La Corte Ue chiarisce quando i giudici possono bloccare i conti per garantire il recupero dei crediti.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea interviene sul recupero delle perdite nel gambling online e apre alla possibilità di sequestri conservativi europei sui conti bancari degli operatori nei casi di rischio concreto di mancato pagamento. È quanto stabilito dalla sentenza pronunciata oggi dalla Quarta Sezione della Cgue nella causa C-198/24, destinata ad avere un impatto rilevante sul contenzioso europeo nel settore del gioco online.
La vicenda nasce in Austria, dove un giocatore aveva chiesto il rimborso di oltre 62mila euro persi attraverso piattaforme di gioco online prive della necessaria autorizzazione nazionale prevista dalla normativa austriaca. I tribunali di Vienna avevano già riconosciuto in via definitiva il diritto al rimborso delle somme perse, ma il problema si è successivamente spostato sull’effettivo recupero del credito a livello transfrontaliero.
La Corte era chiamata a chiarire l’interpretazione del regolamento UE n. 655/2014, che disciplina l’ordinanza europea di sequestro conservativo dei conti bancari, uno strumento creato per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti civili e commerciali all’interno dell’Unione Europea.
Nel cuore della decisione vi è il concetto di “rischio reale” che il creditore deve dimostrare per ottenere il sequestro conservativo. Secondo la Cgue, i giudici nazionali possono effettuare una valutazione complessiva delle circostanze e tenere conto non soltanto di comportamenti recenti del debitore, ma anche di condotte avvenute anni prima, qualora possano indicare una strategia finalizzata a ostacolare il recupero delle somme dovute.
La Corte precisa inoltre che possono essere considerati anche eventuali ostacoli normativi presenti nello Stato membro in cui ha sede il debitore. In particolare, la sentenza richiama il caso di normative nazionali che potrebbero limitare o ostacolare il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze straniere relative al settore del gambling online.
Secondo i giudici europei, tali elementi non determinano automaticamente il sequestro dei conti bancari, ma possono contribuire alla valutazione dell’urgenza della misura cautelare e dell’esistenza di un concreto rischio di sottrazione patrimoniale.
La Cgue sottolinea inoltre che il regolamento europeo mira a trovare un equilibrio tra due esigenze: da una parte la tutela del creditore e l’effettività del recupero del credito; dall’altra la necessità di evitare un uso abusivo delle misure cautelari nei confronti del debitore.
Nella motivazione, la Corte chiarisce che il “rischio reale” non può essere fondato su semplici difficoltà economiche o sulla sola presenza di più creditori, ma deve emergere da elementi concreti che facciano ritenere possibile una dispersione, occultamento o sottrazione degli asset.
La decisione rappresenta un passaggio importante per il settore del gambling online europeo, dove negli ultimi anni sono aumentate le controversie relative al rimborso delle perdite sostenute presso operatori privi di autorizzazione nazionale in alcuni Stati membri.
La sentenza potrebbe ora rafforzare le richieste di misure cautelari avanzate dai giocatori nei tribunali europei, soprattutto nei casi in cui vi siano dubbi sulla futura possibilità di recuperare concretamente le somme riconosciute dai giudici.







