L’opposizione in Consiglio Valle incalza il presidente Renzo Testolin sulle intercettazioni di conversazioni tra un funzionario del Casinò di Saint Vincent e un funzionario della Regione Valle d’Aosta.
L’interrogazione a risposta immediata presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, firmata dai consiglieri Corrado Bellora, Eleonora Baccini, Andrea Manfrin e Simone Perron, ha acceso il dibattito nell’aula del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Il titolo la dice lunga: “La gestione del Casino de la Vallée è veramente scevra da ingerenze politiche?”.
Al centro della questione, alcune conversazioni intercettate nell’ambito delle indagini in corso, da cui emergerebbe l’ipotesi di possibili contatti tra un funzionario del Casinò di Saint-Vincent e la Presidenza della Regione. Bellora non ha usato giri di parole: “Argomentazioni molto delicate, qual è quella dei porteur, quella dell’assunzione del personale, cose che sicuramente hanno una notevole rilevanza”, ha esordito il consigliere leghista, precisando di non voler commentare notizie giornalistiche ma di voler capire “se questa gestione del casino è totalmente autonoma e la politica non ha alcuna ingerenza su di essa” e soprattutto “se questa intercettazione risponda a verità oppure se ci sia qualcosa di diverso”.
La risposta del presidente della Regione, Renzo Testolin, è arrivata puntuale. Ribadita “l’autonomia operativa della società rispetto alla gestione aziendale”, il presidente dichiara che la Presidenza è venuta a conoscenza della questione “attraverso la lettura di questa stessa interrogazione” e che “nessuna richiesta ci è stata posta in merito all’argomento”.
Bellora non si è detto sorpreso. “Ovviamente ringrazio della risposta che francamente mi aspettavo perché mi sarei stupito del contrario”, ha replicato. Ma ha rimarcato come il problema di fondo rimanga aperto: nelle intercettazioni, “non una persona qualunque ma un funzionario del casinò sembra adombrare una avvicinabilità della Presidenza della Regione per questioni tecniche”. Quel funzionario, spiega Bellora, “rimane anonimo, almeno fino a quando non ci sarà un avviso di conclusione di indagini preliminari”, ma il consigliere ha lasciato intendere di avere qualche idea sulla sua identità, aggiungendo che si tratterebbe “molto probabilmente di un soggetto molto vicino all’amministratore unico”. Da qui la domanda che torna sempre uguale: “Se questo amministratore unico sia o meno idoneo a gestire un casinò o una realtà così delicata.”







