologico.
Tra le novità più rilevanti introdotte nel riordino, Maggi evidenzia il concetto di “distanza giuridica”. In assenza di una riforma, spiega, eventuali nuove concessioni costringerebbero ad aprire punti vendita in aree isolate e poco sostenibili dal punto di vista commerciale. Il nuovo principio, invece, permetterebbe ai punti vendita di ottenere una certificazione basata su protocolli definiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, superando in larga parte il tema delle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili.






