Mondiali: la campagna di gioco responsabile Anj, il 41% dei francesi prevede di scommettere

Uno studio commissionato dall’Anj, l’Autorité Nationale des Jeux, ha spinto al lancio della campagna ‘Zone à risques’ perché il 41% dei francesi pensa di puntare sui Mondiali 2026 per 1,2 miliardi di euro.

 

L’Anj, l’Autorité Nationale des Jeux, ha lanciato una campagna di comunicazione molto importante che si chiama “Zone à risques” in vista dei Mondiali di calcio. A preoccupare l’authority è stato uno studio commissionato a Toluna-Harris Interactive che ha fatto emergere un dato molto preoccupante: in vista dell’evento calcistico di riferimento a livello mondiale al via tra qualche giorno, il 41% dei francesi che intendono seguire la competizione prevede di scommettere. Un altro dato significativo emerso dallo studio è che oltre un terzo degli scommettitori francesi abituali afferma di aver già avuto la sensazione di perdere il controllo.

Per prevenire i rischi di dipendenza associati alle scommesse sportive, in particolare tra i giovani, che sono particolarmente colpiti da questa pratica, l’Anj sta lanciando una campagna che riprogetta la grafica degli avvisi legali, trasformandoli in un nastro giallo che indica, appunto, una “zona a rischio”.

La posizione della presidente

Secondo Isabelle Falque-Pierrotin, Presidente Anj: “Con l’avvicinarsi di questi Mondiali, stiamo entrando in una zona ad alto rischio con diversi segnali di allarme per l’autorità di regolamentazione: un maggior numero di partite e quindi più opportunità di pubblicità e scommesse, e allo stesso tempo, stiamo assistendo a una tendenza al rialzo nel numero di giocatori problematici e nel loro contributo al fatturato degli operatori”. Lo studio condotto da Toluna-Harris conferma questa preoccupazione, evidenziando un aumento delle intenzioni di scommessa sia in termini di volume che di valore, nonché un livello molto elevato di vulnerabilità tra i giovani scommettitori. Tutti questi fattori giustificano l’intervento dell’Autorità che ha lanciato una campagna trasformando il cartello giallo di avviso legale in una zona di pericoli reali e ben visibili.

I dati che allarmano

Con oltre 6 miliardi di euro di scommesse online piazzate entro il 2025, il calcio rimane lo sport con il maggior numero di scommesse (55%) in Francia, seguito da tennis e pallacanestro.

I Mondiali del 2022 hanno visto oltre 900 milioni di euro di scommesse piazzate online e presso i punti vendita fisici. Con quasi 54 milioni di euro di scommesse online, la finale Francia-Argentina detiene il record per il maggior volume di scommesse.

Considerata l’evoluzione del mercato delle scommesse sportive, le puntate in gioco nelle recenti competizioni e il formato rinnovato di questo torneo, si potrebbe raggiungere un volume totale di scommesse di circa 1,2 miliardi di euro. La prestazione della nazionale francese, tuttavia, sarà un fattore determinante per l’ammontare delle scommesse.

Il 64% degli scommettitori sportivi ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Nel 2025 si contavano oltre 5 milioni di account attivi, con una puntata media annua di 2.186 euro per account.

I francesi e le scommesse durante i Mondiali FIFA 2026

Oltre la metà della popolazione francese (57%) dichiara di voler seguire i Mondiali FIFA.

Mentre più della metà di coloro che intendono seguire i Mondiali FIFA prevede di scommettere con amici e familiari, il 41% prevede di puntare denaro sulle partite con un bookmaker, un dato superiore di 5 punti percentuali rispetto ai Mondiali del 2022 e di 6 punti percentuali rispetto agli Europei del 2024. Questa intenzione è più diffusa tra i giovani sotto i 35 anni (54%). Un numero maggiore di francesi che intendono scommettere rispetto agli anni precedenti dichiara di voler spendere di più (30% nel 2026 contro il 19% nel 2022). Infine, e non sorprende, le partite della nazionale francese generano il maggior numero di intenzioni di scommessa, subito dopo quelle con puntate elevate.

I francesi e la percezione dei rischi di dipendenza  

Nel 2023, il Centro francese di monitoraggio delle droghe e delle tossicodipendenze (OFDT) ha stimato che il 15,3% degli scommettitori sportivi presentava un problema di gioco d’azzardo. Tra i vari segnali di comportamento a rischio manifestati, la pratica più diffusa tra gli scommettitori è quella di puntare nuovamente per recuperare una perdita, seguita dal puntare più denaro di quanto ci si possa permettere o dal sentirsi in colpa.

Secondo uno studio condotto da Toluna – Harris Interactive, i rischi di dipendenza associati alle scommesse sportive sono identificati da 8 francesi su 10 (83%), e da una percentuale ancora maggiore tra coloro che intendono scommettere durante i Mondiali (91%). Questo livello di percezione è aumentato di 14 punti rispetto al 2022.

Oltre un terzo dei francesi che giocano d’azzardo regolarmente afferma di aver già avuto la sensazione di perdere il controllo (37%), una sensazione riportata da due terzi dei giovani sotto i 25 anni (67%).

Un francese su cinque dichiara di conoscere qualcuno a lui vicino che ha già perso il controllo (20%), una situazione menzionata più frequentemente dai giovani (48%).

“Risk Zone” 

L’obiettivo della campagna, ideata dall’agenzia LIBRE, è quello di avere un forte impatto trasformando il banner giallo presente nelle pubblicità del gioco d’azzardo in un segnale di avvertimento visibile e tangibile.

Trasformando questo striscione in nastro giallo, che di solito delimita una zona di pericolo da non oltrepassare, l’Autorità Nazionale Francese per il Gioco d’Azzardo illustra cosa succede quando si entra nella “zona di rischio”: si gioca, si perde, si cerca di recuperare le perdite, si scommette di più, ci si frustra, ci si isola. Il piacere dello sport scompare. E si finisce per non guardare nemmeno più la partita.

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Lo slogan è: Giocare d’azzardo in modo eccessivo significa entrare in una zona di rischio.

Per dare concretezza a questa “zona di rischio”, l’ANJ ha allestito un’installazione originale nel cuore di uno spazio pubblico. Dietro il nastro giallo che delimitava la zona di rischio, è stato ricreato un salotto cittadino. Durante una partita, un attore ha interpretato i comportamenti sintomatici di un giocatore in difficoltà: accumulo di perdite, desiderio di recuperare le perdite, irrequietezza, rabbia.