Nella discussione parlamentare alla Camera dei Deputati sulla mozione N.1-570 concernente iniziate nell’ambito del settore dei giochi pubblici opposizioni chiedono riduzione dell’offerta di gioco e maggiore tutela della salute pubblica in vista del riordino del retail.
È andata in scena la discussione parlamentare alla Camera dei Deputati sulla mozione N.1-570 concernente iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici. I temi in aula sono ovviamente quelli che riguardano la discussione generale sulla delega fiscale che il Governo Meloni ha fissato al 26 agosto prossimo per operare il riordino del gioco pubblico terrestre dopo quello online già portato a termine e già funzionante nel mercato italiano.
Opposizioni sugli scudi visto che la presentazione della mozione è a firma Vaccari e Merola e tanti altri deputati del Partito Democratico cui è venuto in sostegno anche il Movimento 5 Stelle. L’intervento era stato presentato l’8 maggio per poi essere riformulato lo scorso 29 maggio e approdare in aula oggi 3 giugno 2026.
Molti gli attacchi sulla salute pubblica e la gestione del Governo negli ultimi 4 anni ma l’esecutivo, al termine della discussione, non è voluto intervenire riservandosi di farlo più avanti proprio in vista della delega fiscale, come ha informato il presidente Mulé al termine della discussione.
Stefano Vaccari ha ribadito le ragioni della mozione, puntando sui soliti temi: “La salute pubblica deve venire prima del profitto dell’azzardo. Tante le posizioni su questo tema come quella del cardinale Mattia Zuppi e Papa Francesco prima e di Leone poi: tutti invitano a contrastare le fragilità e l’azzardo. Quando mondi diversi dicono tutti la stessa cosa la politica deve rispondere e non girarsi dall’altra parte”.
Duro l’attacco dell’onorevole Gilda Sportiello del Movimento 5 Stelle che ha ribadito “l’impegno del gruppo parlamentare sul tema”, snocciolando anche molti dati.
Secondo Sportiello per affrontare questo tema dobbiamo partire dalla semantica e non parlare di gioco ma di azzardo. “Il gioco è pedagogico, è utile alla persona ma l’azzardo no, è isolamento sociale e nuoce ai cittadini”.
Per il M5S “il sistema concessorio è inadeguato perché ha favorito una logica espansionistica mettendo davanti l’erario e dietro gli aspetti devastanti sull’impoverimento, sull’usura, sulle reti criminali e sulla salute mentale e sociale delle famiglie. Dobbiamo ribaltare il piano del ragionamento e partire dalla tutela della salute pubblica. Quando parliamo di azzardo parliamo di criminalità. Si pensa che l’aumento del gioco legale possa frenare il mercato nero. Tuttavia la criminalità sfrutta i canali legali per sfruttare zone grigie al loro vantaggio. Attenzione massima anche al gioco online che rappresenta una maggiore accessibilità e una continua esposizione in tutte le ore del giorno. Quand’è che qualche Governo si accorgerà che così stiamo perdendo la centralità dello Stato?”
I pentastellati se la prendono anche con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM): “Un’altra anomalia è quella dell’ADM che ha al centro nel suo DNA l’obiettivo della massimizzazione del gettito fiscale e se questi sono i presupposti siamo sicuri che riesca a tutelare la salute pubblica? È un evidente conflitto di interessi. Per questo in merito al riordino del gioco fisico abbiamo molti dubbi”.
Ecco i dati citati dalla Sportiello: “Il gioco d’azzardo vale il 7,3% del PIL nazionale, che supera il fondo sanitario ed è il doppio dei fondi per l’istruzione. Le perdite sono di oltre 21 miliardi, il doppio di una manovra finanziaria. Dietro questa fotografia tragica ci sono le persone e quando ci si accorge dei danni spesso è troppo tardi.**
Abbiamo sempre combattuto sul tema come gruppo parlamentare ma negli anni abbiamo visto indebolire le nostre azioni come la cancellazione dell’Osservatorio del gioco d’azzardo e l’indebolimento del divieto totale di pubblicità voluto dal decreto Dignità”, ha concluso.
