L’Estoril Poker Fest di metà maggio ha totalizzato circa 3mila entries e ha lanciato una nuova location per il mercato del gioco dal vivo, l’opinione del campione portoghese Joao Vieira.
Il Portogallo si candida come nuova meta per il poker live. In un calendario che definire fitto e intasato rischia di sembrare un eufemismo, l’Estoril Poker Fest nel casinò omonimo, ha lanciato un segnale importante. Il torneo che si è svolto dal 12 al 17 maggio scorso, era da 500 euro per il Main Event e ha totalizzato un prize pool da €864.730 grazie a 2.011 entries. Not too bad direbbe qualcuno.
A spingere sullo story telling è il sito Euronews che ha intervistato João Vieira, considerato il miglior giocatore portoghese di poker di sempre, ha analizzato la crescita del gioco nel Paese oltre a parlare del poker e di se stesso.
L’evento in questione ha totalizzato quasi tremila entries da tutta Europa e che avuto come uno dei volti principali João Vieira, membro della Winamax Team Pro e uno dei nomi più importanti della disciplina a livello mondiale.
Nel corso della conversazione, João Vieira ha spiegato di vedere in questo tipo di eventi un segnale chiaro di crescita. Ricorda però che, sebbene in Portogallo non manchi il talento nel poker, questo non è sempre stato accompagnato da grandi competizioni. Ha elogiato, dunque, l’ambizione di strutture come il Casino Estoril per la scelta di puntare su eventi di più ampia scala, capaci di attirare centinaia di giocatori internazionali. Qualcosa che, a suo avviso, porta benefici non solo alla disciplina, ma anche al turismo e all’economia.
L’Estoril Poker Fest si distingue anche per un formato più dinamico, con tavoli da sei giocatori, che secondo Vieira rendono il gioco “più divertente e competitivo”. Un’evoluzione che riflette anche il cambiamento di percezione del poker: da attività vista con diffidenza a pratica sempre più accettata, e persino considerata sportiva in diversi Paesi.
Il Portogallo sta finalmente ottenendo un nuovo riconoscimento nel poker live? “Abbiamo sempre avuto riconoscimento e un gruppo di giocatori molto forte, superiore alle dimensioni del Paese – analizza il campione portoghese – la qualità c’è già; sul piano degli eventi non sempre è stato così. Esiste una legge che non permette le riprese all’interno dei casinò, il che limita i grandi operatori. Con il tempo è stato merito dei casinò, come il Casino Estoril, rischiare e organizzare eventi più grandi. C’è spazio per farlo. Al popolo portoghese piace il poker e partecipa. È anche un’ottima porta d’ingresso per il turismo: abbiamo centinaia di giocatori da tutta Europa, il che aiuta l’economia e il turismo.
Cosa ha differenziato questo Estoril Poker Fest da altri eventi? “Il numero di giocatori per tavolo. Tradizionalmente si gioca in 8 o 10; qui sono 6 – spiega a livello tecnico Vieira – questo rende il gioco più dinamico, con più azione e meno noioso. Sono un fan del 6-Max perché porta più divertimento e competitività”.
Il Portogallo può diventare una meta regolare per i tornei di poker? “Il Portogallo potrebbe essere un punto centrale del poker europeo, se non mondiale. Le condizioni sono ottime. C’è una buona rete di collegamenti aerei con gran parte dell’Europa, grazie al forte flusso turistico che Lisbona, Porto o Madeira hanno già. Questo si può combinare con il clima che abbiamo qui e con le infrastrutture esistenti, non solo nei casinò ma anche a livello alberghiero. Potremmo facilmente essere un punto nevralgico del poker europeo, se gli organismi competenti decidessero di puntare in questa direzione”.
Cosa renderebbe questo festival un successo? “Un’ampia partecipazione e il fatto che gli stranieri se ne vadano con il desiderio di tornare, non solo per il poker ma anche per il Paese”, ha concluso Vieira.







