Ippica italo-britannica, all’Ambasciata di Londra Chiodi rilancia la cooperazione

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L’Ambasciata d’Italia a Londra ha ospitato l’evento bilaterale Italian and British Horse Racing: Heritage, Culture and Sport, dedicato al patrimonio condiviso dell’ippica dei due Paesi e al rilancio della cooperazione internazionale del comparto. L’intervento istituzionale è stato affidato a Remo Chiodi, che ha aperto i lavori ringraziando l’Ambasciatore, lo staff diplomatico, i partner internazionali e gli operatori britannici, in rappresentanza di una delle tradizioni ippiche più antiche e riconosciute al mondo.

Nel ringraziamento iniziale Chiodi ha citato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e il Sottosegretario Patrizio La Pietra per l’impegno del Governo sul rinnovamento e sullo sviluppo dell’ippica italiana, indicando l’azione istituzionale come leva strutturale del comparto.

Una comunità costruita su generazioni di operatori

Il cuore dell’intervento ha collocato l’ippica oltre il perimetro sportivo. “L’ippica è molto più di uno sport. È storia, cultura, tradizione e attività economica. Soprattutto, è una storia di persone e di cavalli”, ha dichiarato Chiodi, descrivendo una filiera composta da proprietari, allevatori, allenatori, fantini, personale delle scuderie e professionisti degli ippodromi, costruita nel corso di più generazioni attorno alla competizione e all’allevamento del purosangue.

Il riferimento al patrimonio italiano si è concentrato sui campioni che hanno portato i colori nazionali in Europa e oltre, sui tecnici che hanno trasformato il potenziale in risultati e sugli allevatori che hanno consolidato il prestigio internazionale del comparto, in particolare nel segmento del purosangue da corsa.

Nearco, Ribot e l’eredità sull’allevamento internazionale

Spazio dedicato anche ai cavalli simbolo dell’eccellenza italiana. Chiodi ha richiamato Nearco e Ribot come leggende che hanno vinto in pista e hanno contribuito a plasmare la storia dell’allevamento internazionale dei Thoroughbred, con un’eredità genetica che continua a influenzare le linee di sangue dell’ippica mondiale.

Frankie Dettori, “miglior ambasciatore dell’ippica italiana”

Il passaggio dedicato a Lanfranco “Frankie” Dettori, presente in sala, ha riconosciuto al fantino il ruolo di figura di riferimento per la promozione internazionale del comparto. “Ampiamente riconosciuto come uno dei più grandi fantini nella storia di questo sport, ha ispirato generazioni di appassionati di corse e rimane il miglior ambasciatore dell’ippica italiana nel mondo”, ha dichiarato Chiodi, invitandolo poi a raggiungerlo durante l’intervento.

Cooperazione internazionale e sostenibilità del settore

La seconda parte del discorso ha spostato il focus sulle sfide future. Le criticità del comparto, ha osservato Chiodi, richiedono l’impegno congiunto di istituzioni, proprietari, allevatori, tecnici, fantini e gestori degli ippodromi. La partnership tra Italia e Gran Bretagna, allargata all’intero perimetro europeo, viene indicata come opportunità per consolidare i rapporti professionali, scambiare competenze e generare nuove occasioni di lavoro lungo la filiera.

“Il successo futuro del nostro sport dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle persone e di riconoscere il loro contributo, preservando al contempo il patrimonio che definisce l’ippica”, ha concluso Chiodi, ricordando come l’evoluzione del comparto debba misurarsi con un contesto globale di abitudini e stili di vita in trasformazione.

L’appuntamento di Londra si inserisce in un percorso di rafforzamento dei rapporti bilaterali tra le due tradizioni ippiche, in vista delle prossime tappe del calendario internazionale e dei tavoli tecnici dedicati ad allevamento, palinsesti e tutela del pubblico delle corse.