Il sindaco di Campione d’Italia Roberto Canesi traccia un bilancio del suo mandato, quasi in scadenza, concentrandosi anche sulla riapertura e sul ruolo del Casinò.
Le elezioni comunali a Campione d’Italia si avvicinano e, dopo Simone Verda, è tempo anche per il sindaco uscente Roberto Canesi (che non si è ricandidato) di tracciare un bilancio dell’attività svolta durante il suo mandato.
Quale bilancio traccia e in particolare qual è la sua più grossa soddisfazione e il suo maggior rimpianto?
“Traccio un bilancio positivo; se poi faccio riferimento alla situazione iniziale che abbiamo trovato all’insediamento dell’ottobre 2019, non posso che dire certamente positiva: basterà ricordare che la principale azienda del territorio (Casinò) era ormai chiusa da circa tre anni, con perdita totale della clientela, che nel frattempo si era indirizzata alle vicine strutture svizzere di Mendrisio e Lugano; che conseguentemente l’occupazione locale era scesa pressoché a zero, che i rapporti con la Svizzera risultavano gravemente deteriorati a causa dei reiterati omessi pagamenti da parte di Campione verso gli organismi svizzeri per l’erogazione di servizi essenziali ai cittadini; che si era accumulata negli anni precedenti una situazione debitoria enorme di molte decine di milioni in capo all’ente pubblico; non si può dimenticare che questa crisi campionese aveva addirittura sollevato una problematica di carattere internazionale, con la sospensione dei versamenti da parte svizzera all’Italia dei ristorni dei frontalieri; che il precedente unico ‘motore’ di Campione, rappresentato dall’azienda Casinò partecipata al 100% dal Comune, aveva, anche da parte sua, accumulato debiti per circa 130 milioni; che la riapertura della casa da gioco appariva a prima vista ‘mission impossible’: ricordo che una relazione del commissario governativo dottor Bruschi evidenziava, da una parte, l’importanza strategica e funzionale per il territorio dell’attività dell’azienda casinò, ma, dall’altra, il fatto che per farla ripartire servivano circa 50 milioni, impossibili all’epoca da ottenere.
Alla luce di quanto sopra, la più grande soddisfazione è stata quella di essere riuscito, grazie a un gruppo coeso e determinato, a ridare credibilità e affidabilità a un territorio, riavviando l’azienda Casinò, consentendo da subito di dare lavoro a oltre 170 famiglie e di ridare ossigeno e sviluppo a un’economia locale all’epoca gravemente moribonda, che poi ha potuto riprendersi progressivamente.
Altri risultati importanti sono stati quelli di riuscire a far ripartire positivamente per le famiglie, l’istruzione scolastica, grazie anche alla riapertura della scuola dell’infanzia, che ha certamente contribuito al recupero di molti insediamenti abitativi in Campione e a consentire per altro verso la continuità di accesso alle contigue strutture sanitarie svizzere.
Il maggior rimpianto è duplice: non aver potuto recuperare con l’Italia e l’Ue il precedente sistema doganale svizzero di Campione, che sconsideratamente si era voluto modificare con l’inclusione nell’ambito doganale Ue del territorio, che ha causato l’insorgenza di complessi problemi e rilevanti costi in capo all’intera comunità. Grazie agli sforzi spesi dall’amministrazione comunale congiuntamente con gli enti competenti italiani e svizzeri e il supporto dei rispettivi governi, siamo riusciti a risolvere e attenuare alcune criticità, ma non tutte: rimane aperta la problematica della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sulla scorta dell’ottenuta specifica deroga dispositiva da parte della Commissione Europea, Campione potrebbe recuperare, grazie all’emananda convenzione Italia/Svizzera, il precedente sistema di raccolta e smaltimento, che ha consentito, per decenni, di utilizzare un servizio efficiente e positivo, a totale garanzia dell’ambiente e della salute pubblica e a costi contenuti.”
Da mesi c’è un dibattitto, molto tecnico e a suon di scambi tra Corte dei conti e amministrazione comunale, sui conti del Comune. Che situazione lascia?
