Dall’Italia al mercato globale, Flutter punta a concentrare tutto nel PokerStars Network

La liquidità unica e condivisa è la chiave del successo del poker online e Flutter Entertainment dal mercato italiano a quello globale punta ad unire tutte le pool singole dei vari brand in suo possesso.

 

In Italia il processo è già avvenuto. A livello globale, laddove possibile e dove i mercati possono condividere le liquidità di poker online. Nei giorni scorsi annunciando i risultati del gruppo, Flutter Entertainment ha confermato il plan in fase di sviluppo da anni e che segue alle acquisizioni effettuate nel corso del tempo.

Pooling liquidity

Nel nostro Paese PokerStars è diventata B2B creando un vero e proprio network prima con Sisal e poi con la pool di Snai. Adesso il piano si sposta a livello internazionale con la room dalla “picca rossa” che unirà Paddy Power, Betfair e Sky Poker, creando un’unica rete globale di poker online condivisa. Ovviamente a livello dot com e non certo con le licenze che i marchi hanno in altre giurisdizioni con regole differenti di Paese in Paese.

Questa mossa è considerata un necessario passo di consolidamento per Flutter, che ha visto diminuire il traffico di rete a causa delle pressioni normative e competitive ricevute in diversi framework statali. Ciò significa che ci saranno diverse skin separate su un’unica piattaforma di poker, il che dovrebbe consentire di ridurre i costi, servire meglio i mercati locali e aumentare la possibilità per i players.

Si parte da Betfair

Secondo quanto riporta PokerindustryPro il primo passo avverrà questa settimana: i giocatori di Betfair nel Regno Unito verranno migrati su un nuovo sito con marchio congiunto “PokerStars on Betfair“, una versione rielaborata del client di PokerStars.

Successivamente, entro la fine dell’anno, sono previsti ulteriori cambiamenti: Paddy Power e Sky Poker seguiranno l’esempio e i giocatori britannici di PokerStars verranno migrati su Betfair. A quel punto, PokerStars UK chiuderà.

Il risultato finale sarà un’unica rete – il PokerStars Network (PSN) – che utilizzerà il software di PokerStars, ma con alcuni giocatori che accederanno al sito tramite marchi regionali anziché direttamente da PokerStars.

Il commento dei manager

A confermarlo in una nota stampa Mike Woodbridge, Chief Commercial Officer di PokerStars: “Negli ultimi anni, il contesto di mercato è diventato più difficile per marchi come PokerStars. Un insieme frammentario di normative da un mercato all’altro ha disgregato il gioco globale e ci ha portato a prendere decisioni difficili, come l’uscita da alcuni mercati e la rinuncia ad altri. I giocatori ne hanno risentito con un numero inferiore di partecipanti e premi più bassi nei tornei sul nostro sito”, ha affermato. “Vogliamo fare qualcosa al riguardo, quindi stiamo passando a un modello diverso con l’obiettivo di migliorare la liquidità e il bacino di giocatori e riportare le persone al tavolo da poker.”

Kim Daly, Managing Director di Betfair, ha condiviso lo stesso parere. “Integrando PokerStars nella piattaforma Betfair, uniamo due aziende che stanno rivoluzionando il settore e che condividono la passione per l’innovazione e la valorizzazione dei giocatori”, ha aggiunto. “È un momento cruciale per il settore, che riunisce il meglio dell’innovazione per creare un’esperienza senza precedenti per i giocatori di tutto il mondo.”

Il caso FanDuel

Negli Usa ha avuto molto successo il prodotto poker di FanDuel. Tuttavia negli States molte testimonianze in giro per la rete, dicono che la piattaforma utilizzata sia quella di iPoker Playtech. Evidentemente a livello di prodotto e di certificazioni la soluzione adottata da Flutter con FanDuel è quella ideale. Quindi format, gestione, marketing e tutto il resto è quella di PokerStars ma senza il software che tutti conosciamo da almeno un quarto di secolo. Niente di male ma la scelta è decisamente curiosa.

Foto AI