Ddl riforma calcio al Senato, Malagò: ‘Il 2% della raccolta scommesse alla Figc sistemerebbe tutto, anche il calo di introiti da diritti tv’

Il presidente della Figc frena la crisi dei ricavi legata alla legge Melandri e sostiene la proposta del senatore Marcheschi in Commissione Cultura.

Il riconoscimento alla Figc del 2% della raccolta delle scommesse sarebbe “una cosa meravigliosa e sistemerebbe praticamente tutto, anche l’inevitabile riduzione del monte diritti televisivi che avverrà con il prossimo bando della Serie A”. Lo ha dichiarato il presidente della Figc Giovanni Malagò nel corso dell’audizione in Commissione Cultura e Sport al Senato sul disegno di legge di riforma del sistema calcio italiano, presentato dal senatore Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia.

Per spiegare il concetto Malagò ha fatto ricorso a un esempio provocatorio, chiamando in causa due volti noti della politica italiana: “Se c’è un incontro di taekwondo tra Francesco Boccia e Giusi Versace e ci sono delle scommesse su questo incontro, secondo voi esiste uno sport dove Francesco Boccia e Giusi Versace non prendono un euro da tutte le persone che scommettono su di loro? Lo trovate giusto? Lo trovate corretto? Lo trovate normale?”. Il presidente federale ha poi chiarito che il principio non riguarda un ritorno economico diretto ai singoli protagonisti, ma il sostegno all’intero sistema: “Uno può anche dire non li diamo direttamente a Francesco Boccia, ma a favore del sistema per investire in infrastrutture, impianti sportivi e vivai”.

Malagò ha quindi condiviso la percentuale indicata nel testo del senatore Marcheschi, definendola in linea con quanto proposto negli anni anche dalla precedente presidenza federale: “Il senatore Marcheschi tocca perfettamente il tema e indica una percentuale del 2% della raccolta, che più o meno è sempre stata quella suggerita, ripeto anche qui con grande rispetto, da chi mi precedeva. Proprio per evitare il tema della copertura finanziaria, indica che questa cifra debba essere riconosciuta dai concessionari”.

Il presidente della Figc ha però segnalato la necessità di rivedere un passaggio del ddl, che nell’individuare i soggetti tenuti al versamento fa riferimento ai concessionari “ex Totocalcio”: “Nell’articolo in questione si parla di soggetti “ex Totocalcio” e qui andrebbe un attimo rivisto perché in questi anni ci sono state molte evoluzioni e il Totocalcio non è più certo quello che ha accompagnato un pezzo della mia vita e anche di molte persone che sono qui”.

Il ddl 1902, assegnato alla Commissione Cultura del Senato lo scorso 2 luglio, introduce dal 1° gennaio 2027 un contributo del 2% sulla raccolta delle scommesse calcistiche, sia in rete fisica sia online, da versare trimestralmente alla Figc. Il valore stimato si aggira sui 230 milioni di euro l’anno, con una destinazione vincolata delle risorse: almeno il 50% ai settori giovanili e agli investimenti infrastrutturali, il 30% alla prevenzione della ludopatia e a progetti sociali contro l’abbandono dello sport, il restante 20% al calcio femminile e alle scuole calcio dilettantistiche. Per garantire l’invarianza del gettito complessivo per lo Stato, il testo prevede una corrispondente riduzione dell’aliquota del prelievo erariale unico applicato alle scommesse sportive a quota fissa sugli eventi calcistici.