Calendario 2027, Upg presenta le sue proposte al Ministero: dalle sanzioni agli ippodromi alla programmazione centralizzata

L’Unione Proprietari di Galoppo ha inviato le proprie osservazioni alla Direzione Generale per l’ippica dopo l’incontro del 9 giugno. Sul tavolo sette punti concreti, dal numero minimo di giornate allo sviluppo del Tqq.

Il processo per la definizione del Calendario ippico 2027 è ufficialmente partito. Lo scorso 9 giugno la Direzione Generale per l’ippica ha riunito le Categorie per illustrare le linee guida in vista del cosiddetto Decreto Criteri, il documento-quadro che farà da ossatura al Calendario vero e proprio, atteso per metà novembre. Al termine dell’incontro le associazioni di settore sono state invitate a presentare le proprie osservazioni, e l’Unione Proprietari di Galoppo non si è fatta attendere. Il presidente Antonio Viani ha illustrato ai soci i sette punti della relazione inviata al Ministero, chiarendo sin dall’inizio la filosofia che ha guidato il lavoro: un approccio, scrive, “legato alla volontà di costruire e non distruggere”, che non si limita alla critica sterile ma propone soluzioni concrete laddove necessario.

Il primo punto riguarda il numero complessivo di giornate al galoppo. Valutati i dati sui partenti del primo semestre 2026, Upg chiede che il Calendario 2027 garantisca almeno le 390 giornate previste per l’anno in corso, “con la speranza che le problematiche vissute in questa stagione con alcuni ippodromi non si debbano più ripresentare”.

Sul fronte delle scadenze per le società di corse, l’Unione condivide l’impostazione ministeriale di anticipare i termini dell’iter autorizzativo, ma chiede di portare l’ultima scadenza, l’autocertificazione finale di idoneità amministrativa e tecnica, da 30 a 45 giorni prima dell’inizio dell’attività, “per dare così il tempo al Ministero, sentite le Associazioni di categoria, in caso di problematiche, di riprogrammare il Calendario allocando al meglio le giornate”. Upg chiede inoltre che qualsiasi annullamento di giornate o di singole corse comporti una sanzione economica con importo “realmente dissuasivo”, parte della quale destinata agli operatori “a parziale compensazione dei danni subiti da simili avvenimenti”.

Sull’attribuzione delle giornate ordinarie, Upg condivide l’impostazione basata su parametri ponderati, rating delle corse, media cavalli partiti, classificazione degli ippodromi e fattori correttivi locali, ma segnala l’assenza di un indicatore ritenuto essenziale: la raccolta media di gioco sul campo e a livello nazionale per ciascun impianto, da calcolare escludendo le corse in ostacoli e quelle per Anglo Arabi e Psa, che “per loro natura renderebbero meno veritiera la misurazione”. L’Unione segnala inoltre che la forbice del 20-40% prevista per i primi tre indicatori risulta “troppo ampia” e rischierebbe di produrre un’attribuzione “troppo generica e arbitraria”: per quegli indicatori di natura oggettiva si chiede un peso percentuale preciso o una forchetta significativamente più stretta, mentre maggiore flessibilità è ritenuta accettabile per i fattori correttivi locali.

Sul palinsesto giornaliero, Upg apprezza la distribuzione proposta dalla Direzione, sostanzialmente in linea con quella del 2026,  ma ritiene “inderogabile” lavorare, per il 2027, all’eliminazione delle sovrapposizioni tra tipologie di corse, obiettivo raggiungibile “unicamente attuando una Programmazione Centralizzata”. Consapevole delle difficoltà gestionali che tale struttura comporterebbe per la Direzione, Upg ha proposto di delegare all’Unione stessa il servizio di programmazione per il galoppo: verrebbe creato un organismo terzo con piena autonomia decisionale, chiamato a operare nel rispetto integrale dei criteri vigenti e in coordinamento con le strutture tecniche ministeriali già esistenti.

Quanto alla distribuzione geografica, Upg sottolinea come la scarsità di ippodromi al galoppo renda poco utile trattare la stagionalità come un dogma, e propone di introdurre il concetto di meeting, “più favorevole e vicino alle necessità del galoppo nazionale”. Sul fronte delle corse per Anglo Arabi, l’Unione chiede per il 2027 una maggiore diffusione sul territorio nazionale per evitare “una troppo densa programmazione in alcune regioni”, con riferimento esplicito alla Toscana.

Per rendere le giornate più leggibili e sostenibili, Upg propone infine di differenziare il numero minimo di corse in base alla classificazione dell’impianto: sei negli ippodromi ordinari, in linea con le indicazioni ministeriali, ma almeno sette in quelli principali, “per una migliore allocazione e riuscita delle giornate, soprattutto negli ippodromi di prima fascia”.

L’ultimo punto tocca le scommesse. Upg propone il rilancio del Tqq, erede della storica Tris, “il veicolo di maggiore successo del comparto scommesse ippiche con una penetrazione unica del mercato”, attraverso la ricerca di uno sponsor partner di grande visibilità, capace di amplificarne la portata promozionale e attrarre nuovi scommettitori. “Un volano unico per il comparto”, scrive Viani, che i risultati degli ultimi due anni dimostrano essere concretamente alla portata del settore. Nelle prossime settimane sono previsti ulteriori incontri tra le parti, e il presidente Upg ha invitato soci e operatori a contribuire con nuove proposte per rafforzare la posizione dell’Unione al tavolo ministeriale.