Giuliani (Adm): ‘Gioco, le regole tecniche devono essere al passo coi tempi’

Antonio Giuliani, direttore Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’Agenzia dogane e monopoli, interviene al nuovo evento dell’Osservatorio sul gioco pubblico di Swg ‘Giocare da grandi’.

Roma – “Da decenni la tecnologia ha fatto passi da gigante. Gli apparecchi però e le regole di sicurezza risalgono a 15 anni fa e anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante il qudro normativo è rimasto indietro. Il gioco online è quello che ha introdotto le nuove regole importanti ecomplesse che poiché si inseriscono in un mercato disabituato alle novità, provocano difficoltà di adattamento. Eppure queste misure di sicurezza molto elevate pongono l’Italia all’avanguardia in merito alle metodologie, alle tecniche e alle misure di sicurezza previste per il gioco online”.

Queste le parole di Antonio Giuliani, direttore Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, durante l’incontro “Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione” in agenda oggi, mercoledì 1° luglio presso il MoMeC di Roma, il nuovo appuntamento con l’Osservatorio sul gioco pubblico di Swg-Brightstar.

“Contrariamente al pensiero comunqe, le tecnologie possono consentire l’introduzione di strumenti efficaci legati al gioco responsabile e al contrasto della ludopatia. Sono proprio queste misure che oggi mancano nel gioco fisico, ma non arriverà un riordino anche per questo comparto, rimarremo con gli apparecchi del 2013, fermi nei bar con misure di sicurezza datati, con pochi avvertimenti per i giocatori e con misure di sicurezza che oggi non sono più valide. Il problema centrale è che le regole tecniche non sono più al passo con i tempi perché sono passati 15 anni. L’industria italiana del gioco e in particolare Adm e Sogei sono in grado di adottare misure all’avanguardia ma viene richiesta un’adozione di un riordino che è importante anche per questo.

Ritengo che sia importante dettare le nuove regole del gioco. Un ultimo aspetto riguarda la comunicazione: il divieto di pubblicità è senza dubbio un argomento di spessore politico, però posso dare dei dati e una posizione tecnica. Alle gare per il rilascio delle concessioni online hanno partecipato operatori di grande spessore internazionale, alcuni dei quali sono rimasti fuori perché avevano difficoltà a farsi largo in un mercato dove la comunicazione del gioco legale è ricondotta a limiti molto forti“, ha aggiunto.

Giuliani conclude il suo intervento con una riflessione: “Il decreto legislativo 41 ha concesso delleaperture consentendo ai concessionari di comunicare il gioco sicuro e responsabile, con il proprio marchio. È un passo importante ma bisogna evitare l’effetto opposto perché usarlo per fare pubblicità potrebbe far aumentare una percezione avversa dell’intero comparto svuotando di significato il concetto di gioco responsabile”.