Futures: il dialogo tra Ferrazza (Repubblica) e Folladori (Ceo Flutter) su processi decisionali e governance

Il panel della quinta edizione di Futures di Roma ideato da Sisal e promosso da Flutter Sea ‘Innovare l’impresa: futuri possibili tra responsabilità e innovazione’ con Ferrazza di Repubblica e Folladori, Cso dell’azienda, protagonisti.

 

Roma – Un panel interessante nella quinta edizione di Futures, l’evento ideato da Sisal e promosso ora da Flutter Sea, nell’evento, dal titolo “Innovare l’impresa: futuri possibili tra responsabilità e innovazione“, svoltosi oggi, martedì 30 giugno 2026 presso Palazzo Rondinini, via del Corso, Roma.

Con la moderazione della giornalista Rai, Barbara Carfagna, Federico Ferrazza, direttore di Italian Tech e Green&Blue di Repubblica, ha dialogato con Camilla Folladori, Chief Strategy Officer di Flutter Sea, sulle prospettive di trasformazione delle organizzazioni, chiamate a ripensare modelli di governance, processi decisionali e sviluppo delle competenze per affrontare un contesto in cui tecnologie emergenti e responsabilità d’impresa sono sempre più strettamente connesse.

Ad esordire è stato Ferrazza: “La sostenibilità è fondamentale, ma c’è una sorta di strabismo perché il tema è sparito dalla politica. Tuttavia le guerre ci ricordano l’importanza di questi concetti, specie per via della carenza energetica che ci ricorda l’importanza delle risorse alternative. Le aziende lo sanno e il loro percorso sta continuando in questo senso. Lo strabismo c’è perché la politica ha individuato nelle politiche ambientali un nemico facile da colpire”.

Ferrazza ha inoltre evidenziato che da una parte le aziende “continuano nell’investimento ed è anche difficile cambiare rotta; dall’altra parte nella politica se ne parla di meno ma i fatti ci ricordano che investire è una importante leva strategica per le aziende”.

Secondo il giornalista di Repubblica l’intelligenza artificiale “non è rivoluzionaria, io penso che sia una tecnologia con un grande impatto, ha caratteristiche simili alle importanti innovazioni tecnologiche del genere umano perché cambia il nostro rapporto con il tempo, come è stato con internet e tante altre cose che ci consentono di fare le cose in maniera più semplice. L’AI accelera e rende le aziende più produttive e non ho dubbi che un’azienda come Flutter crescerà tanto con i nuovi sistemi mentre ho qualche dubbio che potrà beneficiarne il sistema economico mondiale. Per questo penso che non sia rivoluzionaria.
Altro tema importante è quello della sovranità, a proposito del quale Ferrazza ha le idee chiare: “Secondo me meglio che l’Italia e l’Europa si concentrino su un piano industriale e di sviluppo affinché a queste tecnologie vengano sviluppate anche nel nostro continente.”

Folladori ha portato il punto di vista di Flutter su questo tema: “Non possiamo paragonare l’AI a una normale tecnologia perché entra nei processi decisionali e nella relazione con il consumatore, entra nel modo di governare la strategia dell’azienda. Se questo è vero, dobbiamo capire quale è la modalità di approccio più corretta. Noi abbiamo fatto un percorso che ci mette in linea con le best practice internazionali. È importante dunque governare tutto quello che serve per gestire l’AI, che significa aver costruito un framework per definire cosa deve entrare in quella che possiamo definire una nuova road map. All’inizio del 2025 quando avevamo una sperimentazione che contava 25 iniziative, siamo passati a 40 lo scorso anno e ora siamo a 90: senza un governo vero e proprio questo non sarebbe fattibile.”

Secondo la Cso “l’AI è un grande cambiamento, oggi sta diventando pervasiva, ma non è più semplice perché nel momento in cui si vede come la si utilizza e si pensa all’aiuto che può dare, non basta ragionare sul tema della semplice adozione. Sulle competenze stiamo vedendo che l’efficacia si raggiunge quando si creano nuove competenze, lavorando su come l’AI può aiutare ogni specifico ruolo. Noi abbiamo programmi per creare consapevolezza e lo scorso anno abbiamo fatto corsi per 1200 ore perché riteniamo che bisogna carpire cosa è realmente l’AI. Sul tema dell’adozione lavoriamo sul fatto che tutti possano avere l’accesso a questa tecnologia”.

Cruciale la misurazione perché “le aziende hanno bisogno di numeri e la misurazione ci permette di capire dove stiamo andando. Noi lavorando su più paesi e abbiamo chiaro l’ecosistema regionale”.

Fondamentale secondo Folladori è il tema della regolamentazione europea che “rispetto agli Stati Uniti può portare qualcosa in più, la fiducia. Parlando di imprese e università bisogna invece capire come recuperare il ritardo sulla velocità, ora che in questi ultimi periodi le alleanze sono diventate più fluide. Le persone chiamate ai tavoli oggi devono avere la capacità di non essere solo tecnici ma di saper leggere l’impatto dell’AI, abbiamo bisogno che non ci si sieda solo a tavoli di lavoro perché una collaborazione completa in tutti i progetti.”