L’atto dei senatori Pd cita la piattaforma di scommesse tra gli elementi che documenterebbero la svolta ideologica del network social.
Un’interrogazione parlamentare presentata al Senato accende i riflettori sul network di pagine social “Welcome to Favelas” e, in un passaggio specifico, tira in ballo anche il mondo dei prediction market, con particolare riferimento a Polymarket. Il testo, a prima firma di Enrico Borghi insieme a Furlan, Fregolent, Scalfarotto e Musolino, come si evince nell’allegato B del resoconto stenografico della seduta n. 447 dell’Aula del Senato.
Nell’interrogazione, rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri, i firmatari ricostruiscono come il network, nato per raccontare situazioni di degrado urbano in Italia, avrebbe negli anni mutato la propria linea editoriale, diventando secondo gli interroganti “un megafono e una piattaforma della destra sovranista internazionale”. Nel testo si legge inoltre che la pagina avrebbe iniziato “a promuovere posizioni ideologiche legate al movimento Maga”, pubblicizzando aziende statunitensi come Palantir e, appunto, “piattaforme di scommesse legate a figure vicine all’amministrazione statunitense (Polymarket)”.
Il riferimento a Polymarket compare quindi come uno degli elementi a sostegno della tesi centrale dell’interrogazione, ovvero che Welcome to Favelas avrebbe assunto un orientamento politico allineato alla destra sovranista internazionale, prima ancora di affrontare il tema più corposo del possibile finanziamento del network da parte del Dipartimento di Stato americano, nell’ambito del programma “Developing civilizational bonds, democratic resilience and rule of law in Europe”, che metterebbe a disposizione «fondi fino a 3 milioni di dollari» per organizzazioni della società civile europee.
Nel testo non vengono forniti ulteriori dettagli sulla natura di Polymarket né sul tipo di legame attribuito alla piattaforma con l’amministrazione statunitense: il nome compare tra parentesi, a corredo dell’affermazione sulle pagine pubblicizzate dal network. I senatori chiedono al Governo se ritenga che questa situazione rischi di produrre interferenze straniere nel dibattito pubblico italiano ed europeo, quali misure intenda adottare per verificare la liceità e le reali finalità dei finanziamenti esteri destinati a reti d’informazione e pagine social operanti in Italia, e quali iniziative urgenti, anche in sede europea, intenda intraprendere per prevenire campagne di condizionamento o ingerenza politica promosse da soggetti o enti governativi stranieri attraverso piattaforme digitali e social network. L’interrogazione, attende ora risposta scritta da parte dell’esecutivo.







