Il Tar Napoli ha annullato un provvedimento di Adm Campania che aveva cessato il patentino per la rivendita dei tabacchi di un bar per scarsa redditività del locale senza contare le attività di gioco considerate dai giudici importanti per la valutazione.
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli deve considerare tutta l’attività di un locale che detiene licenze statali come il patentino dei tabacchi o offre altre attività di gioco. Il numero di scontrini è solo uno degli elementi di redditività, specie se nel locale vi sono slot, vlt o punti vendita e ricarica. È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale di Napoli che ha accolto un ricorso di un bar di Teverola, in provincia di Caserta, annullando il provvedimento con cui la direzione territoriale Campania di Adm aveva disposto la cessazione immediata dell’autorizzazione alla vendita dei tabacchi sopprimendo il patentino.
Il caso era esploso quando una società era subentrata nella gestione del bar e aveva chiesto la voltura del patentino per la vendita di generi di monopolio.
Il motivo del diniego di Adm era stato che il bar sarebbe stato “poco frequentato”, sulla base di un dato esclusivamente numerico: il totale di scontrini fiscali emessi nel biennio 2023–2024 – ritenuto insufficiente rispetto alla media di zona.
La società aveva replicato evidenziando che il locale è forte polo di aggregazione grazie a sala slot e PVR (punto vendita ricariche conti gioco online) e che l’Adm aveva considerato solo il numero degli scontrini, ignorando le altre attività.
Adm non aveva retrocesso interrompendo la vendita ma il Tar concesse prima la sospensiva con l’ordinanza 425/2026 per poi entrare nel merito.
Il Tar ha bocciato l’impostazione dell’Amministrazione perché la “rilevante frequentazione” va letta alla luce del parametro normativo previsto dal D.M. 38/2013, art. 7, co. 3, lett. e), cioè la redditività dell’esercizio negli ultimi 24 mesi e il numero di scontrini è solo uno degli indici possibili di redditività e non può diventare, da solo, l’unico criterio decisivo. Adm ha omesso di valutare il complesso delle attività svolte nel locale (in particolare sala slot e PVR ricariche conti gioco online), limitandosi a un “mero e sterile calcolo aritmetico”.
Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento del diniego e della soppressione del patentino, con possibilità per l’Agenzia di rieditare il potere, ma solo all’esito di una istruttoria completa e coerente.
Foto Juorno







