Al via il procedimento di nomina dei nuovi membri della Hall of Fame delle World Series of Poker 2026 ma le nuove regole rischiano di indebolire l’esclusività del prestigioso riconoscimento.
Come ogni anno le World Series of Poker hanno lanciato la procedura di ammissione per i prossimi membri della Hall of Fame. E la novità è che sono cambiate le regole con un nuovo sistema di ammissione. L’elemento che ha fatto sobbalzare sulla sedia alcuni membri viventi e altri esponenti è stata la possibilità di ammettere fino a 6 degli 8 candidati in un sol colpo.
C’è, però, un meccanismo che potrebbe scongiurare quello che molti temono: e cioè che la nomina alla Hall of Fame perda valore, quell’esclusività data dall’ambizione di entrare nella leggenda del poker mondiale. Ma se quest’anno chi prenderà più voti non entrerà da solo, c’è comunque un sistema che può ridurre a poche unità la nomina nella mitica galleria.
Come al solito il pubblico sceglierà tramite il voto online gli otto candidati principali. La decisione finale spetterà comunque ai 33 membri viventi della Hall of Fame. E qui arriva la novità: ogni membro vivente riceverà quattro voti. Potrà votare per un massimo di quattro giocatori, con un voto per ciascuno.
Il criterio per l’ammissione è semplice: qualsiasi candidato che riceva voti da 22 o più membri viene ammesso automaticamente. Tuttavia, se nessun candidato raggiunge la soglia dei 22 voti, l’unico posto disponibile verrà assegnato alla persona con il maggior numero di voti complessivi.
Come spiegato da David Williams, un sistema di votazioni strategiche tra i membri potrebbe realisticamente portare all’inserimento di ben sei candidati contemporaneamente. Ma potrebbe anche accadere il contrario.
Inoltre, le WSOP hanno confermato che i risultati finali delle votazioni saranno resi pubblici. Questa trasparenza permetterà alla comunità del poker di vedere esattamente quanto i loro giocatori preferiti siano andati vicini all’ingresso, aprendo probabilmente la strada a campagne più coordinate e guidate dai fan negli anni successivi.
I membri della Hall of Fame del 2026 saranno annunciati ufficialmente in diretta su ESPN durante il tavolo finale del Main Event delle WSOP.
La Poker Hall of Fame (PHOF) è stata fondata nel 1979 da Benny Binion, proprietario dell’Horseshoe Casino, con l’obiettivo di preservare la memoria dei più grandi giocatori di poker e attrarre turisti a Las Vegas.
Inizialmente, la Hall of Fame ha introdotto una classe fondatrice di sette icone, tra cui Johnny Moss, Red Winn e Wild Bill Hickok.
Nel 2004, Caesars Entertainment (allora Harrah’s) ha acquisito i diritti delle World Series of Poker (WSOP) e ha assunto la gestione della Poker Hall of Fame.
Nel corso dei decenni, i criteri di selezione si sono evoluti per garantire il prestigio, stabilendo requisiti rigorosi:
- Rispetto da parte dei colleghi: un giocatore deve aver giocato a poker contro avversari di alto livello riconosciuti.
- Età: avere almeno 40 anni al momento della candidatura.
- Esperienza high stakes
- Eccellenza costante: Ha giocato sempre ad alti livelli, guadagnandosi il rispetto dei colleghi.
- Un’eredità duratura: Ha resistito alla prova del tempo.
- Ha plasmato il gioco: o, per i non giocatori, ha contribuito alla crescita e al successo complessivo del poker, con risultati positivi e duraturi e indelebili.
Dopo l’inserimento di Nick Schulman lo scorso anno, è stata fatta un’eccezione speciale per inserire Michael Mizrachi insieme ai candidati standard. “The Grinder” ha costretto la Hall of Fame a entrare, realizzando una doppietta estiva senza precedenti: ha conquistato il suo quarto Poker Players Championship (PPC), un record assoluto, e ha vinto il Main Event delle WSOP nello stesso anno.