Per la maggioranza è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia, Luciano Ciocchetti, che non ha espresso posizioni totalmente contrarie ai temi sollevati dalle opposizioni. Tuttavia ha precisato alcuni aspetti fondamentali: “Sarebbe giusto ricordare i percorsi che hanno portato lo Stato ad arrivare a questo punto. Parliamo del decreto Bersani che liberalizzò il gioco legale nel 2006 per combattere quello illegale delle organizzazioni mafiose. E tutti i Governi che si sono succeduti hanno proceduto a regolamentare molte forme di gioco proprio per queste finalità. Per questo il contrasto al gioco illecito è importante e va considerato.
È stato introdotto anche il divieto totale alla pubblicità e il tema va rafforzato nella delega fiscale perché si sono trovate nuove forme per fare promozione. Ricordiamo che i LEA sono realtà e ci sono numeri verdi e comunicazioni importanti di ADM per offrire opportunità di cura e sostegno e dare prescrizioni importanti. Anche questi temi vanno aumentati e rinforzati. Proprio in questi giorni le comunità di recupero stanno lanciando molte iniziative sulle dipendenze digitali aumentate esponenzialmente a causa della diffusione degli smartphone ed è questa quella più delicata da affrontare.
Non esiste un vuoto normativo ma servono scelte ponderate con supporto e valorizzazione del ruolo degli enti locali. Le posizioni non omogenee di Regioni e Comuni hanno creato distorsioni e lo Stato sta cercando di comporre queste distanze di visioni per tutelare la sicurezza pubblica e contrastare il gioco illegale.
Occorre rinforzare i sistemi tecnologici di contrasto e rafforzare anche il registro delle autoesclusioni per chi gioca troppo. Vanno coinvolti i concessionari e le PMI del gaming che hanno il rapporto diretto sul territorio e sono presidi utili per contrastare le dipendenze. Ricordiamo anche che le ludopatie non sono fenomeni singoli ma proliferano sempre in comorbilità.
Sul gioco online è stato portato al termine il riordino che ha rinforzato le misure per il contrasto al gioco minorile e per la tutela dei cittadini con il rafforzamento del registro delle autoesclusioni e tante altre misure legate alla prevenzione. Inoltre l’Osservatorio è stato solo trasferito al Consiglio dei Ministri proprio per avere maggiore attenzione al problema e non per cancellare uno strumento che, anzi, va rinforzato”.
Sulla stessa lunghezza d’onda della mozione l’intervento di Ilenia Malavasi del Partito Democratico: “Non dobbiamo parlare di tasse e margini dei concessionari ma della salute dei cittadini. La raccolta è salita a €165 miliardi, aumentando del 5% anno su anno ed è un record negativo. Oltre €100 miliardi provengono solo dal gioco online che è raddoppiato nel giro di pochi anni (ma questo dato non è stato esplicitato in aula). Per ogni euro incassato dallo Stato sono stati scommessi quasi 15 dai cittadini. Per ogni giocatore patologico sette persone della cerchia familiare ne subiscono le conseguenze: circa 20 milioni di italiani rispetto a patologici conclamati 1,5 milioni e altri 1,4 milioni a rischio. Il Governo ha fatto confluire le risorse dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo in un fondo unico facendo ridurre di €18 milioni i €50 milioni che erano stanziati precedentemente. È stata inoltre allargata l’offerta di gioco, non è stato riformato il settore ma sostenuto. Gli uffici dei servizi che curano le patologie sono scoperti per le spese e mancano professionisti e specialisti. La prevenzione e la formazione sono a zero e rimangono spesso carta straccia. Vogliamo aprire un confronto in vista della delega fiscale col ripristino dell’Osservatorio e il rifinanziamento con risorse adeguate e vincolate oltre alla riduzione dell’offerta fisica in vista del riordino della stessa. Chiediamo trasparenza perché i dati devono essere pubblici e accessibili da tutti soprattutto dagli enti locali”.
