Pagano (Qlash): ‘Esports e sport connubio vincente: prima del Cio, lavoriamo con le federazioni’

Il leader di Qlash, sal palco del Wmf di Bologna, spiega perchè il connubio tra sport tradizionali ed esports è assolutamente vincente, partendo dalla case history di successo con la Federazione italiana tennis e padel.

Bologna – Prima di parlare di Giochi Olimpici e di altri progetti di spicco, c’è tanto lavoro da fare sul territorio e tante opportunità, che scaturiscono dalla naturale sinergia tra sport tradizionali ed esports. Ad affermarlo è Luca Pagano, Ceo di QLASH, intervenendo al panel organizzato da ITalianGamingNews.it all’interno di WMF – We Make Future di Bologna, dedicato proprio al connubio tra sport ed esports.

“Qlash ha chiuso un accordo pluriennale con la Federazione Italiana Tennis e Padel  (Fitp) per quanto riguarda la fornitura tecnologica e l’organizzazione di eventi live. In breve: la federazione italiana Tennis ha un’applicazione, si chiama MyFITP, all’interno della quale la federazione offre e vende servizi, informazioni e vende anche determinati servizi ai tesserati. All’interno della loro tecnologia è stata integrata la nostra tecnologia che permette loro di organizzare tornei e-sport di Tennis e Clash. Fino a questo momento la partnership, l’esperimento, l’avventura, per loro, sta andando molto molto bene perché di fatto loro misurano il successo dell’iniziativa molto banalmente con i feedback che ricevono dai ragazzi ma anche comprensibilmente dal numero di tesserati perché per accedere ai tornei e-sport della federazione italiana Tennis devi essere in qualche modo tesserati.

Quindi per questo per loro è diventata l’occasione per riuscire: uno, a comunicare ai giovani perché altrimenti probabilmente i giovani non entrerebbero nell’applicazione MyFITP o magari addirittura non si avvicinerebbero al mondo del tennis fisico. Due, la possibilità poi di ingaggiarli e qui nasce quello che poi è la seconda grande opportunità secondo me per la federazione, cioè quella sul territorio, di riuscire a ingaggiare i giovani. Durante gli internazionali di Roma abbiamo avuto il piacere e la fortuna di gestire lo stand e-sport della federazione durante gli internazionali per due settimane e quella è stata l’occasione per mettere in contatto i giocatori del tennis fisico con gli appassionati. Quindi allo stand e-sport c’era proprio un passaggio non voglio dire generazionale, però si vedevano gli eroi del tennis scendere in campo virtuale con gli eroi del tennis virtuale e questo secondo me è uno degli aspetti veramente importanti e magici che offrono gli e-sport, almeno come si diceva prima. Al di là di offrire poi quella che è l’esperienza digitale a chi magari non può permettersi o non ha la fortuna di poter praticare uno sport fisico però quello, il terreno digitale, il terreno e-sport, è proprio il terreno dove il fisico entra in qualche modo in contatto con gli e-sport digitali. Detto questo, c’è anche l’attivazione per la FITP di aspetti commerciali infatti il campionato FITP virtuale che noi gestiamo e organizziamo all’interno della tecnologia è sponsorizzato da BMW.

Quindi per la federazione è veramente una “win-win-win situation” perché riescono a comunicare con i giovani riescono a dare l’opportunità a chi magari non può o non vuole praticare uno sport fisico comunque di avvicinarsi al mondo del tennis. Dà la possibilità di attivare, diciamo, degli accordi commerciali che magari forse senza l’aspetto e-sport non sarebbero riusciti o magari sarebbero comunque riusciti però riescono ad offrire quel pezzo in più che ha lo sponsor magari da piacere di poter comunicare ai giovani. Quindi, secondo me, il business case della Federazione Italiana del Tennis è importante, sicuramente per noi ma sono convinto che è importante proprio per l’industria degli e-sport ma anche proprio per il mondo sportivo.

Per quanto riguarda il rapporto del CIO con gli esports, nel breve, non la vedo benissimo perché secondo me lì c’è un aspetto anche politico e non solo commerciale. La mia paura è che più si aspetta e più l’occasione viene persa cioè si allontana quindi spero, spero, non credo ci sarà ma spero che qualcosa possa succedere detto questo, secondo me, però invece di partire dall’alto, cioè dai vertici del Comitato Olimpico Internazionale, iniziamo a parlare con le federazioni locali iniziamo a creare dei business case delle storie di successo dove, in qualche modo, le federazioni possano apprezzare e capire l’importanza di fare cose ai giovani fare cose nel mondo digitale ingaggiare i giovani, ingaggiare anche i migli e ingaggiare, magari, degli sponsor che altrimenti non sarebbero saliti a bordo.

Ecco, secondo me, casi come questo speriamo seguiti da altre federazioni che siano federazioni tennistiche internazionali o che siano federazioni locali di altri sport secondo me quello sarà un passaggio fondamentale. Ecco, nel momento in cui molte federazioni sportive verranno in qualche modo abbracceranno in qualche modo, in modo ufficiale l’eSport, ecco che allora, secondo me anche i vertici del CIO poi potranno avere magari quella sensibilità in più che potrebbe spingere ad abbracciare questo magico mondo che sono gli esports”.