Daniele Casino, General Manager di GameRevolution, ha analizzato le prospettive del poker online nel medio e lungo termine: necessaria una rivoluzione per sganciarsi dalle performance e dai dati di raccolta mettendo il verticale al centro del gioco pubblico.
“Il poker ha bisogno di una nuova rivoluzione. E questa volta non riguarda il gioco”. È questa la premessa di Daniele Casino, General Manager di GameRevolution, una delle principali società di affiliazione di gioco online in Italia, di sicuro la primissima a credere nel poker grazie all’intuizione del Ceo Riccardo Busato (protagonista anche nel panel poker IGE 2026) tantissimi anni fa.
Ma cosa intende Casino, grande appassionato dell’Hold’em e delle sue varianti oltre che addetto ai lavori, quando parla di “revolution”, non a caso? “Dopo oltre vent’anni nel settore dell’iGaming, sono convinto che il poker online sia arrivato a un nuovo punto di svolta. La prossima crescita non arriverà da un aumento della rakeback, da un nuovo formato di torneo o da un montepremi garantito più alto. Arriverà dalla capacità di ripensare completamente l’esperienza del giocatore”.
Casino entra ancora di più nello specifico: “Per anni abbiamo misurato il successo attraverso KPI come nuovi registrati, first deposit, active players e GGR. Sono metriche fondamentali, ma raccontano solo una parte della storia. La domanda che dovremmo porci è diversa – apre i ‘due punti’ il Gm di GameRevolution – come possiamo aumentare il valore che il giocatore percepisce e non solo il valore che genera? Chi riuscirà a rispondere a questa domanda guiderà il mercato nei prossimi dieci anni”.
Non solo domande ma anche suggestioni e intuizioni: “Immagino piattaforme in cui il poker non sia un prodotto isolato, ma il centro di un ecosistema:
- community che creano appartenenza
- contenuti formativi personalizzati
- eventi live perfettamente integrati con il digitale
- programmi fedeltà che premiano la relazione, non soltanto il volume
- creator che producono contenuti di qualità invece della semplice promozione
- servizi che accompagnano il giocatore prima, durante e dopo ogni torneo”.
L’intelligenza artificiale accelererà questa trasformazione? “Non per sostituire il poker, ma per renderlo più personale, più semplice e più coinvolgente: onboarding intelligente, suggerimenti personalizzati, customer care evoluto, prevenzione dei comportamenti a rischio e offerte realmente rilevanti per ciascun giocatore. Parallelamente, dovremo continuare a investire nella tutela del giocatore e nella sostenibilità del mercato. La crescita di lungo periodo dipende dalla fiducia: fiducia nelle piattaforme, nei prodotti e nelle regole del gioco”.
L’Italia ha tutte le competenze per essere uno dei mercati più innovativi d’Europa secondo Daniele Casino: “Abbiamo operatori di alto livello, professionisti con esperienza internazionale, creator di qualità e una community di giocatori estremamente appassionata. La vera sfida sarà mettere questi elementi a sistema”.
Insomma, per il general manager il prossimo leader del poker “non sarà semplicemente chi offrirà il software migliore. Sarà chi riuscirà a costruire l’esperienza migliore. Ed è proprio su questo che, come industria, dovremmo concentrare le nostre energie nei prossimi anni”, ha concluso.







