In una puntata del podcast Bsmt di Gianluca Gazzoli, il tennista romano Matteo Berrettini ha raccontato un caso particolare riguardante le scommesse e i social network.
“L’utilizzo dei social mi spaventa, e tra le tante deviazioni c’entrano anche le scommesse e gli scommettitori”. Il fatto curioso sul betting l’ha analizzato Matteo Berrettini nel podcast Bsmt di Gianluca Gazzoli. L’intervista del tennista romano passato dal basement ben 3 anni fa è stato rilanciato dai social stessi tramite un reel riproposto proprio dai canali del podcast in questione.
In effetti il rapporto di contatto diretto tra sportivi e vip coi social network non c’aveva mai fatto riflettere su un’applicazione piuttosto bizzarra: “Capita che chi scommette su di me mi scriva, soprattutto quando perdo. Ovviamente non solo a me ma quando veniamo sconfitti in un match veniamo rasi al suolo completamente da chi ha perso i soldi. E non è finita qui: mi mandano anche l’IBAN chiedendomi soldi che hanno perso perché, altrimenti, non arrivano a fine mese”.
Una distorsione che Berrettini conosce da anni, però: “Ci sono abituato da piccolo sin dai primi tornei in cui giocavo e in cui si poteva puntare. Tuttavia adesso si è raggiunto un livello che mi hanno portato a ridurre molto l’utilizzo dei social. Tendo a rallentare molto il rapporto sui vari siti che se utilizzati bene possono essere utili e divertenti ma presentano anche queste distorsioni agghiaccianti e che fanno riflettere. Sui social pensano di poter dire quello che pensano senza avere conseguenze e questo mi spaventa. Il mio Instagram lo legge mia nonna e spesso ho cancellato commenti solo per lei. Sono solo un adulto che sta facendo quello che ama e il suo lavoro, sto giocando a tennis e provo a farlo nel migliore modo possibile”.
Berrettini non ha parlato di combine e match fixing. Un tema che non viene sfiorato e che negli ultimi anni grazie a società specializzate e sistemi integrati negli stessi bookmaker, è andato molto a scemare. Il caso, anzi, è esattamente il contrario.








