Antiriciclaggio, la Uif accende i riflettori sul gioco: aumentano le Sos, ma restano criticità su controlli e contante

Nel Rapporto Annuale 2025 l’Unità di Informazione Finanziaria segnala l’aumento delle Sos provenienti dagli operatori di gioco, evidenziando criticità nei controlli antiriciclaggio, nell’utilizzo del contante e nella profilazione della clientela.

Le segnalazioni di operazioni sospette provenienti dagli operatori di gioco continuano a crescere, ma persistono carenze nella qualità dei controlli antiriciclaggio, nella profilazione della clientela e nel monitoraggio delle operazioni. È quanto emerge dal Rapporto Annuale 2025 dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, che dedica uno specifico approfondimento al comparto del gioco pubblico.

Il settore del gioco e delle scommesse continua a rappresentare una delle aree maggiormente esposte al rischio di riciclaggio secondo la UIF. Nel Rapporto Annuale 2025 l’Unità evidenzia come le Segnalazioni di Operazioni Sospette (Sos) provenienti dal comparto abbiano raggiunto quota 10.817, registrando un incremento del 13,3% rispetto al 2024. Una crescita che, precisa il documento, “non sempre è stata affiancata da un miglioramento della loro qualità”.

La Uif ricorda inoltre che il comparto rappresenta una componente sempre più rilevante dell’economia italiana. Nel 2024 la raccolta complessiva del gioco ha infatti raggiunto 157,45 miliardi di euro, in aumento del 6,6% rispetto all’anno precedente.

Nel rapporto vengono analizzati anche gli esiti delle attività ispettive svolte negli ultimi anni. Secondo l’Unità, “gli accertamenti ispettivi condotti dall’Unità negli ultimi anni hanno evidenziato diffuse carenze negli assetti preordinati alla collaborazione attiva con riferimento a regolamentazione interna, adeguata verifica e monitoraggio transazionale”.

Le criticità riguardano soprattutto la conoscenza della clientela. La UIF rileva che, durante le procedure di adeguata verifica e profilazione, non viene attribuito sufficiente rilievo a fattori di rischio ricorrenti, quali gli elevati volumi di gioco, il frequente utilizzo del contante anche attraverso operazioni frazionate, le precedenti segnalazioni trasmesse alla UIF o le richieste provenienti dalle autorità pubbliche. Inoltre, “in molti casi l’attribuzione di un rischio più elevato non ha determinato l’adozione di misure di verifica rafforzata”.

Un ulteriore elemento di debolezza riguarda il ruolo della rete di vendita. Il Rapporto sottolinea infatti che “sono risultati assenti i contributi all’iter segnaletico da parte della rete di vendita, stanti la mancanza di controlli adeguati e di efficaci iniziative di formazione da parte dei concessionari”, una circostanza che limita la capacità degli operatori di intercettare tempestivamente comportamenti anomali.

Particolare attenzione viene dedicata anche all’utilizzo del denaro contante. Gli ispettori della UIF hanno rilevato “un cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e mezzi assimilabili (quali voucher e on-shop), anche per alimentare conti di gioco, in alcuni casi in assenza di controlli sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dall’art. 49, co. 1, del D.lgs. 231/2007”.

Per la Uif permane inoltre la necessità di migliorare la qualità delle segnalazioni. Il documento osserva che “si rendono necessarie ulteriori iniziative per migliorare il processo di selezione delle segnalazioni, affidato a logiche prevalentemente oggettive, e per elevarne la qualità”. Tra gli aspetti più critici viene indicata “la mancata adozione, da parte dei concessionari di gioco, di indicatori idonei a cogliere legami operativi non giustificati tra giocatori o tra questi ultimi e i punti vendita”, elemento che potrebbe consentire di individuare più facilmente fenomeni anomali o organizzati.

Per rafforzare il sistema di prevenzione, la Uif suggerisce un maggiore ricorso alle nuove tecnologie, osservando che “il ricorso a sistemi avanzati per la rilevazione delle anomalie, orientati alla valorizzazione anche del profilo soggettivo dei giocatori, potrebbe favorire un miglioramento qualitativo della collaborazione attiva”.

Proprio con questo obiettivo, nel dicembre 2025 l’Unità ha organizzato un seminario dedicato agli operatori del settore e alle autorità competenti per approfondire le criticità emerse durante le attività ispettive e sensibilizzare il comparto sul corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio. Dal confronto, conclude il Rapporto, sono emerse proposte utili per coinvolgere più efficacemente la rete di vendita nel processo di segnalazione delle operazioni sospette, considerata uno degli snodi fondamentali per rafforzare il sistema di prevenzione del riciclaggio nel settore del gioco.