Il Sole 24 Ore fa il punto sulla riforma: verso l’ennesima proroga delle concessioni per bingo, scommesse e slot.
Tra i dossier che la riforma fiscale non è riuscita a chiudere del tutto figura anche quello del gioco pubblico, e in particolare il riordino della rete terrestre. La delega, voluta dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, ha prodotto finora 21 decreti attuativi e 8 testi unici, per un totale di 29 provvedimenti, senza gravare sulla spesa pubblica. La scarsità di risorse aggiuntive rispetto alle attese ha però lasciato indietro alcuni capitoli, tra cui quelli di Iva, Irap, tassazione dei redditi finanziari e, appunto, gioco pubblico.
A dare conto dello stato dell’arte è un approfondimento pubblicato da Il Sole 24 Ore, firmato da Marco Mobili e Giovanni Parente, secondo cui il riordino del comparto avrebbe dovuto generare circa 480 milioni di euro di maggiori entrate. Il relativo decreto legislativo è arrivato solo nel 2025, e parte delle risorse previste è stata poi indirizzata agli enti territoriali, mentre un’altra quota sarebbe stata recuperata con interventi tecnici. Sul fronte del gioco fisico, secondo la ricostruzione del quotidiano economico, non risultano invece sviluppi significativi né interventi sulle proroghe delle concessioni, mentre resta da definire l’assetto del federalismo fiscale e la ripartizione di competenze ed entrate tra Stato ed enti locali.
Secondo il quadro tracciato da Il Sole 24 Ore, la riforma si sarebbe fermata a metà: dopo il riordino del gioco a distanza, la regolamentazione del comparto fisico non sarebbe stata completata soprattutto per i contrasti politici con Regioni e Comuni. Gli 80 milioni di euro che la legge di bilancio aveva destinato a Regioni e Comuni come primo passo della devoluzione delle entrate da gioco sarebbero stati recuperati dai tecnici del Mef e dirottati sull’attuazione del federalismo fiscale, lasciando concessionari e operatori in attesa della prossima manovra, quando il Governo sarebbe di fatto obbligato a un’ulteriore proroga delle concessioni per bingo, scommesse e slot.
Sulla stessa distanza tra online e fisico si sofferma anche The Watcher Post, che raccoglie la posizione di Emmanuele Cangianelli, consigliere delegato di Fipe Confcommercio, secondo cui la riforma avrebbe compiuto il percorso solo per il gioco a distanza, lasciando fermo il riordino distributivo, fiscale e tecnologico della rete fisica: un’asimmetria che Cangianelli sintetizza parlando di “un abito di buon taglio, ma con una manica più corta”.
Il termine per l’attuazione della delega resta fissato al 29 agosto: superata quella data, resterebbe percorribile solo la via dei decreti correttivi, un’opzione più debole rispetto a un intervento organico sul comparto terrestre.