“L’AC da me coordinata lascia una situazione del tutto positiva e indubbiamente soddisfacente, sia dal punto di vista finanziario che economico; ne sono a riprova i dati del consuntivo 2025 e i bilanci preventivi 2026/2028 approvati e debitamente pubblicati e facilmente consultabili e leggibili da chiunque sul sito ufficiale del Comune: faccio notare che risulta un avanzo di gestione molto consistente e disponibilità liquide per svariati milioni, in assenza di particolari debiti (quelli dell’Osl sono pressoché totalmente coperti da risorse già versate dal Comune stesso), con previsioni di investimenti e opere da realizzare sul territorio per diversi milioni. L’AC ha accolto ed effettuato le rettifiche contabili che la spettabile Corte dei Conti ha richiesto, trasmettendo il conseguente bilancio finale 2025 a completamento del risanamento realizzato. Ritengo che ogni contraria valutazione risulti infondata, pretestuosa e, presumibilmente, frutto di banali finalità elettoralistiche. Devo d’altra parte rilevare che alcune recenti indicazioni giornalistiche – del tipo il Comune di Campione non avrebbe provveduto all’incasso dei 40 milioni del debito postergato del Casinò – mi sembrano derivare da un approccio del tutto improvvisato, probabilmente a causa di una non conoscenza di norme basilari di legge circa l’obbligatoria gerarchia dei pagamenti nell’ambito delle procedure concordatarie. “
La riapertura del Casinò nel 2022 ha significato un ritorno alla vita per la comunità. Si potrà mai tornare ai livelli occupazionali e retributivi precedenti e si è iniziato ad attuare il principio secondo cui Campione non avrebbe mai dovuto, e non dovrebbe più dipendere interamente, dal Casinò?
“L’attuale positiva situazione economica finanziaria della Casa da gioco lascia certamente prevedere delle possibilità di incremento dei livelli occupazionali, sempre ovviamente nei limiti delle esigenze aziendali. Auspico però che i futuri amministratori comunali non seguano quanto fatto in passato da parte di vecchie gestioni, che, prevalentemente per mere finalità elettoralistiche, incrementarono del tutto fuori misura il numero dei lavoratori in carico, sia al Casinò, che al Comune, aprendo la strada al conseguente disastro economico dell’intero territorio. Per quanto concerne l’aspetto retributivo, ritengo che, in occasione dei prossimi appuntamenti dei rinnovi contrattuali, potranno essere trovate idonee forme integrative, con soddisfazione dei lavoratori e nel pieno rispetto della efficienza e stabilità aziendale.
È utopistico pensare che il territorio di Campione, anche per la sua forzata limitatezza, potrà mai prescindere totalmente dalla sua principale azienda storica, il Casinò. Questa AC ha attuato, sin da subito, una politica mirata di distacco delle vicende del territorio da quelle del Casinò, incrementando lo sviluppo e la crescita attraverso il turismo, gli eventi, la valorizzazione delle opere artistiche e culturali, le aggregazioni sociali. La strada mi pare essere stata tracciata, ora bisognerà continuare a percorrerla e perfezionarla, anche grazie alle ampie risorse finanziarie di cui disporrà l’ente.”
Cosa si augura per il futuro di Campione?
“Mi auguro in primis che tutti a Campione comprendano di vivere in un posto molto bello, che potrà dare ad ognuno grandi soddisfazioni, sia in termini economici che di qualità della vita. Ma questo non sarà possibile attraverso inutili e sterili e spesso assurde campagne conflittuali, del tipo guelfi e ghibellini, che altro non fanno che gettare fango e discredito sulla comunità e sulle sue istituzioni: servirà il confronto delle idee e il dialogo, con la capacità e il coraggio di sostenere un libero, aperto e democratico confronto, con piena conoscenza e documentazione dei fatti.
Sono convinto che dovranno esservi alcuni passaggi essenziali: il consolidamento dell’attuale sistema fiscale e medico assistenziale, con una loro migliore e più razionale applicazione, l’afflusso e l’insediamento di operatori, con nuove iniziative e apporto di ulteriori investimenti dovranno essere incentivati e agevolati, con risposte sollecite da parte degli uffici pubblici preposti, la riqualificazione e il miglioramento dei servizi commerciali turistici aumenterà l’attrattività del territorio, operando anche grazie alla valorizzazione dei beni artistici e culturali locali. Il Casinò, quale punto di riferimento, dovrà perseguire politiche di sviluppo mediante implementazione dei giochi, miglioramento delle strutture e dei servizi, valorizzazione e fidelizzazione del personale, impegnandosi costantemente nella propria funzione benefit a favore del territorio, della collettività, del personale e delle strutture. Tutto ciò potrà essere perseguito efficacemente grazie anche alla imminente creazione di specifica fondazione.
Un Casinò insomma che non dovrà essere solo luogo di gioco, ma dove passare una serata con musica, eventi, possibilità di cenare a buon livello.”