A chiudere la discussione, come detto, la mancata replica del Governo “che si riserva di intervenire in altri momenti”, come ha comunicato il presidente di seduta Giorgio Mulé.
È andata in scena la discussione parlamentare alla Camera dei Deputati sulla mozione N.1-570 concernente iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici. I temi in aula sono ovviamente quelli che riguardano la discussione generale sulla delega fiscale che il Governo Meloni ha fissato al 26 agosto prossimo per operare il riordino del gioco pubblico terrestre dopo quello online già portato a termine e già funzionante nel mercato italiano.
Opposizioni sugli scudi visto che la presentazione della mozione è a firma Vaccari e Merola e tanti altri deputati del Partito Democratico cui è venuto in sostegno anche il Movimento 5 Stelle. L’intervento era stato presentato l’8 maggio per poi essere riformulato lo scorso 29 maggio e approdare in aula oggi 3 giugno 2026.
Molti gli attacchi sulla salute pubblica e la gestione del Governo negli ultimi 4 anni ma l’esecutivo, al termine della discussione, non è voluto intervenire riservandosi di farlo più avanti proprio in vista della delega fiscale, come ha informato il presidente Mulé al termine della discussione.
Stefano Vaccari ha ribadito le ragioni della mozione, puntando sui soliti temi: “La salute pubblica deve venire prima del profitto dell’azzardo. Tante le posizioni su questo tema come quella del cardinale Mattia Zuppi e Papa Francesco prima e di Leone poi: tutti invitano a contrastare le fragilità e l’azzardo. Quando mondi diversi dicono tutti la stessa cosa la politica deve rispondere e non girarsi dall’altra parte”.
Duro l’attacco dell’onorevole Gilda Sportiello del Movimento 5 Stelle che ha ribadito “l’impegno del gruppo parlamentare sul tema”, snocciolando anche molti dati.
Secondo Sportiello per affrontare questo tema dobbiamo partire dalla semantica e non parlare di gioco ma di azzardo. “Il gioco è pedagogico, è utile alla persona ma l’azzardo no, è isolamento sociale e nuoce ai cittadini”.
Per il M5S “il sistema concessorio è inadeguato perché ha favorito una logica espansionistica mettendo davanti l’erario e dietro gli aspetti devastanti sull’impoverimento, sull’usura, sulle reti criminali e sulla salute mentale e sociale delle famiglie. Dobbiamo ribaltare il piano del ragionamento e partire dalla tutela della salute pubblica. Quando parliamo di azzardo parliamo di criminalità. Si pensa che l’aumento del gioco legale possa frenare il mercato nero. Tuttavia la criminalità sfrutta i canali legali per sfruttare zone grigie al loro vantaggio. Attenzione massima anche al gioco online che rappresenta una maggiore accessibilità e una continua esposizione in tutte le ore del giorno. Quand’è che qualche Governo si accorgerà che così stiamo perdendo la centralità dello Stato?”
I pentastellati se la prendono anche con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM): “Un’altra anomalia è quella dell’ADM che ha al centro nel suo DNA l’obiettivo della massimizzazione del gettito fiscale e se questi sono i presupposti siamo sicuri che riesca a tutelare la salute pubblica? È un evidente conflitto di interessi. Per questo in merito al riordino del gioco fisico abbiamo molti dubbi”.
Ecco i dati citati dalla Sportiello: “Il gioco d’azzardo vale il 7,3% del PIL nazionale, che supera il fondo sanitario ed è il doppio dei fondi per l’istruzione. Le perdite sono di oltre 21 miliardi, il doppio di una manovra finanziaria. Dietro questa fotografia tragica ci sono le persone e quando ci si accorge dei danni spesso è troppo tardi.
Abbiamo sempre combattuto sul tema come gruppo parlamentare ma negli anni abbiamo visto indebolire le nostre azioni come la cancellazione dell’Osservatorio del gioco d’azzardo e l’indebolimento del divieto totale di pubblicità voluto dal decreto Dignità”, ha concluso.
