Vaccari-Merola (Pd): ‘L’autonomia differenziata bloccherà il riordino del gioco terrestre, slittamento di un anno?’

Secondo i deputati democratici Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Merola, capogruppo in commissione Finanze, il riordino del gioco pubblico potrebbe essere rinviato di un anno dopo l’approvazione delle intese sull’autonomia differenziata.

 

“Che la riforma del gioco fisico non sarebbe mai arrivata in porto a causa delle profonde divisioni all’interno della maggioranza lo avevamo denunciato mesi fa. Oggi, dopo l’approvazione delle intese con Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte sull’autonomia differenziata, ne abbiamo avuta la conferma definitiva”. I due parlamentari del Partito Democratico molto attenti alle dinamiche del gioco pubblico, Stefano Vaccari e Virginio Merola, sono tornati a parlare di riordino del gioco terrestre parlando di una “contraddizione clamorosa”.

Ecco la posizione dei due Dem: “Per anni la destra sul gioco ha combattuto una battaglia durissima contro l’autonomia delle Regioni quando queste introducevano limiti sulle distanze dai luoghi sensibili, sugli orari di apertura e altre misure di tutela della salute pubblica. Quelle norme venivano dipinte come un ostacolo da abbattere attraverso un riordino nazionale. Oggi, però, la stessa maggioranza porta avanti il progetto dell’autonomia differenziata e lo fa proprio insieme alle Regioni governate dalla destra. E tra le competenze richieste da queste Regioni figura anche il gioco pubblico”.

A questo punto la domanda dei due politici del Pd sorge spontanea: “Cosa potrà mai stabilire il decreto di riordino del gioco fisico? La risposta è semplice, nulla. Perché quel decreto, con ogni probabilità, non vedrà mai la luce. Verrà rinviato con ogni probabilità di un anno, lasciando al prossimo governo una patata bollente che questo esecutivo non è stato capace di gestire”.

I deputati democratici Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Merola, capogruppo in commissione Finanze hanno concluso: “Anche l’eventuale modifica dei distanziometri rischia di trasformarsi in una gigantesca operazione di facciata. Se le Regioni avranno competenze autonome sulla materia, potranno continuare a disciplinare il settore secondo le proprie scelte, rendendo vano qualsiasi tentativo di uniformare la normativa nazionale, soprattutto alla luce dei Lea. Altro che riordino, siamo davanti a una resa politica. E mentre il governo si perde nelle proprie contraddizioni – concludono – a pagare il prezzo sono i cittadini, sempre più esposti ai rischi della ludopatia, e i territori, lasciati più vulnerabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata in un settore che richiederebbe invece regole certe, controlli rigorosi e una strategia nazionale coerente”.