Tar Lazio: distanze minime devono essere documentate in modo rigoroso e trasparente

Un’ordinanza del Tar Lazio rinvia al 9 giugno l’esito di un ricorso di un esercizio commerciale che si era visto decadere gli effetti di una Scia per l’installazione di apparecchi pubblici.

 

Tutto rinviato alla Camera di Consiglio del 9 giugno 2026 per discutere della decadenza di una SCIA di un locale nel comune di Fiumicino che voleva installare apparecchi di gioco lecito. È quanto ha deciso il TAR Lazio in un’ordinanza di oggi 14 maggio 2026, sulla base di un ricorso di una società romana contro il comune laziale.

Distanze minime e Scia

Il tema sono le distanze minime dai luoghi sensibili per le quali i provvedimenti comunali (determinazione e note SUAP/Polizia Locale) hanno disposto la rimozione degli effetti della SCIA in questione.

Secondo i giudici il verbale di sopralluogo e misurazione depositato dal Comune non contiene la documentazione fotografica delle operazioni di misurazione. Non è chiaro quale punto di riferimento sia stato preso per effettuare la misurazione (ingresso/uscio del locale o altro punto): i giudici richiedono la specificazione del punto considerato e la distanza tra tale punto e l’ingresso del locale.

Per decidere sull’istanza cautelare è necessario acquisire la documentazione e le informazioni integrative (foto, chiarimenti sul punto metrico e ogni elemento utile a verificare la correttezza della misurazione rispetto ai luoghi sensibili).

Tutto da rifare al 9 giugno

Il ricorso quindi ha avuto esito provvisorio ed è stata sospesa, allo stato, ogni decisione sull’istanza cautelare incidentalmente proposta dal ricorrente. Il TAR ha ordinato al Comune di Fiumicino di depositare, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione/notifica dell’ordinanza, la documentazione integrativa e le precisazioni richieste, mediante deposito telematico nel fascicolo del giudizio.

E, come detto, è stata rinviata la trattazione dell’istanza cautelare alla Camera di Consiglio del 9 giugno 2026.

Luoghi sensibili da documentare in modo rigoroso e trasparente

In sintesi l’ordinanza non decide ancora sulla fondatezza del ricorso, ma fissa un principio operativo: le misurazioni distanziometriche, quando determinano l’illegittimità di una SCIA per apparecchi da gioco, devono essere documentate in modo rigoroso e trasparente. Per il settore del gioco pubblico ciò si traduce in un rafforzamento della tutela degli operatori contro provvedimenti amministrativi carenti sotto il profilo probatorio e in un obbligo per le amministrazioni di adottare modalità tecniche certe e riproducibili per misurare le distanze dai luoghi sensibili.