Verso le elezioni a Campione, Verda: ‘Mancata candidatura scelta di coscienza’

Simone Verda, capogruppo di Campione 2.0, spiega i motivi della mancata candidatura alle elezioni e traccia un bilancio dell’attività svolta.

 

Le elezioni comunali a Campione d’Italia si avvicinano e, mentre i tre candidati sindaco (Sergio Aureli, Luca Frigerio e Barbara Marchesini) sono in piena campagna, per i protagonisti di questa lunga consiliatura è quasi tempo dei saluti. E certamente è tempo di bilanci. Parliamo del sindaco Roberto Canesi e del capogruppo di Campione 2.0 Simone Verda, anch’esso in corsa per la carica di primo cittadino nel 2020: entrambi hanno deciso di non ricandidarsi e hanno accettato di rilasciare un’intervista a Ige Magazine.
Iniziamo, quest’oggi, da Simone Verda.

Il suo mandato sta quasi per scadere e anche se in molti davano per certa la sua ricandidatura, invece ha fatto un passo indietro. Per quali motivi?

“La condizione contabile e finanziaria del Comune di Campione d’Italia sancita chiaramente della magistratura contabile dello Stato non ci ha messo in condizione di poter presentare la nostra candidatura alle imminenti elezioni di maggio ‘26 poiché il corso della giustizia è iniziato e il tempo potrà dare ragione alle nostre posizioni politiche. Il disastro del nostro paese riteniamo sia imminente e non ci possiamo permettere di non denunciarlo e partecipare a una campagna elettorale basata su promesse alla ‘Cetto La Qualunque’ che non potranno mai essere concretizzate in questa situazione contabile. Il Comune riteniamo che non potrà che essere commissariato alla luce di questa chiara situazione ma chiaramente la giustizia è lenta, seria e inesorabile. Noi riteniamo di aver fatto una scelta di coscienza, di responsabilità e di rispetto per la magistratura stessa, delle istituzioni, del paese e della sua popolazione.”

Nel corso di questa consiliatura ha fatto un’opposizione molto forte all’amministrazione comunale. Che bilancio traccia della sua attività?

“Noi del gruppo Campione 2.0, io e Gianluca Marchesini che ringrazio di cuore per l’ottimo, concreto ed essenziale lavoro profuso nel suo mandato, in un brevissimo riassunto non vogliamo e dobbiamo dimenticare la nostra battaglia importante relativa alla costruzione del palazzo adiacente a 5 metri del nostro cimitero storico e del Santuario della Madonna dei Ghirli, monumento Fai, con una nuova dogana tra Italia e Svizzera che ancora oggi non ha controllo. Abbiamo cercato di sensibilizzare la situazione precaria del territorio, delle fognature, dei ponti, delle strade, dei cimiteri trascurati e dei bagni pubblici che certamente non danno decoro al nostro paese di caratura turistico culturale. Siamo fieri della nostra battaglia sui faraonici stipendi comunali e della ricerca di adeguamenti salariali dei dipendenti del casino e di quelli delle società appaltatrici. Sull’operazione Villa Mimosa abbiamo intrapreso una battaglia per salvaguardare un bene storico dopo la scoperta di alcune ‘anomalie’ nella compravendita… ora il potenziale acquirente ha instaurato su Villa Mimosa causa pendente innanzi al Tribunale di Como, giudice dottor Marco Mancini, ex giudice delegato del concordato fallimentare. Sull’operazione della vendita del comparto T4 (ex tennis) abbiamo sempre contestato gli atti che sono stati approvati in consiglio comunale e siamo in attesa degli ultimi per la presa di posizione finale.
Abbiamo sempre insistito per l’entrata del Comune in autorità di bacino per meglio gestire il demanio e i contributi che il comune avrebbe recuperato grazie all’ottima direzione dell’Ente attenta ai territori. Abbiamo presentato una mozione però bocciata senza indugio dalla maggioranza consigliare, gli unici a sostenerla noi della minoranza Campione 2.0 . Ora il sindaco Canesi come uno degli ultimi atti del suo mandato ha, contrariamente a prima, aderito all’autorità di bacino in assemblea della stessa il 29.4.26.
Non per ultimo di importanza siamo preoccupatissimi per la situazione del sistema sanitario svizzero per i residenti. Ci duole constatare che la Corte dei conti sostiene nella deliberazione 139/2026 che dal 2018 non esiste assolutamente più alcuna convenzione con Regione Lombardia e afferma una chiara e netta mancanza di copertura finanziaria da e per tutti questi anni. Problema che ci auguriamo venga discusso e risolto trovando la copertura economica sollevata dalla Corte dei conti.”

