La Commissione Cultura respinge l’emendamento 6.5 presentato da alcuni deputati del Pd e Avs all’interno del Dl Sport, che mirava a legare una quota del prelievo fiscale sul comparto del gaming e del betting al rilancio del calcio femminile.
Il tema dei giochi e dell’dell’aliquota dell’imposta unica sulle scommesse a quota fissa tornano al centro della politica e sono stati discussi nella VII Commissione Permanente della Camera (Cultura, scienza e istruzione) all’interno l’esame del DL 108/2026: Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità. Innanzitutto Gerolamo Cangiano (FdI), relatore del disegno di legge, nsieme al ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodiha espresso parere contrario sull’articolo premissivo Orrico 01.01.
L’emendamento a firma Anna Laura Orrico, Gaetano Amato e Antonio Caso del Movimento 5 stelle precisava che “i benefici, i contributi, le agevolazioni e gli affidamenti previsti dal presente decreto-legge sono altresì subordinati al rispetto della normativa vigente in materia di divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro. Negli impianti sportivi pubblici o a uso pubblico interessati dagli interventi di cui al presente decreto è vietata ogni forma di promozione, diretta o indiretta, di giochi o scommesse con vincite in denaro, nei limiti e secondo le previsioni della normativa vigente”.
La commissione ha inoltre respinto la proposta emendativa 6,5 presentata dai consiglieri Mauro Berruto, Irene Manzi, Matteo Orfini, Marco Iacono e Andrea Rossi del Partito Democratico e Elisabetta Piccolotti di Avs all’interno del Dl 108/2026: Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità. C. 2988 Governo.
Nel suo intervento Mauro Berruto ha evidenziato “come esso, da un lato, proponendo la soppressione della lettera b), dell’articolo 6, comma 1, del provvedimento miri a lasciare inalterato il finanziamento alla Federazione italiana giuoco calcio previsto dall’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, dall’altro, inserendo nel testo del decreto una nuova disposizione, sia diretto a stanziare una somma – pari ad almeno 13 milioni di euro annui, derivanti dalla rideterminazione delle aliquote dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse – allo sviluppo del movimento calcistico femminile, non solo di livello professionale, ma comprensivo di tutti i settori, anche dilettantistici.”
Berruto ha aggiunto “che il Partito Democratico, come emerso anche durante il ciclo di audizioni, ha una posizione senz’altro favorevole al campionato professionistico di Serie A femminile; tuttavia ritiene che l’articolo in esame, nell’attuale formulazione, sopprimendo i finanziamenti alla Federazione italiana gioco calcio, per destinarli al campionato professionistico di Serie A femminile – che, peraltro, a suo avviso, nella prevalenza delle ipotesi ha dietro di sé la Serie A maschile – sottragga, al contempo, risorse al progetto delineato dalla riforma Zola. Invita, dunque, il Ministro e tutti i membri della Commissione a mutare il parere sull’emendamento. La Commissione respinge l’emendamento Berruto 6.5.”
Respinto anche l’emendamento 6.6 anch’esso a firma di Mauro Berruto sul quale è intervenuto, facendo presente come esso “costituisca un’alternativa all’emendamento 6.5, sempre a sua prima firma, testé respinto dalla Commissione. In particolare, esso stabilisce che lo sviluppo del movimento calcistico femminile – non solo professionale, ma anche dilettantistico – possa essere finanziato con le maggiori entrate derivanti dall’inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate nell’ambito della lotta alla pirateria. Manifesta stupore per il parere contrario del Ministro, atteso che il ricorso ad una simile forma di finanziamento, legata ai diritti televisivi, si inscrive nella logica del provvedimento.
Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, in replica alle considerazioni svolte dal deputato Berruto “garantisce anzitutto, ribadendo quanto chiarito in altre sedi, la copertura finanziaria del progetto Zola. Quanto alla natura delle risorse da destinare allo sviluppo calcio femminile, ritiene poco dignitoso l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione di sanzioni amministrative, sottolineando, al riguardo, come il calcio femminile – al pari di quello maschile debba essere destinatario di una misura strutturale.”







