Gestione casinò, la variabile fondamentale della competenza specifica

L’analista di gaming Mauro Natta torna a ribadire la necessità di una competenza specifica sui casinò da affiancare ad altre di carattere generale come in campo legale o economico-finanziario.

 

di Mauro Natta

Mi è dato leggere che si svolgerà tra martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio la prossima riunione del consiglio regionale della Valle d’Aosta.

Leggo, anche su un ritaglio vecchio di qualche giorno inviatomi fa un amico, che nel pomeriggio del 30 giugno si è riunito il nuovo consiglio di amministrazione della Casinò de la Vallée, nel primo incontro operativo successivo all’insediamento, convocato per procedere all’assegnazione degli incarichi e degli adempimenti previsti dalla normativa.

Il consiglio ha attribuito a Sara Bordet i pieni poteri di governance, affidandole l’incarico di amministratore delegato. Bordet, già sindaca di Saint Vincent e magistrato della sezione di controllo della Corte dei Conti, assume quindi la guida operativa della società.

Gli altri componenti del consiglio di amministrazione sono il professore universitario ed esperto di diritto tributario Roberto Franzè presidente e l’avvocato Corinne Margueret, consigliera di amministrazione con l’affidamento del ruolo di indirizzo e controllo.

Vorrei sperare, fermandomi alla nomina dell’amministratore delegato che non conosco personalmente e ricordo di aver lavorato con il padre in qualità di cassiere di sala, che il programma in tema di “governance” non sia considerato completato al punto riferito.

Non è la prima volta che intervengo in ordine alla forzata necessità di affermare che la mancanza di specifica esperienza nel campo dell’azzardo autorizzato è un handicap non indifferente per chiunque.

Ritengo indispensabile che la conoscenza approfondita del funzionamento dal quale derivano le entrate (valore della produzione) e le uscite (costi della produzione) sia alla portata del consiglio di amministrazione.

Inoltre che l’operatività della casa da gioco, relativamente a domanda e offerta nel senso che soltanto una specifica competenza di lunga data, magari iniziata dalla gavetta, non può e non deve assolutamente mancare.

La mia discretamente lunga esperienza mi ha permesso, nel tempo, di conoscere il funzionamento della casa da gioco in relazione alla produzione ed al controllo di questa tramite l’impiego amministrativo e tecnico riconducibile a quanto appena citato.

Le poche note che affido alla lettura, in via anticipata rispetto al prossimo consiglio regionale, esprimono la legittima preoccupazione e la sincera speranza che le esigenze della gestione siano affrontate nella consapevole esigenza di una soluzione che, prima del presente articolo, mi ero permesso di esporre.

Nell’occasione il direttore giochi assumeva ed assume l’effettivo ed altrettanto indispensabile collegamento a fronte delle necessità riguardanti la produzione e quanto a questa coniugabile.

 

foto di Ben Lambert su Unsplash