Durante l’amministrazione Canesi, è innegabile, il Casinò ha riaperto ed è tornato a dare occupazione e ricchezza, per quanto in misura minore rispetto al passato. Quali sono gli aspetti positivi di questa riapertura e le criticità ancora da superare?

“Siamo felicissimi che sia stato riaperto il Casinò, fonte di ricchezza per tutti fin dal lontano 1933. Inconfutabile che sia stato riaperto dall’amministrazione del sindaco Canesi e dell’amministratore unico Marco Ambrosini, con cui ci complimentiamo per il risultato, ma aggiungerei anche il grande sforzo e sacrificio dei dipendenti ed ex dipendenti che hanno rinunciato a tanto sottoscrivendo accordi pur di dare un futuro alla Casa da gioco. Aggiungerei che, visto lo stato di dissesto del Comune del 2018, non dovremmo dimenticare l’apporto concreto della società di caratura mondiale Novomatic Spa.
Abbiamo contestato alcune scelte in consiglio comunale come sul lodo arbitrale, fin dall’ottobre dello scorso anno avevamo presentato una mozione per il suo abbandono, cosa che è stata fatta ora, con sei mesi di ritardo e con ingenti spese per i legali e richieste danni dei convenuti. Se ci avessero ascoltato il Casinò e l’attuale amministrazione comunale avrebbero contenuto gli importanti costi. Quanto poi a passare al Tribunale delle imprese ci sembra una ulteriore strana impresa giudiziaria essendo tutti oltremodo prescritti, ci sembra una ‘foglia di fico’ ma penso che a breve si capirà il motivo di questa scelta.
Abbiamo, non con pochi problemi vista la situazione di Garlasco e alle notizie apparse sui quotidiani, sollecitato cautelativamente la rimozione con due mozioni presentate in consiglio comunale del presidente del Casinò Mario Venditti, respinte dall’unanimità della maggioranza con difesa del presidente poi dimissionario per l’integerimma posizione morale ed istituzionale. Sostituito dall’attuale presidente Roberto Guarini che a sua volta si è visto recapitare le dimissioni di un altro componente, Valeria Leoni, che da quasi sei mesi non è stata sostituita e nemmeno è stato pubblicato un bando per la sostituzione della stessa. Oltretutto abbiamo dovuto anche constatare ultimamente che un membro dell’organo di vigilanza del Casinò, Umberto Calandrella, si sia dimesso. Su tratta di un forte conoscitore del territorio, del Comune e del Casinò poiché nel passato era stato nominato commissario straordinario del Comune supportato dal suo vice l’attuale prefetto di Como Corrado Conforto Galli.

Ci auguriamo che il Cda non rimanga monco ancora per tanto introducendo la componente in ‘quota rosa’ mancante.
C’è ancora tanto da fare ma l’uscita prospettata dal sindaco e dal presidente del Cda dal concordato in anticipo ci fa sperare per un futuro migliore per la casa da gioco che dovrà affrontare la non facile ritrattazione del contratto con i dipendenti.
È importante che il casino abbia riaperto i battenti e che possa navigare con barra dritta senza commettere gli errori del passato e lasciandoli alle spalle. “

Cosa si augura per il futuro di Campione?

“Campione d’Italia merita di tornare a essere un paese proiettato in un futuro concreto economico e finanziario per gli attuali abitanti e per i propri figli con serenità e certezze una volta per tutte. Viva Campione , il paese più bello e unico al mondo!”