Per la maggioranza è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia, Luciano Ciocchetti, che non ha espresso posizioni totalmente contrarie ai temi sollevati dalle opposizioni. Tuttavia ha precisato alcuni aspetti fondamentali: “Sarebbe giusto ricordare i percorsi che hanno portato lo Stato ad arrivare a questo punto. Parliamo del decreto Bersani che liberalizzò il gioco legale nel 2006 per combattere quello illegale delle organizzazioni mafiose. E tutti i Governi che si sono succeduti hanno proceduto a regolamentare molte forme di gioco proprio per queste finalità. Per questo il contrasto al gioco illecito è importante e va considerato.
È stato introdotto anche il divieto totale alla pubblicità e il tema va rafforzato nella delega fiscale perché si sono trovate nuove forme per fare promozione. Ricordiamo che i LEA sono realtà e ci sono numeri verdi e comunicazioni importanti di ADM per offrire opportunità di cura e sostegno e dare prescrizioni importanti. Anche questi temi vanno aumentati e rinforzati. Proprio in questi giorni le comunità di recupero stanno lanciando molte iniziative sulle dipendenze digitali aumentate esponenzialmente a causa della diffusione degli smartphone ed è questa quella più delicata da affrontare.
Non esiste un vuoto normativo ma servono scelte ponderate con supporto e valorizzazione del ruolo degli enti locali. Le posizioni non omogenee di Regioni e Comuni hanno creato distorsioni e lo Stato sta cercando di comporre queste distanze di visioni per tutelare la sicurezza pubblica e contrastare il gioco illegale.
Occorre rinforzare i sistemi tecnologici di contrasto e rafforzare anche il registro delle autoesclusioni per chi gioca troppo. Vanno coinvolti i concessionari e le PMI del gaming che hanno il rapporto diretto sul territorio e sono presidi utili per contrastare le dipendenze. Ricordiamo anche che le ludopatie non sono fenomeni singoli ma proliferano sempre in comorbilità.
Sul gioco online è stato portato al termine il riordino che ha rinforzato le misure per il contrasto al gioco minorile e per la tutela dei cittadini con il rafforzamento del registro delle autoesclusioni e tante altre misure legate alla prevenzione. Inoltre l’Osservatorio è stato solo trasferito al Consiglio dei Ministri proprio per avere maggiore attenzione al problema e non per cancellare uno strumento che, anzi, va rinforzato”.
Sulla stessa lunghezza d’onda della mozione l’intervento di Ilenia Malavasi del Partito Democratico: “Non dobbiamo parlare di tasse e margini dei concessionari ma della salute dei cittadini. La raccolta è salita a €165 miliardi, aumentando del 5% anno su anno ed è un record negativo. Oltre €100 miliardi provengono solo dal gioco online che è raddoppiato nel giro di pochi anni (ma questo dato non è stato esplicitato in aula). Per ogni euro incassato dallo Stato sono stati scommessi quasi 15 dai cittadini. Per ogni giocatore patologico sette persone della cerchia familiare ne subiscono le conseguenze: circa 20 milioni di italiani rispetto a patologici conclamati 1,5 milioni e altri 1,4 milioni a rischio.
Il Governo ha fatto confluire le risorse dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo in un fondo unico facendo ridurre di €18 milioni i €50 milioni che erano stanziati precedentemente. È stata inoltre allargata l’offerta di gioco, non è stato riformato il settore ma sostenuto. Gli uffici dei servizi che curano le patologie sono scoperti per le spese e mancano professionisti e specialisti. La prevenzione e la formazione sono a zero e rimangono spesso carta straccia. Vogliamo aprire un confronto in vista della delega fiscale col ripristino dell’Osservatorio e il rifinanziamento con risorse adeguate e vincolate oltre alla riduzione dell’offerta fisica in vista del riordino della stessa. Chiediamo trasparenza perché i dati devono essere pubblici e accessibili da tutti soprattutto dagli enti locali”.
A chiudere la discussione, come detto, la mancata replica del Governo “che si riserva di intervenire in altri momenti”, come ha comunicato il presidente di seduta Giorgio Mulé.










