All’ordine del giorno della Commissione Peti due petizioni che chiedono nuove misure sulla pubblicità del gioco e sulla prevenzione del gioco patologico.
l tema della regolamentazione del gioco torna all’attenzione delle istituzioni europee. La Commissione per le Petizioni (Peti) del Parlamento europeo esamina due petizioni che hanno in comune lo stesso filo conduttore: proteggere i cittadini dagli effetti del gioco, sia sul fronte pubblicitario che su quello della dipendenza.
La prima petizione porta la firma di Michalis Iona, cittadino cipriota, e punta dritta alla pubblicità: la richiesta è un divieto, a livello comunitario, per le campagne promozionali delle società di gioco. Alla base c’è una preoccupazione concreta, la pervasività della pubblicità del gioco sui social media, sui cartelloni stradali e negli altri canali di marketing, con un’esposizione crescente rivolta anche a giovani e soggetti vulnerabili.
La seconda petizione (n. 0419/2025) arriva invece dall’Italia. Il firmatario, Giovanni Fiorillo, mette sotto accusa gli strumenti attualmente disponibili per contrastare la dipendenza da gioco: autoesclusione e campagne sul gioco responsabile, a suo giudizio, non bastano. Nel documento chiede misure più strutturate sul fronte della prevenzione, un maggiore coinvolgimento dei servizi sanitari e un riconoscimento esplicito dei giocatori patologici come soggetti vulnerabili, con diritto a specifiche forme di supporto. Viene posto anche il tema della responsabilità dell’industria rispetto ai danni che la dipendenza produce.
Le due petizioni arrivano oggi in Commissione Peti dopo aver superato la fase di ricevibilità e dopo l’acquisizione delle osservazioni della Commissione europea. Al termine della discussione, i deputati potranno scegliere tra tre strade: mantenere aperto il fascicolo, richiedere ulteriori approfondimenti alle istituzioni europee oppure chiudere l’esame.






