Francia, l’Anj approva il piano giochi 2027 della Française des Jeux

Il collegio dell’Autorité nationale des jeux ha adottato otto decisioni nella seduta del 2 luglio, aggiornando EuroMillions e My Million e autorizzando i debutti di “7 de Chance” e “Good Deal”.

Il regolatore francese dei giochi d’azzardo ha dato il via libera al programma dei giochi 2027 della Française des Jeux, l’operatore storico della lotteria transalpina. La decisione, presa dal collegio dell’Autorité nationale des jeux (Anj) nella seduta del due luglio e resa pubblica sul sito dell’Autorità l’otto luglio, apre la strada a un pacchetto più ampio di otto provvedimenti che ridisegnano l’offerta ludica francese per l’anno prossimo.

Il grosso delle novità riguarda i marchi più noti della lotteria d’oltralpe. Il collegio ha infatti autorizzato una versione modificata di EuroMillions, valida sia per la rete fisica di distribuzione che per il canale online, e ha fatto lo stesso con My Million, il gioco complementare che da anni accompagna l’estrazione europea. A questi si aggiunge un ulteriore titolo legato a EuroMillions, la cui denominazione completa non compare nel testo reso pubblico dall’Autorità.

Non mancano però le vere e proprie new entry. L’Anj ha dato l’ok a “7 de Chance”, che potrà essere distribuito sia nei punti vendita fisici che online, e a “Good Deal”, che invece debutterà solo in via sperimentale e soltanto attraverso la rete fisica.

Le ultime due decisioni  toccano invece il lato più tecnico della regolazione. Una riguarda i requisiti per l’interrogazione del fichier des interdits de jeux, il registro francese degli autoesclusi dal gioco, mentre l’altra ridefinisce la delega di poteri nell’ambito delle procedure sanzionatorie a carico degli operatori.

Il verbale della seduta ricorda infine il quadro normativo su cui poggia l’attività dell’Autorità, dalla legge del 2010 che ha aperto il settore alla concorrenza fino all’ordinanza del 2019 che ne ha riformato la governance, e dà atto della composizione aggiornata del collegio dopo le ultime nomine, tra cui quella del presidente, arrivate con il decreto del 22 giugno scorso.