Il decreto arriva dopo il via libera del Parlamento, tra fiscalità in aumento e nodo pubblicità ancora aperto.
L’Autorité nationale des jeux, il regolatore francese del gioco d’azzardo, ha un nuovo presidente. Con decreto del 22 giugno, il Presidente della Repubblica ha formalizzato la nomina di Pascal Chèvremont alla guida dell’authority, succedendo a Isabelle Falque-Pierrotin, il cui mandato di sei anni, non rinnovabile, si è concluso nelle scorse settimane. Il passaggio di consegne arriva al termine di un iter avviato il 28 maggio, quando l’Eliseo aveva reso pubblica la proposta di nomina su indicazione del Primo ministro Sébastien Lecornu, in applicazione dell’articolo 13 della Costituzione francese.
La procedura prevedeva il passaggio nelle commissioni finanze di Assemblea nazionale e Senato, con la possibilità per il Parlamento di opporsi tramite una maggioranza dei tre quinti dei voti espressi nelle due camere. Il 17 giugno, dopo le audizioni, le due commissioni hanno espresso parere favorevole, ma il margine non è stato ampio: diciannove voti contro diciotto all’Assemblea nazionale, dodici contro tre al Senato. Un risultato che segnala più di una riserva politica sul nuovo corso dell’authority, pur senza avvicinarsi alla soglia di veto.
Classe 1970, cinquantasei anni, Chèvremont è un ex allievo dell’École nationale d’administration, promozione 1999-2001. Il suo percorso si è sviluppato quasi interamente nell’alta amministrazione economica francese: dal ministero dell’Economia alla direzione generale del Tesoro, fino a un incarico da consigliere tecnico al gabinetto del ministro dell’Economia e un distacco come consigliere economico presso la missione economica di Vienna. Un’interruzione nel settore privato lo ha visto segretario generale del gruppo Roullier tra il 2009 e il 2011, per poi guidare come delegato generale la federazione professionale Brasseurs de France dal 2011 al 2017. Il rientro nell’alta funzione pubblica, nel 2018, lo ha portato al Contrôle général économique et financier di Bercy, dove dall’ottobre 2020 seguiva in particolare il dossier Française des Jeux, diventata FDJ United nel marzo 2025, di cui lo Stato mantiene circa il 20% dopo la privatizzazione del 2019.
È proprio questo profilo da controllore finanziario, più che da giurista o esperto di tutela dei consumatori come la sua predecessora, a caratterizzare il cambio alla guida dell’Anj. Durante l’audizione parlamentare, Chèvremont ha delineato alcune priorità: la lotta al gioco illegale puntando sull’attrattività dell’offerta legale rispetto a quella irregolare, e la protezione dei minori, un’area in cui secondo le sue stesse parole “diverse piste di miglioramento sono possibili”, con circa il 15% dei minori che riuscirebbe ad aggirare i controlli in fase di apertura del conto sfruttando falle del sistema. Sul fronte pubblicitario, il neopresidente non si è mostrato favorevole a un intervento legislativo immediato sul modello della legge Évin che regola la promozione di alcol e tabacco, giudicando la regolazione attuale “già abbastanza solida”, pur riconoscendo margini di miglioramento da percorrere “progressivamente”.
Il cambio alla presidenza arriva in un contesto delicato per il settore, segnato dall’aumento della pressione fiscale sui giochi dal luglio 2025 e dal dibattito, ancora aperto, su un’eventuale tassa europea. Pesa inoltre il nodo dei dati sul gioco eccessivo: l’algoritmo di identificazione dei giocatori a rischio, presentato dall’Anj lo scorso maggio, ha rilevato 600.000 giocatori con alta probabilità di gioco eccessivo, a fronte dei 90.000 dichiarati dagli operatori nel 2025, uno scarto che ha messo sotto pressione l’impostazione dei controlli degli ultimi anni. Chèvremont, su questo punto, si è detto interessato ad approfondire i criteri di calcolo dello strumento prima di trarne conclusioni operative.
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