Il Comune di Campione decidere di ricorrere al Tar per annullare la delibera dei sindaci dell’Autorità di bacino del Lario.
Nuova puntata del confronto a distanza tra il Comune di Campione d’Italia e l’Autorità di bacino del Lario dopo che, recentemente, la Regione Lombardia ha approvato la modifica della legge sui trasporti prevedendo, per la gestione delle aree demaniali lombarde l’obbligo, dei comuni afferenti i bacini di riferimento, a entrare nelle autorità, a differenza di quanto avveniva nel passato, quando la decisione se aderire o meno spettava al consiglio comunale.
Come noto, il Comune di Campione, pur essendo socio fondatore dell’allora consorzio, è uscito dalla autorità di bacino con la gestione commissariale a guida di Giorgio Zanzi. La nuova normativa pone dei precisi paletti temporali in particolare l’obbligo associazionistico per tutti i comuni salvo quelli che entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge (18 aprile 2026) abbiano presentato, sempre sull’autorità di bacino preposta alla decisione, una attestazione che dimostri la capacità di gestione singola con migliore efficacia ed efficienza. La questione, ad oggi, verte sull’interpretazione della norma. Da un lato l’Autorità di bacino suffragata dalla direzione generale competente e dall’ufficio legale di Regione Lombardia (ente che ha costruito e approvato la legge ) ritiene il termine del 18 aprile come perentorio, dall’altro il Comune di Campione lo ritiene ordinatorio.
In questa singolare vicenda si inserisce l’ex sindaco Roberto Canesi che, risoluto del fatto che il Comune di Campione non avesse approvato in consiglio comunale la scelta di gestione singola entro il termine previsto, ha deliberato con tutti gli altri sindaci del Ceresio italiano la modifica dello statuto della autorità prevedendo il rientro, a pieno titolo, del Comune di Campione.
Ma l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Luca Frigerio, ha deliberato, prevedendo una spesa di 12mila euro, di proporre ricorso al Tar Lombardia per l’annullamento della delibera dei sindaci della autorità. C’è d dire che la metà degli attuali consiglieri di maggioranza sono gli stessi dell’amministrazione Canesi e l’attuale consigliere delegato al demanio si era recentemente espresso in sede istituzionale a favore del rientro nell’Autorità.
Da parte sua l’Autorità di bacino, per voce del direttore Maurizio Tumbiolo, afferma: “L’amministrazione aspetta serenamente il superiore giudizio amministrativo e giudiziario forte dei pareri di regione, precisando che non intende spendere denari dei contribuenti destinati ad attività di investimento e manutenzione, in una ipotetica lite temeraria al solo fine di costituirsi e anticipare il giudizio di almeno un anno”.







