DL Sport, Commissione Bilancio: parere contrario all’aumento delle tasse sulle scommesse per il calcio femminile

La Commissione Bilancio boccia l’emendamento di Pd e Avs che voleva destinare almeno 13 milioni l’anno al sostegno del movimento calcistico femminile e alla lotta alla ludopatia. Decisivo il parere contrario del Governo per assenza di copertura finanziaria.

La Commissione Bilancio di Montecitorio ha espresso parere contrario, nel corso dell’esame del decreto-legge sullo sport, l’emendamento con cui una parte dell’opposizione chiedeva di rivedere al rialzo la tassazione sulle scommesse per finanziare il calcio femminile. Il provvedimento in discussione è il decreto recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità”.

L’emendamento 6.5 portava le firme dei deputati Berruto, Manzi, Orfini, Iacono e Andrea Rossi del Partito Democratico, insieme a Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra. Il testo puntava a modificare l’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, portando l’aliquota al 21% per le giocate a quota fissa raccolte tramite la rete fisica (escluse le scommesse ippiche) e al 25% per quelle effettuate a distanza, calcolando il prelievo sulla differenza fra le somme puntate e le vincite pagate. Secondo i proponenti, il maggior gettito generato dalla misura, stimato in non meno di 13 milioni di euro all’anno, avrebbe dovuto essere impiegato per sostenere il calcio femminile, favorirne la diffusione su tutto il territorio nazionale e finanziare interventi contro il gioco d’azzardo patologico.

Durante la discussione, la relatrice Silvana Andreina Comaroli (Lega), ha chiesto un passaggio del Governo sull’impatto finanziario della proposta, sollevando dubbi sulla reale capacità della nuova articolazione delle aliquote di produrre entrate sufficienti a coprire gli obiettivi indicati dall’emendamento. A quel punto è intervenuta la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, che ha manifestato la contrarietà dell’Esecutivo al testo firmato da Berruto e colleghi. Recepite le indicazioni del Governo, la relatrice ha quindi proposto il parere negativo, sottolineando come la modifica rischiasse di generare oneri aggiuntivi per i conti pubblici senza una quantificazione e una copertura adeguate.

La Commissione ha fatto propria la valutazione della relatrice, respingendo così l’emendamento 6.5 insieme ad altre proposte di modifica giudicate carenti sotto il profilo della copertura finanziaria.