Taticchi (University College London) a Flutter Futures: ‘Ceo ruolo cruciale nella strategia, attenzione ad AI e robot’

Paolo Taticchi, professore di Strategy & Sustainability presso la University College London nel corso dell’evento romano per la presentazione dell’impact report di Flutter Sea ha approfondito il tema dell’evoluzione dei modelli d’impresa alla luce delle trasformazioni tecnologiche e dell’AI.

 

Roma – Futures, l’evento ideato da Sisal e promosso ora dalla casa madre Flutter Sea, ha visto protagonista a Roma Paolo Taticchi, professore di strategia e sostenibilità aziendale e co-direttore Ucl Centre for Sustainable Business presso University College London. Nell’incontro di Roma a Palazzo Rondinini moderato dalla giornalista Rai Barbara Carfagna, lo studioso ha approfondito il tema dell’evoluzione dei modelli d’impresa alla luce delle trasformazioni tecnologiche, dell’intelligenza artificiale, dei nuovi equilibri geopolitici e del ruolo sempre più strategico della sostenibilità come leva di competitività.

“Per le aziende è un momento complesso, parto da una considerazione – ha esordito Taticchi – il Ceo è considerato come la figura apicale di un’azienda, la persona numero uno che deve essere in grado però di implementare la strategia aziendale. Ho individuato quattro fattori cruciali per le aziende, il primo è l’evoluzione della globalizzazione che è un trigger importante per capire la globalizzazione; il secondo tema è la trasformazione tecnologica digitale, il terzo è la trasformazione sostenibile e il quarto è l’evoluzione del modo di lavorare. Questo quattro temi spingono le aziende a riconfigurarsi e ci sono tante tensioni in queste trasformazioni e trovare equilibri è difficile. Il motivo per cui ho lanciato questa provocazione in cui ho detto che la skill importante del Ceo è saper leggere questi disequilibri e trovare equilibri temporanei per traghettare la crescita in una direzione non sempre molto chiara”.

Fondamentale calcolare l’impatto dell’AI sui processi aziendali: “Oggi si stima che ci siano un miliardo di agenti AI che stanno prendendo decisioni nelle aziende e che fanno parte dei processi aziendali e ci sono tre miliardi di persone che lavorano – analizza Taticchi – capite bene che il modo di fare impresa è già cambiato e al tema degli agenti si aggiunge quello dei robot; oggi si parla meno di questo ma la corsa al mondo dei robot è importantissima. Un’industria che si sta costruendo velocemente, la Cina entro la fine dell’anno avrà 100mila robot lavoratori guidati anche dall’AI, e che hanno la capacità di imparare da soli. Questo trasforma il modo di prendere decisioni nell’azienda.

Taticchi sottolinea anche che “il tema della trasformazione sostenibile non si può disconnettere dalla trasformazione digitale e le aziende che lo comprendono creano delle sinergie. La sostenibilità deve essere fatta con una riorganizzazione e servono capacità che a volte non ci sono nell’azienda.

L’AI può essere un fattore positivo ma si parla meno dell’aspetto legato alla sua stessa sostenibilità perché la preoccupazione è soprattutto ambientale, legata quindi al consumo energetico in un momento in cui si tenta di ridurre i cambiamenti climatici. Andare a dissimulare una tecnologia che consuma tanta energia non è proprio in perfetto timing. Tuttavia ci saranno anche dei benefici, come ad esempio i modelli di business per lo sviluppo dei quali sarà necessario collegare tutti questi elementi”.